Alpe Pena
 
Valle Antrona

   L'Alpe Pena, nutrito gruppo di baite abbandonate, sorge su di un panoramico promontorio al termine della lunga dorsale SW del Pizzo Ciapè. Gli accessi principali all'Alpe Pena erano due: dall'Alpe Cama, oggi ancora facilmente percorribile, e dall'Alpe Corticcio, che era il sentiero di carico ora del tutto abbandonato.
   A questi si aggiungevano altri due accessi: da Schieranco lungo la complessa parete rocciosa alta più di 500 metri che sorregge il terrazzo degli alpeggi, e dall'Alpe Cavallo traversando il dirupato Vallone di Pena. Il primo è ancora percorribile, non facilmente, e risolve in maniera affascinante ed ingegnosa la balze rocciose sfruttandone al meglio le debolezze. Il secondo è svanito ed appare di difficile soluzione.
   E' un ambiente di soddisfazione per gli amanti dei luoghi selvaggi e difficili.

Alpe Pena da Schieranco
   Pressoché inesistente nella parte bassa, il sentiero diviene obbligato (ma non sempre evidente) lungo la parete. Le roncolate sono l'unica indicazione della via giusta da seguire, ma occorre comunque non lasciarsi confondere da alcune false piste che portano fuori dal tracciato di salita.   

Note:
- il sentiero riportato su Cns-Igm è molto approssimativo: la traccia di salita si discosta anche sensibilmente da quanto riportato sulle mappe
- il sentiero che raggiunge l'Alpe Cavallo passando dal Vallone di Pena è inesistente nella parte alta dell'Alpe Pena e difficilmente individuabile nello scosceso fianco dell'Alpe Cavallo. Particolarmente difficile appare la zona di attraversamento nei pressi del torrente (verificato in parte)

difficoltà: T5
dislivello: 1000 m
tempo: 3h + 2h
quota max: 1770 m

  Da Schieranco (770 m) si prende la mulattiera che parte nei pressi della fontana alle spalle della chiesa. La si segue brevemente, per abbandonarla poco prima dell'edificio dell'acquedotto. Verso sinistra (NW) si sale diagonalmente per vecchi terrazzamenti senza traccia individuando verso quota 850m dei gradini che attraversano un piccolo canale. Li si percorre e sempre verso NW si attraversa una breve placca (tacche) oltre cui si prosegue, sempre nel bosco senza traccia, sino ad una pietraia: la si sale sulla destra (sinistra orografica) per vaghe tracce del vecchio sentiero e a 970m ca si piega a sinistra passando al di sopra della pietraia e transitando alla base del piede roccioso delle pareti sovrastanti. Ben presto si abbandona la traccia che prosegue verso W per salire lungo la massima pendenza, senza traccia, sino poco oltre quota 1000m dove si raggiungono delle rocce: qui si piega a sinistra portandosi ad uno sperone roccioso (1050m ca). Qui si piega a destra puntando alla grossa parete soprastante, identificata da diversi tetti strapiombanti, percorrendo un piccolo crinale erboso. Raggiunta la base della parete la traccia diviene evidente: si piega a destra e sfruttando delle cenge si aggira con ampio giro antiorario la parete guadagnandone l'erbosa sommità (1180m ca).
   Dal terrazzo erboso ci si sposta, in piano, nettamente verso destra (E) traversando una valle erbosa e seguendo, sempre in piano, il vecchio sentiero che attraversa la boscaglia sino a guadagnare la costola erbosa orientale (1230m ca) da dove si riprende a salire sino alla base della parete rocciosa sovrastante che si percorre verso destra e, lambita una breve placca, si percorre una facile ed aerea cengia. Attraversata la testata di un'altra ripida valle, sempre con direzione E, ci si porta sul filo del successivo crinale che si risale. Verso quota 1400m ca la traccia supera un piccolo gradino roccioso (fune) e porta ad un poggiolo panoramico poco sopra.
   Dal poggiolo panoramico si sale per terreno più aperto ma su traccia meno visibile: dopo un breve spostamento sul fianco orientale, lato Vallone di Pena, si torna sulla dorsale ed aggirando logicamente alcune brevi balze rocciose, seguendo la labile traccia tra erba e felci, ci si alza sino al culmine erboso dove si raggiunge il primo rudere (1650m ca). Senza più difficoltà si percorre l'ampia ed aperta dorsale raggiungendo una prima baita isolata (1757m)  e poco a monte il più grosso nucleo dell'Alpe Pena (3h)

dicembre 2011
gennaio 2015

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Alpe Cama per il vallone del Riale della Piazzetta
   E' una variante del classico accesso alle Alpi di Cama: il percorso, segnato sulle vecchie carte, risale il ripido vallone del Riale della Piazzetta (Riale di Cama su Igm) sui cui fianchi, erti e scivolosi, si trovano le testimonianze delle passate attività minerarie e le opere idriche al servizio della diga di Cheggio. Non vi sono difficoltà particolari ma lungo il vallone il terreno fortemente ripido e l'esposizione, in qualche tratto sostenuta, richiedono attenzione. Da evitare con erba scivolosa. 
Note: - dall'alpe Cama è possibile, senza difficoltà, raggiungere l'Alpe Pena salendo alla quota 1973 sulla cresta SW del Pizzo Ciapè e da lì abbassandosi per la dorsale sino al pianoro dove sorgono i ruderi (non verificato)

difficoltà: T4
dislivello: 800 m
tempo: 2.30h
quota max: 1720 m

   Da Antronapiana si segue il buon sentiero che verso NE conduce al ponte sul Torrente Loranco (919m) dove si prosegue brevemente verso l'Alpe Corticcio; ben presto si prende un sentiero che verso sinistra si alza in diagonale e conduce a percorrere l'evidente cengia che taglia la balza rocciosa che sostiene il terrazzo dell'Alpe di Cama inferiore, giungendo ad una ripiano con i resti di teleferica (1150m ca). La traccia prosegue con un traverso pianeggiante (facile ma esposto) per rimontare quindi una betulleta toccando un punto panoramico, oltre cui scavalca una nervatura ed entra nel vallone del Riale della Piazzetta dove, sempre ripidamente, si alza mantenendosi sul fianco destro idrografico. Si raggiungono i resti di una palificazione (1330m ca) che, seguiti in ripida salita, conducono al grosso edificio del pozzo piezometrico (1500m ca). Ci si sposta verso destra (E) e superato un canaletto erboso si risale un ripido costone con rade piante: per vaghe tracce si guadagna faticosamente quota; verso quota 1670m ca una cengia erbosa consente di aggirare verso destra una paretina rocciosa oltre cui, su terreno meno ripido, ci si alza sino a sbucare sull'ampio pianoro dell'Alpe Cama inferiore (1720m ca - 2.30h).
Marzo 2017

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per visualizzare il percorso, scaricare il file kml da Google Maps ed importarlo in una mappa on line


Ċ
itiner alper,
23 mar 2017, 10:26