Val Bregaglia
foto: Guagèl
Degli alpi disperatamente aggrappati alle pendici in destra della Bregaglia quello di Guagèl è certamente tra i più emblematici: diversamente da molte delle cascine che popolavano questi versanti, Guagel non sorge su di un qualche costone a discrimine delle valli, ma è incastonato all'interno di una di queste, incistato laddove l’accavallarsi di nervature, impluvi e boschi pensili diviene ancora più serrato disegnando un ambiente caotico e scosceso. L'edificio - dalle mura ancora erette ma compromesse da un tetto cadente - s'erge sul minuscolo lembo pianeggiante d'una nervatura che, cadendo ripida dalla dorsale di Corbia, oltre la cascina si getta ancora più decisa nella forra sottostante, lasciando Guagel in un arroccamento ben poco favorevole ad una stalla per bestiame, il cui pascolo viene da chiedersi dove mai potesse trovarsi in quel mondo verticale.
Il sentiero che collegava Dasile a Guagèl è ancora in parte visibile, ma presenta un pericoloso attraversamento in corrispondenza di una placca breve ma estremamente esposta (forse una volta superata da una ponteggia); oltre Guagèl la traccia diviene effimera, ed il corretto percorso, nascosto talvolta dalla vegetazione, si confonde facilmente con false piste. L'uscita dalla Val dell'Acqua Colda è anch'essa delicata per il terreno ripido e fortemente esposto, e le difficoltà di orientamento per salire a Móta di Roséi divengono ancora più complesse in quanto la traccia, seppur obbligata dall’aspra orografia, è poco intuitiva e le piste dei selvatici dirottato facilmente su percorsi ciechi.
E' un percorso affascinante che risolve ambienti a prima vista insuperabili, ed è riservato ad esperti del genere.
difficoltà: T5
dislivello: 1100 m
tempo: 4.30 h
quota max: 1470 m
Dal posteggio di Cànoa (475m, Sant'Abbondio di Borgonuovo) si sale per frequentata mulattiera a Dasile (1046m - 1.30h). Si prende il sentiero segnato che verso W si dirige verso Dentro il Bosco, ma raggiunte un gruppo di cascine abbandonate (Sur Scénc’, 1100m ca - 1.45h) si lascia il sentiero per salire a dx una rettilinea e regolare scalinata a servizio dei terrazzamenti sino al suo termine (1150m ca). Si individua una traccia, dapprima vaga poi più evidente, che verso sx entra in quota nel fianco sinistro idrografico dell'ampio vallone. La traccia supera una placca rocciosa (Val dal Piottamòl, 1170m ca), breve (2 metri) ma estremamente esposta e talvolta bagnata (attenzione), quindi, dopo un breve tratto in salita con risvolti (muri a secco), si raggiunge la cadente cascina di Guagèl (1257m - 2.15h). Oltre la cascina il sentiero prosegue più incerto e confuso tra le tracce degli animali, e sempre in traverso perdendo alcuni metri di quota si supera una vecchia pietraia; una successiva nervatura si supera oltrepassando un piatto roccione (Chènt dal Féllesc) e percorrendo una nascosta cengia al di sotto di una paretina aggettante si raggiunge l'alveo del torrente (val de l'Acqua Còlda - 1200m ca).
Si guada senza difficoltà e ci si porta sulla dx idrografica: un'esile e poco invitante traccia (l'unica percorribile) taglia lo scosceso fianco da dx a sx, superando dapprima una roccia franosa quindi, per un esposto traverso, scavalca alcune piccole nervature (gradini) lasciando appena possibile il fianco della forra e conducendo ad un facile costone boscoso. Si risale il costone ma prima di toccare una serie di risalti rocciosi si devia a sx (W) seguendo una cengetta nascosta (1250m ca) e si traversa mantenendo il poco visibile sedime del vecchio sentiero portandosi oltre i soprastanti risalti rocciosi raggiungendo una vallecola boscosa: la si risale (N) sino al suo termine su di un crinale roccioso (1350m ca) dove si piega nuovamente a sx e, scavalcata un'ennesima nervatura (gradini), si rimonta l'anonimo bosco sino alle diroccate mura di Móta di Roséi (1450m ca). Non resta che seguire verso W ciò che rimane del largo sentiero che in quota raggiunge i ruderi inferiori di Al Mot (1470m ca - 4.30h), sul costone percorso dal segnato sentiero da cui, in discesa, è possibile rientrare su Dasile.
Marzo 2026
riferimenti:
Piuronomastica (Martocchi - 2019)