Pienèla di Ros
Val Mengasca
Val Mengasca
foto: Lago di Como, dalla Pienela di Ros
La Pienèla di Ros (o Bocchetta di Manco) è un'ampia e panoramica sella nella cresta tra il Sasso Canale ed il Pizzo Ledù. Discosta dai classici percorsi escursionistici, sebbene sia servita da percorsi con segnavia è raramente raggiunta; viene toccata da chi percorre l'Alta Via del Lario, mentre gli accessi lungo le selvagge Val di Bares e Val Mengasca che le sono tributarie sono ad appannaggio dei pochi appassionati di ambienti solitari ed isolati.
Il nome deriva dalle caratteristiche rocce ferruginose presenti in zona.
In massima parte il percorso è indicato con segnavia, ma la salita lungo gli sc’pundóñ che chiudono la conca dell’Alpe Manco non è banale e, pur non presentando punti particolarmente difficili, ha alcuni tratti esposti su terreno malagevole. La labirintica salita alla bocchetta, tutt’altro che intuitiva, è indicata da vecchi e radi segnavia giallorossi, da ricercare e seguire con attenzione.
Note:
- il sentiero ufficiale Campedello-Manco dopo aver scavalcato la cresta NE del Sasso Campedello non prosegue in traverso come riportato sulla cartografia ma si abbassa perdendo 150m ca di quota
- senza giungere sino all'Alpe Manco è possibile raggiungere il canale di salita alla bocchetta dal centro della conca per aperti pendii di gande e rododendri
- il percorso di salita da Manco alla Pienèla di Ros qui descritto si discosta sensibilmente dal sentiero riportato sulle carte, rimanendo spostato alcune decine di metri più a W, e dovrebbe corrispondere col passaggio del Pugiöo, il cui nome deriverebbe dalla cengia-poggiolo che percorre; è possibile che il sentiero indicato sulle carte sia quello del Caürgh’ de la Menàas, un canale-camino detritico utilizzato dagli ovini
- l’Alpe Manco è un comodo bivacco sempre aperto
Accesso stradale
Presso il municipio di Era si acquista alla biglietteria automatica il permesso di transito per le strade silvopastorali. Ci si porta quindi a monte del cimitero dove prende avvio la stretta strada asfaltata che conduce sino a Paiedo. Si continua in salita sino al termine della strada presso le case di Cima ai Prati.
Da Cima ai Prati (Scìma ai Prèe, 1073m) ci si porta a monte delle baite e si individua la traccia (senza segnavia) che dalla radura sale verso NW nel bosco. Superate due vallette la traccia, non sempre evidente, rimonta un ripido bosco sino ad intercettare un sentiero con segnavia (1500m ca) che giunge dalla Val Bolgadregna: lo si segue piegando dapprima a sinistra, quindi con risvolti si raggiungono i rustici di Cima al Gualdo (Scìma al Guàalt, 1534m). Da qui si sale sino all’ampia mulattiera che giunge da Cortesella: la si segue verso destra (W) raggiungendo l’ampia conca dell’Alpe Campedello (Campedèl); il sentiero prosegue in traverso ascendente e, portatosi poco a monte di una balza rocciosa con punto panoramico (Mota de Campedèl, 1830m ca) lascia la Val Bolgadregna entrando in Val Mengasca. Superata la testata della piccola ma dirupata Val Saline, dopo un breve e stretto passaggio tra le rocce si abbassa con bel percorso lungo una scalinata (Sc’chiàla Granda) sin verso quota 1700m ca, dove volge bruscamente a sinistra; dopo un traverso pianeggiante raggiunge un canale, lo si ridiscende per alcuni metri quindi riprende la traversata giungendo dopo una breve risalita all'Alpe Manco (Alp de Mèench', 1728m – 2,45h)
Dall’Alpe Manco si segue una labile traccia che verso S traversa in lieve salita gli aperti pendii puntando al piede del costone NNE che scende dal ben distinto rilievo 2211m (identificabile per i suoi rocciosi contrafforti settentrionali che precipitano su una larga rampa di erba e ganda dalla regolare inclinazione). Si oltrepassa quindi il costone al suo piede portandosi alla base di un canale di pietrame: lo si risale dapprima sulla destra orografica (isolato roccione con segnavia), quindi ci si porta sulla sinistra orografica e tra rododendri e pietrame (radi segnavia) ci si alza parallelamente al canale (può anche essere conveniente mantenersi nel canale portandosi sulla sinistra orografica più in alto, prima che il canale rimanga incassato tra le pareti). Si raggiunge un sistema di cenge coperte di detrito ed esposte sul canale di salita (qui profondamente inforrato), dove ci si alza ad una facile placca con vecchia catena (2100m ca); sopra la placca ci si alza verso destra abbandonando il versante tributario del canale e per una facile ma esposta cengia ci si porta sul costone NNE del rilievo 2211m. Si rimonta un breve tratto di detrito e dopo uno spostamento nuovamente verso destra si sale fino alla base di un enorme monolitico spigolo dai fianchi levigati; lo si aggira a sinistra (SE) e su terreno più facile si raggiunge una ganda che si traversa facilmente in piano giungendo all’ampia e solare sella della Pienèla di Ros (Bocchetta di Manco, 2184m – 3,30h)
Si seguono i segnavia dell’Alta via del Lario che su buona traccia pianeggiante conducono facilmente al Passo Canale (Buchièta de Canèe, 2215m); si lasciano i segnavia che proseguono verso S e scavalcata facilmente la cresta N del Sasso Canale si abbandona la Val di Bares e si entra nell’alta Val Casenda. Ci si abbassa per buona traccia (segnavia) dapprima verso destra, quindi spostandosi verso sinistra con un ampio arco discendente si percorre la base della cresta E del Sasso Campedello, passando al di sotto della singolare ed ardita Sentinella di Campedello, sino alla abbandonata Alpe Canale (Alp de Canèe, 1925m – 4,30h). Sempre per segnavia si traversa in piano verso E sino ad un punto panoramico in corrispondenza di un pilastrino di pietrame (Pilasc’trign). Da qui il sentiero scende deciso per un centinaio di metri lungo il costone, quindi piega a sinistra e giunge all’Alpe Cortesella (Curtesèla, 1636m). Dall’Alpe si prende il sentiero che verso NE traversa in piano l’erbosa testata di una forra (Val dal Taöl) e ne raggiunge il costone della sinistra orografica, da dove si abbassa ripidamente ed entrato in una vasta faggetta (I Fò) velocemente riconduce a Cima ai Prati (6h).
Novembre 2015
riferimenti: