PREFAZIONE
Il volume sull'età romana del Mandamento di Pietramelara e del Montemaggiore vede la luce a nove anni di distanza dal primo dedicato alla Preistoria ed all'Età Sannitica.
Anni non inoperosi soprattutto per le ricerche e documentazioni sulla viabilità che consentono di restituire con certezza lo sviluppo degli snodi viari della Via Latina tra Lazio Campania e Sannio, per il passato più discussi che investigati sul terreno e conosciuti, a volte persino negati.
Sono qui presentate le grandi e piccole aziende agrarie romane che presiedettero allo sfruttamento del territorio pianeggiante e pedemontano dopo l'estinzione degli abitati sannitici e raccolte le iscrizioni, edite ed inedite, venute alla luce nell'ambito del Mandamento.
L'azione dell'uomo sull'ambiente, dalle divisioni agrarie alle bonifiche, disboscamenti etc., è analizzata cercando anche di dar conto delle risorse economiche in antico sfruttate e della stessa storia del paesaggio. Data la mancanza di studi analoghi sulle aree limitrofe e quindi di confronti puntuali l'indagine dovrà certo essere approfondita, ma confido non sia inutile averla iniziata.
Si è cercato poi di chiarire l'origine dei toponimi più importanti con una appendice che rende immediata la consultazione.
Come nel precedente volume l'opera si occupa esclusivamente di realtà inedite e si propone di documentarle a chi vive sul territorio ed al mondo degli studiosi perché inizi una più feconda stagione di studi, ricerche e tutela.
Rinnovo il ringraziamento agli amici che mi hanno aiutato nelle ricerche dr. Enrico Cortellessa, dr. Gianni Stagliano, dr. Giovanni Casillo, dr. Alfredo Zeppetella, dr. Francesco Sabatina, dr. Vinicio Squillacioti, prof. Giovanbattista Izzo, dr. Mario Califano, ins. Giuseppe Pitocchi, arch. Costantino Marsocci, arch. Nunzio Della Torre, Robbio Antonio, Pecoraro Cataldo, prof. Pasquale Di Stefano, dr. Renato Cifonelli. Debbo particolare riconoscenza al dr. Umberto Stagliano che ha compiuto con me la maggior parte dei rilievi ed ha realizzato quasi tutte le tavole. A Galvano Paiello sono dovute molte fotografie e preziosa collaborazione alle ricognizioni ed al montaggio del menabò, al quale ha collaborato anche il dr. Gabriele Bassi. Il dr. Giovanni Marcello ha più volte reperito testi e antiche piante. L’ing. Antonio Leonardo ed il geom. Dario Paolino hanno curato l’elaborazione degli apografi delle iscrizioni.
Ringrazio la Soprintendenza Archeologica del Molise e quella di Napoli e Caserta e il Museo Campano per autorizzazioni e rilievi di reperti, nonché la dott. Floriana Miele, la prof. Claude Albore Livadie, il prof. Giuseppe Guadagno per la revisione delle bozze di questo volume, più volte rifatte.
Rinnovo il ringraziamento all’Istituto Geografico Militare di Firenze per l’autorizzazione n. 1491 del 27.3.1980 ed alla Direzione della Biblioteca Nazionale di Napoli per aver consentito la riproduzione di antiche cartografie.
Il Rev. Don Faustino Avagliano O.S.B., Archivista e Priore di Montecassino e don Gregorio di Francesco, Bibliotecario, hanno in ogni modo agevolato le mie ricerche.
La tipografia Pisani ha lavorato con la consuete competenza, disponibilità e pazienza di cui ringrazio il titolare e le maestranze.
La Banca di Ancona ha incoraggiato la pubblicazione della presente opera con premura e pazienza di cui sono grato.
Del pari non posso omettere il grazie al Consiglio di Amministrazione ed ai Soci della Banca popolare Nicolò Monforte di Pietramelara che nel deliberare la fusione con la Banca di Ancona vollero accantonare le disponibilità per pubblicare il presente volume.
Tanto soprattutto per iniziativa del Direttore Generale Antonio Marrocco, ideatore di quest’opera ed instancabile promotore delle mie ricerche, e anche per suggerimento dell’avv. Pasquale Onorato, Presidente del Consiglio Sindacale e mio Maestro che mi spronava a queste ricerche di cui certo si allieterà anche il quel mondo di luce in cui lo hanno condotto la sua fede profonda e la sua vita operosa ed integerrima.
Dopo quasi un secolo di attività al servizio del progresso di questo territorio la Banca Monforte continua così, oltre la sua stessa esistenza, una tradizione di amore per l’arte e la scienza di cui ebbero origine generose iniziative.
Credo doveroso ricordare qui almeno il restauro degli affreschi trecenteschi di S. Maria della Vigna in Pietravairano e quello dei dipinti di S. Rocco in Pietramelara, tra cui spiccano la meravigliosa tavola cinquecentesca di Decio Tramontano e la Visitazione di cui posso oggi annunziare l’attribuzione a Domenico Antonio Vaccaro, uno dei massimi Maestri del Settecento Napoletano.
Né posso omettere di ricordare il restauro della tela di S. Benedetto in S. Agostino di Pietramelara attribuita al non meno famoso Paolo de Matteis, o la cospicua dotazione di volumi alla Biblioteca Comunale di Pietramelara.
Per l’intensificarsi degli impegni professionali, cui si deve molta parte nel ritardo della presente pubblicazione, non so quando l’originario piano dell’opera potrà trovare compimento col terzo volume sul Medioevo del Mandamento di Pietramelara e del Montemaggiore.
Proprio perché tale sezione è stata scritta per prima, in anni giovanili, andrà ampiamente riveduta e comunque dovrebbe realizzarsi la documentazione grafica e fotografica.
Sebbene non mi manchi l’animo, temo di non possedere le energie per affrontare un così oneroso compito e sarei già lieto di poter commemorare con una editio minor il 500 anniversario della celebre seconda distruzione di Pietramelara, avvenuta il 12 marzo 1496.
Solo il tempo, muto compagno ed interlocutore degli storici ma implacabile assillo dei liberi professionisti, dirà se questi sono solo pii proponimenti che nascono dall’intima esigenza di portare alla luce i dati raccolti o se troveranno effettivo compimento, col completamento dell’Opera.
Pietramelara 6.1.1995
Domenico Caiazza