Corna di Droso
Val Bregaglia
Val Bregaglia
Foto: lungo la cresta SE della Corna di Droso
Dalla costiera che chiuda a S la Bregaglia italiana si distaccano verso N due significative costole orograficamente significative: quella della Corna di Garzonè e quella della Corna di Droso. Quest'ultima separa la Valle Aurosina dalla Valle di Rossaccio, e ha il culmine nella Corna di Droso (localmente nota come Gerlèt), un'elevazione rocciosa che conta ben tre vette, la più alta delle quali è la vetta S. Come per la vicina costola del Garzonè anche questa cresta appare dentellata, dal profilo spezzato da intagli e depressioni che rendono labiorosa la salita alla vetta principale. Sebbene circondata da vette ben più alte, il panorama dalla Corna di Droso beneficia del suo significativo isolamento, regalando un'ampia visuale sui monti della Bregaglia fino ai laghi dell'Engadina.
Accesso stadale:
Sul sito https://stradeaspvilla.it si acquista il permesso di transito per le strade forestali. Ci si porta quindi alla frazione di Canete dove prende avvio la strada che, tortuosa ma asfaltata, sale ai monti. Al secondo bivio si prende a destra salendo all'ampio posteggio di Pian Cantone.
La cresta SE, pur breve, è articolata in intagli e rilievi non superabili direttamente; il percorso si svolge poggiando sui fianchi sfruttando logicamente alcune cenge percorse da tracce di animali; vi sono tratti esposti ed alcuni brevi passaggi di I e II. La cresta si raggiunge risalendo il ripido versante erboso soprastante la piana di Alpesella per una vaga traccia di animali, con alcune difficoltà di orientamento per l'uniformità del pendio. La cresta si può anche percorrere integralmente partendo dalla Bassa di Rossaccio (percorso più lungo, vedi descrizione finale).
difficoltà: T5 (II)
dislivello: 1200 m
tempo: 3.45h
quota max: 2410 m
dai monti di Cantone ad Alpesella per il Sentiero delle Piotte
Dal posteggio di Cantone (1330m ca) per il fitto reticolo di sentieri ci si alza alle case più alte dei monti (Segreda, 1349m) dove dalla fontana si imbocca un poco evidente sentiero che conduce alla presa dell'acquedotto. A monte della presa prende avvio un buon sentiero che con traverso ascendente taglia lungamente il ripido fianco boscoso. Superata una placca con cavetto si raggiunge la testata di una canale di pietrame, ci si abbassa di alcuni metri e se ne esce smontando da una paretina rocciosa (catena) oltre cui la traccia riprende il traverso al piede delle placconate (altri cavetti e cenge) proseguendo pressochè sempre in quota sino ad intercettare il sentiero bollato che sale da Spluga (1550m ca). Si guadagna ripidamente quota risalendo la dx idrografica di un vallone torrentizio (Valle della Piotta) sin verso quota 1700m ca, dove si lascia il sentiero che prosegue verso Penz per alzarsi a sx lungo una traccia sempre meno evidente; si rimonta un costone di arbusti (rari segnavia) e piegato verso N si risale un canale uscendone verso dx (1900m ca) per una traccia che, traversando una larga cengia verso SE, conduce agli aperti pendii sospesi di Alpesella. Senza più percorso obbligato, superati alcuni canali valanghivi si guadagna quota raggiungendo i resti del recinto di Alpesella (Alpesgella, 2051m - 2.15h).
versante S e cresta SE
Dal recinto di Alpesella si punta verso N puntando alla destra di una cintura rocciosa, quindi verso sx per una cengia si supera un ruscello e ci si porta al di sopra della cintura (2090m ca), Ci si alza di una cinquantina di metri per deviare verso dx (2150m ca) alzandosi diagonalmente per un sistema di cenge scavalcando alcune nervature sino a giungere sulla dx orografica di un largo canalone franoso (2280m ca), dove si segue una traccia che traversando in quota conduce nel'impluvio: si risale ripidamente su terreno a tratti infido giungendo verso al filo della cresta SE, e poggiando a sx per facili roccette (I) la si raggiunge poco più a N del punto di massima depressione. La cresta qui è larga e si allarga in un terrazzo con erba e blocchi di roccia chiara (2300m ca - 3h). Si aggira una prima punta rocciosa poggiando a sx, e per una cengetta si traversa la paretina raggiungendo un intaglio (2380m ca) che verso dx (N) scende con un canale di blocchi ; ci si alza di alcuni metri (traccia) rimanendo sempre sul fianco sx e si raggiunge un secondo intaglio al piede dell'anticima; rimanendo sul fianco sx si scavalca un'altra nervatura e persa un poco di quota si giunge ad un facile diedro (II, 4m) da cui si smonta e, superata un'ulteriore nervatura, si giunge ad un largo intaglio sotto la parete verticale della vetta. Si rimonta il ripido fianco a sx, dapprima scalando alcuni gradini rocciosi (I e II) quindi per una ripida costola erbosa, giungendo in breve sulla vetta S della Corna di Droso (Gerlet, 2410m - 3.45h).
luglio 2026
cresta SE dalla Bassa di Rossaccio
Dalla Bassa di Rossaccio (Bas dé Ròsàsc, 2380m ca si segue il largo filo di cresta, quindi abbassandosi di alcuni metri si aggirano a dx i primi spuntoni per riguadagnare il filo e spostarsi sul fianco sx, dove si traversa per cenge e persa un poco di quota si giunge ad una depressione; tornando sul fianco dx si risale (tracce) sino alla punta 2370.7m Ctr. Per facili roccette ci si abbassa raggiungendo la depressione dove verso sx scende il canalone franoso da cui giunge la via di salita del versante S.
giugno 2026