Data pubblicazione: 25-gen-2019 18.27.42
Gentile dottore,
innanzi tutto colgo l’occasione per ringraziarla dei preziosi consigli che dispensa nella sua rubrica. E’ anche grazie ad essi che, con mia grande sorpresa, sono riuscita ad allattare il mio secondogenito. Con la prima invece non c’ero riuscita.
Il mio piccolo ha sei mesi e mezzo e fino ad adesso l’ho allattato esclusivamente col mio latte. Cresce molto bene e attualmente pesa 8,240 Kg.
Fra qualche settimana dovrò tornare al lavoro e quindi, non volendo introdurre il latte artificiale, ho provato ad usare un tiralatte elettrico. I risultati sono molto scarsi, diciamo che produco circa 30 ml di latte in mezz’ora / tre quarti d’ora. Non sento dolore ne particolare fastidio. Ho provato anche a fare preventivamente degli impacchi caldi sul seno ma senza successo.
Tra l’altro, nonostante da circa due mesi sto cercando di svezzarlo, il mio bambino rifiuta ogni forma di cibo. Al massimo ne mangia qualche cucchiaiata.
Sono molto scoraggiata e preoccupata per l’imminente rientro al lavoro ma vorrei veramente evitare di introdurre aggiunte di latte artificiale.
Cordiali saluti.
Gentilissima,
grazie innanzi tutto per il Suo cortese riscontro !
per quanto riguarda lo "svezzamento", vale la pena ricordare che attualmente si preferisce parlare di "alimentazione complementare". Complementare a cosa ? Al latte di mamma ovviamente che mantiene, dove possibile, la sua centralità. Quindi, introdurre "altro" non significa non poter offrire il seno, anche subito dopo una minestrina salata di verdure passate a mò di dessert.
Il fatto che Lei cerchi di svezzare da "due mesi e mezzo" Suo figlio, mi stride molto ! Da più di venti anni tutti i protocolli scientifici e le linee internazionali indicano i SEI MESI DI VITA quale età di massima per gli alimenti semi solidi nel bimbo allattato !
Quindi, ringraziamo Suo figlio che con il suo diniego non ci ha fatto incorrere in un errore grossolano.
L'alimentazione complementare deve consistere di cibi semplici ma saporiti ! Frutta di stagione frullata o spremuta (anche le NOSTRE arance quelle con i punti neri sulla buccia che indicano che non sono stati usati pesticidi), pureè di patate con parmigiano ed olio di oliva locale , passato di legumi e cipolla, etc. etc. etc.
Ma volendo parlare di allattamento, come ho già scritto altrove, personalmente temo molto lo stress da prestazione della mamma che si sforza di mettere da parte il proprio latte a tutti i costi per i momenti in cui è al lavoro, inficiando la qualità e la quantità del tempo con il bimbo quando è a casa!
Ritengo sia MOLTO più importante attrezzarsi per tirarsi il latte sul posto di lavoro nelle pause caffè, non tanto per recuperare grandi quantitativi di latte (che d'altra parte non guasta), quanto per MANTENERE VIVA LA LATTAZIONE ed evitare un pericoloso ristagno di latte endoghiandolare che o crea un ingorgo o lo stop definitivo della lattazione o tutte e due cose.
A costo di esser facilmente criticabile da "alcuni", ritengo che NON è un fallimento per una mamma che ha allattato con innegabile ed evidente successo il proprio bambino, ricorrere ad una piccola quantità di formula, per sopperire il fabbisogno quando è assente per lavoro, se non è riuscita a recuperare interamente il volume necessario.
Mi sembra importante continuare in qualità questo bellissimo percorso intrapreso.
Non forzi il bimbo se non si sente pronto ai cibi solidi. Può causare degli condizionamenti negativi. Metta qualche giorno di pausa e poi con serenità riproponga il semisolido che sia però gustoso !
Non dia nulla al bambino che Lei non mangerebbe con piacere !
Cordiali saluti
Dott GG