Prealpi Lecchesi
foto: la Val dei Nas con al centro la parete del Forcellino
In un territorio consumato dall'ipetrofia turistica e intessuto da una fitta maglia di percorsi escursionistici stupisce poter trovare un intero vallone che, alzandosi dalle acque del lago sino alle creste sommitali, sia rimasto completamente al di fuori di qualunque frequentazione. Dominato dalla parete occidentale del monte Forcellino (percorsa da vie di arrampicata che vengono però raggiunte dall'alto), la Val dei Nas è una enorme e ripida forra che si getta verso il lago in un susseguirsi di balze rocciose. Addentrarvisi è un viaggio complesso e consigliabile solo agli amanti di luoghi difficili e selvaggi, che mai si aspetterebbero di trovare aimili caratteri a pochi minuti dalla brulicante citta di Lecco.
nota: il fianco destro orografico del vallone è definito da un erto costone che dovrebbe costituire lo Zucco della Penduliva, toponimo che compare nel libro Lario Rock pareti (ed. Versante Sud), il toponimo "Val dei Nas" compare nella mappa del TCI "Gruppo delle Grigne" edita ad inizio anni 80.
Il percorso qui proposto è frutto delle numerose esplorazioni di Giuseppe d'Ambrosio.
E' una salita riservata ad esperti di luoghi difficili privi di sentiero. Si svolge nel selvaggio vallone che dalla bocchetta precipita al lago (Val dei Nas), sfruttando in modo assai tortuoso le debolezze del versante. Le difficoltà maggiori sono nel superamento della cintura finale che sorregge il pianoro della bocchetta: si tratta di pochi metri verticali che, pur sfruttando le piante, costringono ad alcuni passi di scalata (max III). Il vallone è frequentemente soggetto a scariche di pietrame: i tratti maggiormente a rischio sono ovviamente quelli in cui ci si muove nell'impluvio. Consigliabile casco e una corda da 15m.
difficoltà: T6 (III)
dislivello: 1000 m
tempo: 3.30h
quota max: 1151m
Dalla località Pradello (230m ca) si sale per il Sentiero dei Tecett portandosi così al di sopra della prima difficile balza rocciosa sullo sbocco della Val dei Nas. Verso quota 480m ca, prima che il sentiero pieghi a dx percorrendo il piede di una parete rocciosa verticale con striature bianche, lo si abbandona e si scala un piccolo diedro di buona roccia (II, 10m) che dà accesso ad una cengia erbosa che, in sinistra orografica della valle, consente di risalire un ripido costone erboso sino all'impluvio; ci si sposta sulla destra orogr e per boscaglia ripida si giunge ad E dell'acuminato rilievo roccioso dello Zucco della Peltrera (600m ca). Si traversa a dx (E) e superato un primo colatoio roccioso si risale il secondo (facili placche) tornando nell'impluvio principale della valle. Verso quota 750m ca si lascia il greto per rimontare a sx (dx orograf) una facile nervatura di roccette e quindi, per un canaletto ripido ma senza difficoltà, raggiungere una panoramica costola rocciosa (850m ca). La si risale facilmente giungendo ad una prima cintura rocciosa che si supera poggiando in sinistra su di una rampa boscosa, quindi si raggiunge una seconda cintura (1070m ca) ostica e verticale: si individua (nel centro della cintura) l'unico punto di varco, un breve ma ripido camino roccioso che si scala aiutandosi con alcune piante (5m, II-III); dal soprastante gradino boscoso due possibilità:
- si devia a sx e si rimonta un ripido pendio a balze inerbate (fortemente esposto, non verificato)
- si devia a dx e aggirato uno spigolo si traversa ad un breve ma esposto risalto roccioso che si scala lungo una spaccatura con pianta (II)
Si esce sulla fascia boscosa sommitale, da cui in breve si giunge alla Bocchetta di Cascée (1151m - 3.30h).
novembre 2025