Cima degli Alli
Valmasino
Valmasino
foto: Cima degli Alli, dalla sentiero per l'Alpe Vicima
Posta sulla costiera a discrimine tra la Val di Mello e la Valle di Predarossa, la Cima degli Alli è una vetta raramente raggiunta. Mentre il versante meridionale scende con ripidi pendii erbosi sospesi in un susseguirsi di balze e piodate, il versante nord precipita nella riserva integale della Val di Mello con frammentate pareti rocciose. La vetta offre un panorama di pregio, in particolare sulla catena Masino-Bregaglia.
Nota: La cartografia è in alcuni casi fuorviante nella collocazione della vetta, attribuendo il nome ad una cima secondaria (2725m) posta più a W della vetta principale, che a sua volta risulta essere bifida, con la cima occidentale di pochissimo più bassa di quella orientale.
Accesso stradale: la piana di Predarossa si raggiunge lungo la strada a pagamento (biglietteria automatica nei pressi dell'hotel Rustichella di Filorera)
E' la via più veloce per la vetta. Si svolge su terreni ripidi ed esposti ma privi di significative difficoltà tecniche. I pendii superiori si possono raggiungere per due itinerari: per la "cengia del canalone" (più diretta e qui descritta) o per il "sentiero delle capre". Per entrambi i percorsi occorre esperienza su terreni esposti.
difficoltà: T5 (I)
dislivello: 800m
tempo: 2.15 h
quota max: 2763 m
Dal posteggio di Predarossa (1950m) si prende il sentiero (non indicato) per l'Alpe Vicima. Superato un aperto dosso il sentiero sale con alcuni risvolti e, sempre meno visibile, raggiunge la baita dell'Alpe Vicima (2093m). Mantenendo il sedime del vecchio sentiero si sale ad un rudere (2280m ca) e si prosegue la salta sin verso quota 2350m ca, dove per una labile traccia si devia a sx (NW) e si supera la parte superiore di una vasta pietraia spostandosi sul margine destro orografico della valle. La traccia, ben visibile, raggiunge un bivio (2500m ca): si piega a dx (N) e ci si dirige all'imbocco (2510m ca) del profondo canalone che dicide in due corpi il versante E della Cima degli Alli. Rimontando le placche iniziali (I) si entra nel canalone e ci si alza sino a quota 2590m ca, dove verso sx compare una cengia con un evidente sentiero di animali: la si segue e si raggiunge una nervatura esposta sulle balze che si rimonta (ripido) e superato un breve gradino roccioso (I) si giunge al bordo superiore di una placconata che si supera per una rampa (2630m ca - esposto). Non resta che rimontare l'aperto pendio tra erba e placche sino alle facili rocce sommitali della vetta orientale della Cima degli Alli (2763m Ctr - 2.15h).
variante del sentiero delle capre:
dal bivio 2500m ca si devia a sx (S) e si segue l'evidente sentiero che perccorrendo una lunga cengia conduce su di una dorsale erbosa; piegando a N, sempre per evidente traccia ci si porta verso una parete a tetti che si aggira a dx e per una esposta ma facile traccia si raggiunge la nervatura dove giunge la cengia del canalone.
giugno 2026
La cresta si raggiunge facilmente presso un intaglio sormontato da un monolitico gendarme acuminato, che si aggira per un breve ma verticale ed esposto muretto di III+ (forse evitabile per le pericolose cenge del versante N, non verficato). Seguono un altro breve gradino (III) ed una scomoda quanto esposta disarrampicata (II+) per risolvere il profondo canalone che interrompe la regolarità della cresta. Consigliabile una corda da 15m ed alcune fettucce.
difficoltà: PD- (III+)
dislivello: 800m
tempo: 2.45 h
quota max: 2763 m
Dal posteggio di Predarossa (1950m) si prende il sentiero (non indicato) per l'Alpe Vicima. Superato un aperto dosso il sentiero sale con alcuni risvolti e, sempre meno visibile, raggiunge la baita dell'Alpe Vicima (2093m). Mantenendo il sedime del vecchio sentiero si sale ad un rudere (2280m ca) e si prosegue la salita sin verso quota 2350m ca, dove per una labile traccia si devia a sx (NW) e si supera la parte superiore di una vasta pietraia spostandosi sul margine destro orografico della valle. Senza traccia obbligata si sale puntando alla rampa-canale subito a dx di un caratteristico gendarme acuminato, ed in breve si giunge all'intaglio posto alla sua dx (2665m Ctr - 1.30h). Si aggira il gendarme sulla dx (lato N) e scalati alcuni facili blocchi si giunge ad un diedro verticale ma con buoni appoggi: lo si scala (III+, 4m) sbucando alle spalle del gendarme, da cui si scavalca una nervatura e superato un breve ma ostico gradino (III) ci si porta sull'erboso e facile versante S; si lambisce la cresta sino a raggiungere il baratro sul profondo canalone del versante E: si rimonta quindi al filo di cresta raggiungendo la vetta di una slanciata punta rocciosa (2725m ca) da cui, con esposta e scomoda disarrampicata (II+, 5m) ci si abbassa per una spaccatura sino alla larga depressione in testata del canalone (2710m ca). Si torna sul versante S e senza più difficoltà per pendio di erba e placche si raggiungono le facili rocce sommitali della vetta orientale della Cima degli Alli (2763m Ctr - 2.15h).
giugno 2026