La chiesa di San Pietro a Faicchio


Daniele Ferraiuolo

 

CRISTIANIZZAZIONE E RIORGANIZZAZIONE DELLE CAMPAGNE FRA TARDA ANTICHITÀ E ALTO MEDIOEVO. LO SCAVO DELLA CHIESA DI SAN PIETRO A MASSA DI FAICCHIO (BN)

 

La chiesa

Ai piedi del monte Acero e al di là del ponte sul fiume Titerno, sorge l’antico centro di Massa, attuale frazione del Comune di Faicchio in provincia di Benevento. Dell’abitato non si hanno notizie precedenti al 1268/69, periodo in cui Massa Inferior compare all’interno della Cedula dei focolari e delle terre del Regno di Napoli. Massa si configura in questo periodo come centro indipendente, dotato di un proprio catasto e di una vita religiosa, resa possibile dalla presenza di almeno due chiese, San Pietro e San Nicola, collocate a breve distanza tra loro.

La chiesa oggetto del presente intervento, interessata da recenti saggi di scavo all’interno e nelle sue adiacenze, rientra in una più ampia rete di strutture ecclesiastiche medievali in disuso, dislocate a macchia di leopardo nell’intero territorio di Faicchio (fig. 1). Si tratta di una serie di chiese ad aula unica con abside semicircolare, sorte nei pressi di villaggi nel corso dell’alto medioevo e interessate da ampliamenti e modifiche riguardanti un arco cronologico piuttosto ampio, tuttavia di difficile lettura ed identificazione per la presenza di una fitta e rigogliosa vegetazione.

Sotto il profilo propriamente topografico, San Pietro risulta “visibilmente” ubicata lungo l’asse viario diretto a Benevento, un tracciato secondario dell’antica via Latina, sfruttato in maniera più o meno continuativa durante tutto il medioevo, come dimostrano alcune indagini di superficie effettuate lungo il tratto che da Alife conduce a Telese e poi a Benevento. Nell’ambito di queste indagini sono emersi utili elementi circa la presenza di insediamenti minori di epoca medievale, sviluppatisi nelle vicinanze dei fiumi Volturno e Titerno e da questi favoriti soprattutto in virtù della sopravvivenza dell’antica viabilità.

Ciononostante, la storia dell’edificio è tuttora di difficile interpretazione per ciò che concerne le fonti indirette, aride nel contenuto e prive spesso di dati inerenti la funzione stessa del monumento. La chiesa costituì, con ogni probabilità, il principale riferimento religioso dell’abitato, come lascerebbe intendere la sua menzione all’interno delle Rationes Decimarum con il titolo di ecclesia S. Petri in casali Masse inferioris (a. 1325). Il ruolo di chiesa parrocchiale indipendente fu, però, presto destinato a svanire quando, nel 1446, il vescovo Brancia riunì le parrocchie in un’unica collegiata, quella di S. Maria Maggiore, di cui resta ancora l’edificio col titolo di S. Maria Assunta nella sua veste settecentesca...            Leggi tutto

 

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