Fil del Martel
Alto Lario
Alto Lario
foto: discesa in doppia lungo il Fil del Martel
Del circo di pareti e pinnacoli che chiudono la conca del Lago di Darengo svetta su tutte la slanciata sagoma del Pizzo Campanile, cardine di quelle muraglie rocciose che aprendosi a ventaglio incorniciano uno tra i più bei quadri alpini della regione. Tale muraglia è solo uno dei fianchi d'una più etesa costiera che, diramandosi in quattro bracci, discrimina le valli Cama, Bodengo, Darengo e Dosso (Magiàm), ed è localmente nominata nel suo complesso Ul Martèl, toponimo che si ripropone nei nomi di alcune tra le vette che la sorreggono: Martèl du Dòs, Martèl de Liif, Martèl de Budénch'.
Una pregevole via per raggiungere la vetta del Campanile si svolge lungo la sua cresta occidentale, che allungandosi sino al Pizzo Martello determina il braccio a displuvio tra la Val Cama e la Valle del Dosso; sottile e dentellata, la cresta si stende tra le scoscese balze erbose meridionali e le cadenti spaccature delle tetre pareti settentrionali. Nota come Fil del Martel, è una via classica e gratificante che - colpevole il lungo avvicinamento - rimane ben poco frequentata.
La cresta offre una progressione varia, dove tratti camminabili si avvicendano a tratti di scalata facile (III) ma sovente esposta. Vi sono numerosi saliscendi nel susseguirsi di rilievi ed intagli, e volendo mantenersi quanto possibile sul filo di cresta occorre effettuare tre calate per superare altrettanti risalti non disarrampicabili. L'unico aggiramento significativo ed obbligato è quello del bizzarro torrione della Testa del Martel (superabile per il suo filo solo con un difficile ingaggio). La cresta è generosa di appigli e l'ottima roccia - ricca di spuntoni e fessure - la rende facilmente proteggibile. Per la discesa è possibile rientrare passando dalla Bocchetta di Lavreno tornando al Passo dell'Orso oppure - come qui descritto - passando dalla Bocchetta del Caminetto,
Materiale necessario: 2 corde da 30m, fettucce, un paio di friends piccoli.
difficoltà: PD+ (III)
dislivello: 900 m dalla Capanna Como
tempo: 6.30 h dalla Capanna Como
quota max: 2459m
La Capanna Como si raggiunge in 3.30h da Dangri (660m) per comodi sentieri segnati.
Dalla Capanna Como (1790m) si svalica il Passo dell'Orso (Pas de l'Urs, 2160m - 0.45h) e persi alcuni metri si traversa lungamente verso la Bocchetta di Cama; giunti su di un dosso in vista della bocchetta (2212m Ctr) si lascia il sentiero e si sale il costone S del Pizzo Martello toccando un singolare dito roccioso; ci si alza per i ripidi pendii meridionali della cima, risalendo un canaletto per superare la cintura rocciosa oltre cui, per il ripido pendio terminale di placche e cenge erbose, si sbuca alla croce di vetta (Martèl du Dòs, 2449m - 2.15h).
Dal Pizzo Martello ci si abbassa per la cresta SE e disarrampicato un piccolo gradino roccioso si cavalca lil filo di un'aerea lama per risalire quindi il rilievo 2419m Ctr, da cui poco oltre ci si cala verso N con una prima doppia (10m); poggiando a sx si scala un pendio a placche toccando la sommità del Pizzo Caurga (2381m Ctr). Poco oltre si effettua una seconda doppia per superare un risalto della cresta, abbandonandola però poco avanti per aggirare il ritorto dente della Testa del Martello (2402m Ctr): ci si abbassa quindi verso dx (S) e per cenge erbose si traversa al piede della parete, per rimontare subito dopo puntando ad un ripidissimo diedro erboso che si scala sfruttando i gradinamenti dei camosci, per il quale si riguadagna il filo subito a E della Testa del Martello. Si segue l'affilato susseguirsi di lame sino ad un'aguzza punta, da cui con una terza doppia (25m) ci si cala verso S portandosi in breve ad una sella erbosa (Bocchetta Brusoni, 2413m Ctr). Si sale poggiando a sx (N) per facili placche e scavalcato il rilievo si scende per un caminetto (5m) esposto sui tetri risalti settentrionali, da cui si esce tornando sul filo. Non resta che scalare le ultime facili rocce, e passati da un singolare pinnacolo si raggiunge la vetta del Pizzo Campanile (Martèl de Liif, 2459m - 4.30h).
discesa per la Bocchetta del Caminetto
Dal Pizzo Campanile si torna verso la sella erbosa (Bocchetta Brusoni) ma prima di raggiungerla si piega a sx (S) e per un ripido valloncello erboso ci si abbassa sin verso quota 2400m, dove si traversa in quota e, rimontato un breve canaletto (5m), si scavalca la cresta S del Campanile portandosi sul versante affacciato sulla conca del Darengo. Per balze e cengette si perde ripidamente quota sino ad intercettare una traccia (segnavia biancoblu) che collega la Bocchetta di Lavreno (a S) con la Bocchetta della Cengia (a N). Si segue verso sx (N) e percorsa la cengia (Curegja du Martèl) che taglia la parete E del Campanile se ne raggiunge la cresta NE presso la Bocchetta della Cengia (Pas du Valùn, 2370m). Si lascia il sentiero e si segue verso N il roccioso e stretto filo di cresta (Crestina) che, superata una facile ma esposta placca (II+), conduce in breve all'intaglio della Bocchetta del Caminetto (2367m). Una breve doppia (10m) deposita sul fondo dello stretto canale (al Caurgoo) che si ridiscende e, scartando brevemente a sx per evitare alcune placche, si esce sui vasti pendii sospesi sul lago (Avèert du Faba). Con lungo traverso verso S ci si ricollega infine col sentiero del Passo dell'Orso e quindi si ridiscende alla Capanna Como (6.30h).
ottobre 2026
RIFERIMENTI:
Guida dei Monti d'Italia: Mesolcina - Spluga - Monti dell'Alto Lario (Gogna, Recalcati - 1999)
La Mesolcina Meridionale italiana (B. Mazzoleni - 2021)