I pronomi personali complemento si possono dividere in due gruppi, a seconda che siano atoni oppure tonici.
Le forme atone dei pronomi personali complemento piemontesi sono:
m, me
n, ne
t, te
v, ve
lo, -j, je
la, -j, je
j, je, -j, je
j, je, -j, je
m, t, j, n, v, si pospongono al pronome verbale e precedono il verbo
me, te, je, ne, ve seguono il verbo
lo e la possono precedere o seguire il verbo.
am parla, a pensa 'd parleme
at parla, a pensa 'd parlete
a-j parla, a pensa 'd parleje
a-j dis ciau, a l'ha dije ciau
an saluta, a l'ha salutane
av ëspeta, a l'avria spetave
a-j ancontra, a l'ha ancontraje
i lo vëddo; i l'hai mai vistlo
a la ved; a l'ha mai vistla
A questi pronomi personali bisogna ancora aggiungere le particelle pronominali ne, na, le le particelle avverbiali i, je ed i pronomi riflessivi di terza persona s, se, che presentano un uso simile a quello delle particelle pronominali. Si noti che m, me; t, te; v, ve possono avere le funzioni di pronomi riflessivi.
Posizione dei pronomi atoni
Di solito i pronomi personali atoni precedono il verbo.
Lo seguono quando (usato con o senza ausiliare) il verbo è:
all'infinito
all'imperativo
al gerundio
al participio passato
Si ricorda che, a differenza di tutte le maggiori lingue romanze, il pronome personale complemento piemontese segue il participio passato anche quando si tratta di un verbo usato alla forma composta.
S'a lo ved a-j parla (se lo vede gli parla)
S'a la ved nen, a va a sërchela (se non la vede, va a cercarla)
An vedendje i soma arcordasse ch'a l'era tard (nel vederli ci siamo ricordati che era tardi)
Quand ch'it monte an màchina arcòrdte d'esse prudent
Vistje, a l'é fermasse (vedutili, si è fermato)
Salutaje a l'é partì 'd cursa (salutatolo, è partito di corsa)
Ant në sfògh ëd rabia a l'ha dije d'andé al diav (In uno sfogo di rabbia gli ha detto di andare al diavolo)
Ed biòve i na catoma e a l'han catane 'dcò lor (Di pagnotte ne compriamo e ne hanno comprate anche loro)
Al cine a-i van soens e jér sèira i soma andaje 'dcò noi (Al cinema ci vanno spesso e ieri sera ci siamo andati anche noi).
Dovèj, podèj, vorèj davanti ad un infinito
I pronomi personali atoni che accompagnano i verbi servili dovèj, podèj, vorèj seguiti da un verbo all'infinito si mettono dopo all'infinito se il verbo servile è alla forma semplice. Se invece è alla forma composta i pronomi personali atoni possono seguire il participio passato del verbo servile o l'infinito stesso.
I deuvo parleje (Gli devo parlare)
A veul vëdlo (Lo vuole vedere)
A peul ëscrivje (Gli può scrivere, può scrivergli)
A l'ha nen poduje scrive (Non gli ha potuto scrivere)
I l'hai vorsuje parlé (Gli ho voluto parlare).
Il pronome personale complemento potrebbe precedere anche il verbo servile di forma semplice, ma è preferibile posporlo all'infinito perché così la frase è molto più esplicita.
A veul parleje (A-j veul parlé - Gli vuole parlare)
A peul nen felo (A lo peul nen fé - Non lo può fare)
I peuss nen vëddje 'dcò mi? (I-j peuss nen vëdde 'dcò mi? - Non posso vederli anch'io?)
A peul nen dije gnente (A-j peul nen dì gnente - Non gli può dire niente)
Andé e venì seguiti da un infinito
Le osservazioni fatte per i verbi servili sono pure valide per i verbi andé e vnì se sono seguiti da un infinito. Anche in questi casi si preferisce mettere il pronome dopo l'infinito che segue, mentre che se andé e vnì sono alla forma composta si può posporre il pronome al participio passato o all'infinito che segue. Esempi:
I vad a troveje doman (vado a visitarli domani)
A van a vëdje (vanno a vederli)
A ven a pijeje (viene a prenderli).
I andoma a troveje (andiamo a fargli visita)
A ven a trovene (viene a trovarci)
A van a catene [ëd pan] (vanno a comprarne [del pane])
A ven a trovene suens (viene a trovarci spesso)
A va a catela dal panaté (va a comparla dal panettiere)
A l'é andalo a trové (è andato a trovarlo)
A l'é andàit a trovelo (è andato a trovarlo)
A l'é vnula a vëdde (è venuta a vederla)
A l'é vnùit a vëddla (è venuta a vederla)
I soma andala a serché (siamo andati a cercarla)
A l'é andàit a sërchela (E' andato a cercarla)
Anche se strutture quali: a lo van a vëdde (vanno a vederlo), a-j ven a trové, i lo andoma a serché, a-j van a sërché non sarebbero formalmente errate, le forme corrispondenti con il pronome posposto all'infinito (a van a vëddlo, a ven a troveje, i andoma a sërchelo, a van a sërcheje) sono da preferirsi perché più usate e naturali.
m, me; t, te; n, ne; v, ve
Questi pronomi possono avere le funzioni di complemento diretto ed indiretto. Questa funzione è determinata dal verbo e pure dalla struttura della frase in cui questi pronomi vengono a trovarsi:
Quand ch'am ved am dis ciau (quando mi vede mi dice ciao)
Quand ch'at ved at dis ciau
Quand ch'an ancontra an parla
Quand ch'av ancontra av parla.
Neglli esempi appena presentati, il primo pronome è diretto ed il secondo indiretto.