Il Basso Medioevo rappresenta il passaggio dal feudalesimo al mondo moderno. Nascono gli stati europei e si sviluppano economia e cultura. Ma tutto questo trae origne dall'Altoo medioevo, il periodo immediatamente successivo alla crisi che decreta la fine dell'Impero Romano.
Verso la metà del IV secolo la pressione delle tribù germaniche sui confini dell’Impero Romano era diventata molto forte, a causa dell’avanzata degli Unni provenienti dalla steppa. Le conseguenti invasioni si sono concluse, dopo il 476 d.C., con la formazione dei Regni romano-barbarici nelle ex province romane. In realtà la crisi dell’Impero ha origini interne e già da tempo si arruolavano nell’esercito Germani che ricevevano terre sottratte ai cittadini, oltre a somme di denaro annuali. Il regno barbarico non poggia sul concetto giuridico di individuo, come il mondo romano, o sulla partecipazione democratica, inaugurata dai Greci.
La nozione di regno si identifica con la persona che esercita il potere e assicura la protezione militare dei sudditi in cambio della loro fedeltà. Questo è l’aspetto più fragile di questi regni che non riescono a creare un’organizzazione territoriale come i Romani. Ma quando sopravvivono, come i Visigoti in Spagna e, soprattutto, i Franchi nelle ex province galliche, il rapporto di fedeltà tra signore e vassallo dà origine al modello feudale. La consacrazione del feudalesimo è data dalla rinascita imperiale tra i Franchi con Carlo Magno. Grazie a una serie di fortunate campagne militari allargò il regno fino a comprendere una vasta parte dell'Europa occidentale. La notte di Natale dell'800 papa Leone III lo incoronò imperatore, fondando l'Impero carolingio che si basava sul vincolo di fedeltà personale che legava i conti i marchesi e tutti i funzionari all’Imperatore.
L’impero era considerato, secondo la mentalità germanica, come una proprietà privata del re da distribuire in eredità tra i figli. Questo spiega la successiva divisione che nell'843, col trattato di Verdun, diede origine alle monarchie nazionali di Francia e Germania e, tra le due, la Lotaringia estesa tra i Paesi Bassi e l’Italia. In Germania la dinastia degli Ottoni tentò di far rivivere l’Impero ma il tentativo fallì.
L’Impero germanico non riguardava la Francia e cercò inutilmente di conquistare le ricche città italiane diventate comuni e dotati di forti autonomie in virtù del potere economico e finanziario che esercitavano in Europa. Questo porta anche all’inizio del particolarismo e della frammentazione politica dell’Italia che durerà sino al 1861.
Intanto le monarchie nazionali iniziarono un processo di autonomia dall’Imperatore. Nel 1066 in Inghilterra si stabilì una dinastia normanna sotto Guglielmo I il Conquistatore che tenne a freno i nobili con l’istituzione degli Sceriffi, dipendenti direttamente dal re, a capo delle contee. Anche in Francia la dinastia dei Capetingi, iniziata nel 987 con Ugo Capeto, cerca di limitare il poter dei nobili favorendo lo sviluppo della borghesia cittadina. Il prestigio della monarchia cresce grazie a Luigi IX ritenuto un re taumaturgo in grado di guarire gli ammalati. Una capacità riconosciuta anche ad altri sovrani Francesi e Inglesi.