Una particolarità piemontese sta nel modo di indicare le ore: Per l'una, le due ed a volte anche le tre, si usa la parola bòt (pron. \bot\), maschile, per le altre la parola ore (ron. \ure\), femminile. Si ricorda poi che in piemontese "due" può essere maschile (doi) o femminile (due). Attenzione: se ci si riferisce ad un intervallo di tempo, allora si usa sempre ore e mai bòt.
Sono le due = A l'é doi bòt (letteralmente È due ore)
Sono le due e mezza = A l'é doi bòt e més (letteralmente È due ore e mezzo)
Sono le quattro = A l'é quatr ore (letteralmente È quattro ore)
Sono le quattro e mezza = A l'é quatr e mésa (letteralmente È quattro e mezza)
Per arrivare ci vuole un'ora e mezza = Për rivé a-i và n'ora e mesa
Si nota che, il verbo è al singolare (è e non sono) e che quando l'ora non è completa la parola ora non si mette, mentre la parola bòt si mette). Inoltre con bòt si usa més (maschile), mentre quando è suppostoore, anche se non esplicito, si usa mésa (femminile).