Viva Papa Leone, senza dimenticare Papa Francesco
di Silvano Magnelli
Foto artificiale elaborata da IA, nessun dettaglio è reale
Siamo assai lieti di avere come Pontefice, ovvero costruttore di ponti, Papa Leone, che in pochi giorni abbiamo subito conosciuto e apprezzato e che ci pare davvero la scelta giusta, anche perché grande amico di Francesco, che lo stimava molto. E sebbene il nuovo Papa non perda occasione per ricordare il grande predecessore, tira uno strano venticello tra alcuni giornalisti, opinionisti e commentatori, che buttano lì un non richiesto confronto tra i due, dando voce a quell’ammucchiata di svalutatori di Francesco presenti in ambienti diversi, purtroppo anche cattolici, che lo hanno contrastato e temuto, prima da vivo e ora da morto, eppure sempre vivo…
Francesco ci ha lasciato un patrimonio di altissimo livello umano, culturale, spirituale, radicato tutto sul Vangelo di Gesù Figlio di Dio e tramite del suo ineffabile amore. Tutti i Papi postconciliari hanno lasciato un segno per una Chiesa sempre da riformare e passo dopo passo aperta al mondo.
Francesco forse ha accelerato questi passaggi, in qualche modo si è messo a correre senza giudicare chi stava fermo, ma ponendo parole nuove e nuovi traguardi e aumentando il tasso di semplicità e di gioia fraterna, entrando nelle case e nei cuori di una moltitudine di persone mai vista prima, di ogni tipo, appartenenza e condizione, dando voce a chi non ha voce, e facendo tutto ciò senza tanto rumore, facendolo e basta, col sorriso, l’abbraccio, lo sguardo indimenticabile di serenità e di bontà.
Sono certo che Leone XIV prenderà al volo il testimone e correrà avanti su questa strada di dialogo, di prossimità concreta, di compassione e di ricerca della pace. Non esiste altra strada per chi ha scelto, o è stato scelto da, Cristo, per cui infine riporto le parole del noto psicoterapeuta e ormai richiesto opinionista Massimo Recalcati, che bene riassume la sfida della Chiesa che verrà e che in parte già esiste: “Francesco ha mostrato che Dio non è un arido legislatore, ma un innamorato che viene a bussare imprevedibilmente alla nostra porta. La Chiesa, dopo la sua morte, deve scegliere se diventare un cimitero di precetti morali o un cantiere, dove l’unica legge che conta è quella dell’amore, che non calcola. Dal teologo al pescatore: il salto mortale avviene nella carne.”.