Val d'Ossola
foto: sentiero tra La Colla e Rio dei Porci
Un percorso, a due passi dalla città, alla ricerca di sentieri abbandonati. Per un intrigante sentiero nascosto dietro le ultime case del paese ci si inerpica tra le balze rocciose sino agli estesi castagneti percorsi da tranquille mulattiere, da dove ci si cala nelle selvatiche forre seguendo gli antichi collegamenti tra gli alpeggi. Di questi collegamenti oggi ne restano percorribili i pochi mantenuti dai cacciatori, gli altri sono stati ripresi dai boschi che a queste quote divengono inaccessibili per l’esuberanza della vegetazione ed il proliferare di rovi.
Le difficoltà, oltre che di orientamento, sono nell'attraversamento di alcuni punti delicati ed esposti: nella valle del Rio dei Porci vi sono alcuni tratti che richiedono attenzione e tra I Curti e l’Alpe Cerisola bisogna traversare una placca ripida e bagnata sfruttando con attenzione le tacche artificiali incise nella roccia. La traccia non è sempre evidente.
Note:
- per la discesa dall’Alpe Gambatorta è consigliabile portarsi verso la strada che da Trontano sale all’Alpe Faievo (percorso non verificato) in quanto i sentieri tra Porcelli e Varione sono di difficile reperimento e se non si ha la fortuna di trovarli ripuliti da piante e rovi sono di faticosa risoluzione.
Da Porcelli (255m) ci si porta sulla sinistra idrografica del Rio dei Porci, dapprima lungo la strada quindi per sentiero. Ci si inoltra brevemente verso la forra, quindi si segue la traccia che si alza verso destra e ripidamente, con alcuni tratti gradinati, si entra in un canale tra le pareti rocciose. Il sentiero sale sin verso 400m dove esce su di una panoramica costola da cui, più poggiato, prosegue nel bosco. Si sale per piegare quindi verso destra (SE) raggiungendo le case di Cosasca (542m), dove ci si congiunge con la bella mulattiera che si segue in salita raggiungendo La Selva (658m). Per mulattiera meno frequentata si prosegue in salita portandosi così ai ruderi di La Colla (906m – 1,30h). Dai due ruderi superiori si individua la labile traccia che entra pianeggiante in Valle dei Porci: poco definita nella parte iniziale, diviene più evidente proseguendo e conduce ad una prima corta cengia su di una liscia placca alta diversi metri che si supera senza alcuna difficoltà. Si prosegue sempre in quota e superata una breve placca gradinata si giunge al Rio dei Porci (920m ca) che si guada senza particolari problemi. Sulla sponda opposta si riprende la traccia che si abbassa leggermente e si allontana dal Rio, puntando a dei muretti a secco raggiunti i quali la traccia prende a salire decisa lungo la dorsale della destra idrografica. Mantenendo quanto possibile il sentiero, non sempre visibile, ci si alza su terreno facile di bassa vegetazione transitando vicino all’Alpe Crischiovo e quindi alla panoramica spianata sulla dorsale dove sorgono i resti de I Curti (1139m – 2,15h).
Dalla piccola spianata antistante l'alpeggio ci si inoltra verso N nel bosco, in piano, individuando una buona traccia che prosegue verso la valle del rio che scende dall'Alpe Arsa (Val di Là). Percorrendo il ripido fianco boscoso la traccia conduce ad un piccolo riale che scorre in un alveo roccioso: lo si attraversa su di una placca con diverse tacche incise (1170m ca, esposto) e nuovamente su discreta traccia ci si alza di alcuni metri per riprendere a traversare verso N percorrendo un sistema di cenge sino ad una costola rocciosa che facilmente si risale (1230m ca). Si lascia ben presto il filo della costola per spostarsi a sinistra e percorrere in piano il ripido fianco boscoso, raggiungendo così la piccola testata del vallone oltre cui si raggiunge la tranquilla radura dell'Alpe Cerisola (1267m – 2,45h).
Dall'Alpe ci si abbassa per la vasta e comoda faggeta verso N (bolli rossi) raggiungendo i prati dell'Alpe Gambatorta (1030m – 3h)
novembre 2014