Val Taleggio
foto: la Cuna
La Valle Asinina è uno dei tanti angoli nascosti dell'arco alpino. Laterale della Val Taleggio, a sua volta tributaria della Val Brembana, l'Asinina ha un aspetto contrastato: la sua destra è docile e bucolica, con piccoli borghi e pascoli curati; la sinistra è ripida, rugosa, scolpita da bizzarri torri calcaree dalle sagome bislacche, una forgia di creature rupestri, talune gargolle protese sui dirupi, talaltre caramogi nascosti nel ventre boscoso. Un ristretto ma movimentato regno, dove l'uomo comparve fugace lasciando carbonere ed abituri oggi diruti e dimenticati. Tra questi la Cuna, minuto alpetto su di un poggio discosto e silenzioso, di cui le carte hanno perso la memoria dei sentieri che lo raggiungevano. L'Asinina è un piccolo mondo segreto.
Il sentiero di carico della Cuna, oggi pressoché del tutto svanito, risaliva il boscoso versante settentrionale della Corna Bianca. Una recente bollatura lo ha fatto riemergere dall'oblio e consente di salire alla Cuna senza difficoltà significative, transitando da numerose piazzole di carbonere e lambendo l'alta e verticale parete calcarea della Corna Bianca, tarlata dalle caratteristiche nicchie diffuse sulle pareti rocciose di questa zona. Dalla Cuna il sentiero prosegue verso la sommità della Corna Bianca (tratto non verificato) e da qui, superata una rampa rocciosa che richiede attenzione, tra creste e canaletti conduce in breve al pianoro sospeso della baita di Portea.
Nota: il tratto iniziale in bassa Valle Asinina (sino a quota 1000m ca) non è stato percorso ma non dovrebbe presentare problemi, così come il tratto tra la Cuna e la poggiata spalla 1400m ca. Dalla Portea la bollatura prosegue poi sino alla Baita Cancervo (verificato in parte).
difficoltà: T4 (I)
dislivello: 700m dal Ponte di Val Fredda
tempo: 1.30h
quota max: 1486m
Dal Ponte di Val Fredda (780m ca) ci si alza nel bosco verso E seguendo i bolli blu che poco sopra piegano verso sinistra ed aggirano a N la Corna Bianca, passando al piede della sua rocciosa parete settentrionale; si toccano numerose carbonere raggiungendo l'ampio versante boscoso al di sotto del pianoro della Cuna, quindi ripidamente si guadagna quota e, passando da una balma, si sbuca sulla radura pianeggiante alla cui estremità settentrionale sorge la diruta baita della Cuna (1338m - 1.15h).
Si torna al margine meridionale della radura e si individuano i bolli che in quota traversano verso S sino ad una poggiata spalla (1400m ca) subito ad E della vetta della Corna Bianca. (tratto non verificato).
Dalla spalla verso E i bolli conducono ad una rampa rocciosa moderatamente esposta (I, attenzione) che termina ad un minuscolo intaglio, oltre cui si entra nel dirupato fianco di un canalone e con traverso su una stretta traccia ci si alza raggiungendo la baita di Portea (1486m - 1.30h).
novembre 2022
Un dimenticato sentiero traversava in quota dal pianoro della Corna dei Porci e, superando nervature e canaloni, raggiungeva La Portea toccando anche la Casera di Cornabianca. Il sentiero è ancora in parte reperibile, ma in diversi tratti svanisce e le numerose piste di animali rendono difficoltoso mantenere la corretta direzione. Superato il vallone tra la Corna Picciola e la Corna Bianca (Val Fredda) ci si immette sul sentiero bollato di blu che, sopra descritto, giunge dalla Cuna.
difficoltà: T4+ (I)
dislivello: 1000m
tempo: 3h
quota max: 1486m
Dal Ponte del Becco (593m Igm) per sentiero segnato si sale verso Cantiglio, per deviare poco prima verso N e salire in direzione del Cancervo; si giunge così all'ampia sella erbosa della Corna dei Porci (1307.2 m Ctr - 2h) dove si abbandona il sentiero per svalicare a N entrando in un versante bosco. Per rade tracce si traversa verso N perdendo leggermente quota, quindi si prosegue su traccia più visibile (1250m ca) passando subito a monte di un singolarissimo ago roccioso, quindi si svalica una nervatura e si supera un primo canale torrentizio; si prosegue per cenge superando le testate di vari canaletti, si supera un secondo canale torrentizio (1300m ca), da cui si mantiene la direzione alzandosi su per un pendio sino ad una selleta erbosa da cui, ancora in salita pressoché senza traccia, si raggiunge il vasto pianoro ed il rudere della Casera Cornabianca (1376m Igm). Dal bordo settentrionale della radura si individua il proseguo del sentiero che verso destra si abbassa nel fianco boscoso dall'ampio vallone (Val Fredda), traversa in quota e ne supera l'impluvio (1300m ca): da qui ci si sposta sulla destra orografica del vallone e, passando al piede di un alto bastione roccioso, con traverso ascendente su rade tracce si continua verso N, si superano alcune costole erbose e si rimonta sino a guadagnare una poggiata spalla (1400m ca) subito ad E della cima della Corna Bianca. Qui si intercettano i bolli blu del sentiero che giunge dalla Cuna e, come per il precedente percorso, si risale la rampa rocciosa giungendo a Portea (1486m Igm - 3h).
novembre 2022