L’etica come rifugio interiore per affrontare i giorni difficili
Lasciamoci accompagnare da Vito Mancuso in una riflessione sull’etica, a partire dal testo “Etica per giorni difficili”. Secondo il filosofo, l’umano, pur essendo a volte cattivo, non si esaurisce nei suoi aspetti negativi: contiene in sé una tensione verso l’alto, un richiamo a qualcosa di superiore. Ognuno di noi ha la propria interiorità, spesso chiamata anima, psiche, o coscienza. Il compito dell’etica è orientare questa interiorità, disporla come un tempio interiore in cui regni armonia nei rapporti con sé stessi, con gli altri e con il mondo.
Come parlare di etica in questi tempi? I giorni difficili sono una costante della storia umana, si pensi al famoso verso di Dante nel canto VI del Purgatorio: “Ahi serva Italia, di dolore ostello.” Non esistono epoche esenti da difficoltà; ciò che cambia è la peculiarità delle sfide che affrontiamo. La nostra epoca, sostiene l’autore, non è minacciata tanto dall’immoralità, quanto dall’amoralità. Viviamo in un tempo in cui la morale è percepita come un fastidio, un freno alla vitalità. La trasgressione è diventata sinonimo di libertà, mentre la moralità appare antiquata.
L’autore richiama il pensiero di Nietzsche e la sua critica alla morale tradizionale, evidenziando come la cultura contemporanea abbia abbracciato un’etica “oltre il bene e il male,” in cui tutto diventa fluido e relativistico. Questo spaesamento delle coscienze, secondo Mancuso, ci rende stranieri morali gli uni agli altri, privandoci di un fondamento etico comune. Senza un riferimento comune, muoiono sia la comunità che l’educazione, ridotte a un terreno instabile dominato dalla volontà di potenza.
In un’epoca di disgregazione, Mancuso invita a costruire un “rifugio antibatterico” interiore, fatto di etica e spiritualità. In un mondo dominato dall’incertezza, l’etica diventa uno strumento per orientarsi e preservare l’umanità dentro di sé. L’etica nasce da un ascolto profondo: della vita, delle cose, degli altri. Questo ascolto si traduce in cura, in azione responsabile. L’etica, sottolinea, non è un insieme rigido di comandamenti, ma un modo di stare al mondo, basato sull’ascolto e sulla contemplazione. La soluzione non può essere cercata nelle grandi strutture esterne, ma in un lavoro su sé stessi: il primo impegno etico riguarda il rapporto di ciascuno con sé stesso. Questo significa non tradire la propria interiorità e costruire un rifugio etico e spirituale, una dimensione personale in cui trovare protezione dalle influenze esterne negative. Tale rifugio interiore richiede un continuo esercizio di sincerità e di interrogazione profonda sulla propria vita, sui propri valori e sulla propria relazione con il mondo. Percepire e rispondere a queste domande richiede un ascolto profondo e una visione della realtà non predatoria, ma contemplativa. L’etica si fonda sulla capacità di attribuire valore alle cose e sulla libertà di tradurre questo valore in azione.
La struttura dell’etica si regge su due pilastri: il valore e la libertà. Il valore è il riconoscimento di qualcosa di più grande di noi, che trascende il nostro ego. La libertà, invece, è la capacità di tradurre questo riconoscimento in azioni concrete.
In conclusione, Mancuso ci ricorda che l’etica è al servizio dell’umanità, indicando nella relazione armoniosa il fondamento ultimo dell’etica. È necessario tornare a interrogare la vita, a cercarne il significato, per costruire una società fondata su relazioni autentiche e solidali.
L’etica, inoltre, non è semplicemente una questione di convenienza materiale: agire per il bene conviene sempre, perché salvaguarda la propria integrità e umanità. L’obiettivo ultimo è la relazione armoniosa, che riflette la logica stessa della vita. Questo vuoto è al centro della nostra natura relazionale: la capacità di fidarci o meno degli altri dipende da come affrontiamo questo vuoto, seguendo la logica relazionale o cedendo all’avidità.
L’etica, quindi, è essenziale non solo per l’individuo, ma per la società intera: più si fa il bene, più si vive in armonia con sé stessi e con gli altri. In ultima analisi, l’etica corrisponde alla struttura stessa della realtà.
L’invito dell’autore è chiaro: riscoprire l’etica come rifugio interiore, come radice della nostra umanità, e come ponte verso un mondo più giusto. L’armonia che cerchiamo fuori, conclude Mancuso, deve nascere prima di tutto dentro di noi.
https://us02web.zoom.us/j/89787467029