Il giardino e la città: la sfida del bene tra Genesi e Apocalisse
A Bergamo, presso la Chiesa di San Fermo, Lucia Vantini ha tenuto un incontro dal titolo “Il giardino e la città. Tra Genesi e Apocalisse”, nell’ambito della rassegna Molte Fedi promosso dalle ACLI Bergamo.
Il filo conduttore della riflessione è l’albero della vita, presente tanto nell’Eden quanto nella città descritta nell’Apocalisse: un albero che guarisce e fa fiorire l’umanità.
Secondo Lucia Vantini, il peccato non risiede semplicemente nell’aver mangiato il frutto proibito, ma nel sospettare del bene e nel denigrare ciò che prova a trasformare la storia. Da qui nasce anche il termine “buonismo”: il sospetto che il bene non sia reale. L’albero della vita diventa allora una domanda urgente: come custodire la vita? Nella Bibbia non resta confinato nel giardino dell’Eden, ma viene piantato nella città: un invito a costruire luoghi di convivenza che siano capaci di accogliere e generare vita.
Viviamo in un tempo in cui la distopia immaginata da Orwell sembra farsi realtà: la manipolazione della verità è dietro l’angolo e la voce del serpente insinua che il bene non esista, che sia soltanto facciata. L’Apocalisse mette in guardia contro due bestie: una mostruosa e violenta, l’altra seduttiva, che spinge ad adorare la prima. È un richiamo a vigilare contro il potere corruttivo che si traveste da necessità.
Come ricorda anche Manzoni, accanto ai tiranni spietati, gli “Innominati”, ci sono i “don Abbondio”, codardi e compiacenti, “vasi di terracotta in compagnia di vasi di ferro”. In entrambi i casi, il male finisce per presentarsi come l’unica verità possibile. Così, atrocità come genocidi e bombardamenti che causano decine di migliaia di vittime innocenti vengono raccontate come atti di difesa.
In questo contesto si inseriscono anche dichiarazioni politiche come quelle di Matteo Salvini che, in un’intervista alla televisione israeliana, ha definito il terrorismo islamico il principale problema del mondo, legando la difesa di Israele alla tutela della libertà e della democrazia. Ma quanto può la menzogna coprire la verità?
Pur immersi in un tempo di impotenza e smarrimento, Lucia Vantini invita a non arrendersi: a scegliere di abitare la città dalla parte della speranza, diventando seminatori di pace e di verità. Come Maria di Magdala, che dopo la Resurrezione scambiò Gesù per un giardiniere, anche noi possiamo riconoscere il bene in forme inattese, in persone insospettabili.
In un mondo folle, la verità spesso è custodita dai giullari e dai comici: figure come Pif, che con paradossi ironici smascherano l’assurdità del male, dice con ironia il comico: “per abbattere la mafia bombardiamo la Sicilia”.
Lucia Vantini ci sprona a diventare “giardinieri” della storia: a credere ostinatamente nel bene e a tradurre questa fiducia in gesti concreti e quotidiani. Seminare giustizia e pace nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro. Combattere la forza distruttiva del male con la forza generativa della vita.