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tutti gli aggiornamentiman mano che vengono pubblicatiMerlo G., Bordone G., “Guida alla programmazione sociale. Teorie, pratiche, contesti”, Carocci faber 2025
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DEFINIZIONI
vedi GLOSSARIO, tra parentesi la pagina del testo Merlo G., Bordone G. 2025Programmazione logico formale: un approccio metodologico rigoroso e strutturato per la costruzione e l'implementazione di interventi sociali al fine di garantire coerenza, trasparenza, efficienza ed efficacia utilizzando modelli che semplificano la realtà per renderla gestibile. (217).
Il Logical Framework Approach (LFA, Approccio del Quadro Logico) è un processo analitico e strutturato utilizzato nella programmazione sociale per definire con chiarezza gli Obiettivi, la Logica dell'intervento e le relazioni di causa-effetto tra diverse componenti di un progetto.
Quadro logico (Logframe Matrix): matrice che sintetizza, mette in relazione in modo coerente e sistematico gli elementi chiave di un progetto, come obiettivi, esiti, azioni, logica dell’intervento. (218-262)
“Negli ultimi decenni in molteplici e differenti situazioni si sono sviluppati e largamente affermati alcuni strumenti integrati di progettazione e programmazione che, facendo riferimento all’aspetto logico-formale della proposta progettuale, tendono a chiarire in modo il più possibile inequivocabile Finalità ed effetti di un intervento, ne rendono intellegibili i contenuti, permettono una forma di valutazione ex ante di coerenza interna e facilitano una valutazione ex post degli assunti che stavano alla base del processo.” (Merlo G., 2014, p. 229, Merlo G., Bordone G., 2025 p. 262)
Il riferimento generale è al Project Management (PM) disciplina generale che indica come gestire un progetto complesso definendone processi, strumenti, competenze per pianificare, metterlo in opera, monitorarlo e chiuderlo.
Più in particolare l’Unione Europea e la cooperazione internazionale hanno introdotto agli inizi degli anni ’90 il Project Cycle Management (PCM, “Gestione del Ciclo del Progetto”): modello metodologico strutturato che organizza le Azioni in fasi logiche (il "ciclo"), assicurando che ciscuna sia un mezzo coerente per raggiungere gli Obiettivi prefissati.
Al centro vi è il Logical Framework Approach (LFA, con il Quadro Logico: un approccio orientato alla coerenza interna ed alla relazione causa-effetto tra i diversi punti cardine del progetto.
L'approccio alla programmazione logico-formale è basato sui seguenti elementi.
Fondamenti epistemologici: il processo è guidato dai principi di logica, razionalità e scientificità, che operano come Assunti per ridurre incertezze e ambiguità nella programmazione.
Modello di riferimento: la disciplina generale è il Project Management (PM), applicato nel sociale come Project Cycle Management (PCM), per organizzare l'intervento in fasi logiche circolari.
Metodologia di scomposizione: l'approccio tayloristico permette la frammentazione di iniziative complesse in unità semplici, mentre la Logica frattale assicura che ogni Obiettivo derivato funga da mezzo necessario per raggiungere quello da cui deriva (superiore).
Analisi vs operatività: il Logical Framework Approach (LFA) è il processo che chiarisce "cosa si vuole ottenere", con una gerarchia di Obiettivi, mentre la Work Breakdown Structure (WBS) è il metodo operativo che definisce "cosa c'è da fare in pratica", con la scomposizione in Azioni (WP) e Attività (Task).
La Logica dell’intervento con le sue Assunzioni (Theory of Change) è lo schema teorico che descrive in modo coerente e sequenziale la relazione tra problemi, Obiettivi, Azioni, Attività ed Esiti attesi di un intervento. Collega la visione strategica alla progettazione operativa, rendendo esplicito e verificabile il funzionamento ipotizzato. Cioè dichiara i meccanismi "causali" che ne ipotizzano l’efficacia, chiarendo come e perché si prevede che le Azioni e Attività producano il cambiamento desiderato. Il meccanismo di cambiamento ipotizzato non cambia l'Obiettivo, ma le Azioni che si mettono in campo.
Le Condizioni di fattibilità, da cui dipende il successo dell'intervento e del percorso; possono essere esterne (contesto non controllabile) e/o interne (capacità operativa).
La Matrice del Quadro Logico: è lo strumento di sintesi finale che mette in relazione sistematica gli Obiettivi (Generali e Specifici), gli Esiti attesi, le Azioni e Attività, le Assunzioni derivate dalla Logica dell'intervento, includendo Indicatori con le loro fonti di verifica.
A questo processo si può aggiungere la Valutazione della teoria (Theory Based Evaluation) come approccio per verificare, ex post, se la Logica dell'intervento era solida e se i meccanismi causali ipotizzati hanno funzionato davvero. In questo modo si costruisce un modello integrato.
E' anche una modalità per passare dalla “progettazione per "attività” ad una “per obiettivi”: dal "fare" al "cambiare", dall'offerta di servizi predefiniti alla capacità di generare un impatto sociale misurabile e orientata alle esigenze (i problemi) dei Beneficiari.
Operativamente si tratta di partire dalla Finalità, tradurla in un Obiettivo Generale e man mano declinarlo in Obiettivi Specifici da cui far nascere le Azioni e le singole Attività necessarie per raggiungerli.
Si realizza attraverso lo sviluppo di due fasi, strumenti analitici chiave: l'Albero dei Problemi (Problem Tree) e l'Albero degli Obiettivi (Objective Tree):
il primo identifica i problemi che si intende affrontare, rappresentandoli graficamente in una sequenza logica di causa-effetto, attraverso tecniche come i "5 perché", cioè scomponendo il problema centrale in cause man mano più profonde per evitare di agire solo sui sintomi superficiali;
il secondo è la versione speculare in positivo dell'Albero dei problemi, cioè ogni situazione negativa viene riformulata come un Obiettivo da raggiungere, permettendo di passare dalla Finalità, Obiettivo Generale a quelli Specifici concreti.
In una Programmazione partecipata è una operazione che viene effettuata con Stakeholder e Attori.
È lo strumento di operativo di sintesi per assicurare coerenza e chiarezza progettuale che mette in relazione sistematica gli elementi chiave del progetto (Componenti). Cioè rende esplicito (e conoscibile da altri) il modo in cui si ritiene che possa realizzarsi il cambiamento che si vuole produrre. Descrive:
gerarchicamente gli Obiettivi Generali e Specifici con i Risultati attesi ed i loro Indicatori,
la Logica dell’intervento che si intende adottare,
le cose da fare (Azioni e singole Attività) con le risorse necessarie (es. Costo) per raggiungerli,
le Condizioni esterne ed interne che possono influenzare il successo dell’iniziativa.
Il valore aggiunto dello strumento risulta massimo se non ci si limita ad esaurirne l’utilizzo in un unico passaggio ma se, al contrario, se ne predispongono, in una logica incrementale e circolare, versioni successive che rappresentano, di volta in volta, la base per discussioni sempre più mirate ai punti salienti dell'intervento: solo alla fine sarà possibile passare alla vera e propria costruzione dell’intervento in quanto ogni tassello dipende dagli altri:.
Molte sono le rappresentazioni grafiche, più o meno articolate. Operativamente la matrice è costruita riportando gli elementi chiave del progetto su quattro colonne per ciascun livello.
Si interpreta secondo due dimensioni complementari che rendono esplicita sia la coerenza dell’intervento che le Condizioni da cui dipende il successo del Progetto.
Logica verticale (mezzi per raggiungere fini) che descrive la Logica dell'intervento (catena causale: “se… allora…”):
le Attività contribuiscono alle Azioni che
contribuiscono agli Obiettivi Specifici che
contribuiscono all’Obiettivo generale (impatto).
Logica orizzontale per la verifica della fattibilità, associando a ciascun livello:
Condizioni esterne ed interne necessarie
Prodotti (deliverables)
Indicatori (come misurare)
Fonti di verifica (dove trovare i dati).
Non è uno schema unico, ma deve essere ripetuto e moltiplicato per ogni livello di dettaglio:
per ogni Obiettivo Specifico,
per ciascuna Azione conseguente,
per ogni singola Attività che ne deriva
"Moltiplicare lo schema" significa che non esiste un unico documento, ma un sistema di matrici nidificate che garantiscono che ogni Attività sia un mezzo coerente per realizzare l'Azione, la quale a sua volta serve all'Obiettivo Specifico, che a sua volta porta al raggiungimento dell'Obiettivo generale.
Il metodo consigliato è il Goal Oriented Project Planning (GOOP) che facilita l’impostazione e il coordinamento di iniziative con il contributo degli stakeholders. “Nell’applicazione di questa metodologia strutturata di programmazione concertata svolge un ruolo fondamentale il cosiddetto moderatore, cioè un «tecnico» che, a tappe ben precise, spinge gli Attori ad esplicitare il loro interesse nei confronti del progetto e li aiuta ad esplicitare problemi ed obiettivi. La funzione principale del moderatore è dunque quella di supportare il gruppo nell’analisi della situazione di partenza fino a farla convergere su di un obiettivo comune.” (Formez, 2002, p.6)
Come si è detto, per dare fondamento alla solidità teorica e operativa della progettazione è fondamentale la Logica dell’intervento con le sue Assunzioni (Theory of Change), ma è possibile ed opportuno anche affiancare gli approcci della Valutazione basata sulla teoria (Theory-Based Evaluation, TBE) per poi aggiungere la Work Breakdown Structure (WBS) per le parti effettivamente realizzative. In questo modo è possibile esplicitare i meccanismi che si sono assunti come causali per collegare Attività, Azioni, Obiettivi, Esiti e Risultati, verificarne la validità lungo il ciclo dell’intervento migliorando la leggibilità del modello, la capacità di interpretare i processi di cambiamento, collegare teoria e prassi. Allora la valutazione non è solo più rendere conto (accoutability), ma anche apprendimento (learning).
L’integrazione tra i diversi approcci è resa coerente con l’approccio classico attraverso una distinzione tra Condizioni esterne, Condizioni interne e Assunzioni, spesso sovrapposte negli approcci tradizionali.
Comparazione terminologica: approccio Logical Framework vs modello integrato
Nel modello integrato si distingue tra Condizioni (esterne e interne) e Assunzioni (logica causale) superando l’ambiguità terminologica presente nel Logical Framework: la Logica dell’intervento (Theory of Change) esplicita la logica causale dell’intervento, mentre la verifica empirica di tale logica (Theory Based Evaluation) è incorporata nei processi di monitoraggio e valutazione, senza costituire un ambito separato.
Lo schema integrato applicato ad un esempio.
Lo schema concettuale (che diventa poi operativo) prevede la chiara definizione di ciascun livello (Finalità, Obiettivo Generale, Obiettivi Specifici, Azioni e Attività) con la Logica dell’intervento che si intende adottare, le Condizioni esterne ed interne necessarie per una progettazione realistica, gli Esiti e Risultati attesi con i loro Prodotti (deliverables) a cui occorre assegnare gli opportuni Indicatori con le loro Fonti di Verifica.
Proviamo a declinare l'approccio nel caso di un intervento con la Finalità "Inserimento lavorativo di persone con disabilità" e l’Obiettivo Generale “Interventi integrati per inserimenti occupazionali stabili e di qualità”.
La tabella di impostazione generale sarà la seguente.
In questo quadro sviluppiamo con la Work Breakdown Structure (WBS) solo l'Obiettivo Specifico "OS 1. Coinvolgere e sensibilizzare almeno (x) nuove aziende del territorio" definendone i Prodotti (deliverables), cioè le Azioni (Work Pakage WP) e conseguenti Attività (Task) per il suo raggiungimento.
Di queste sviluppiamo solo l’Azione “OS1.WP1. Analisi del mercato e scouting aziende” che al suo interno ha l’Attività “OS1.WP1.T1. Definizione criteri di scouting” che a sua volta ha alcune sotto Attività (T1.1, T1.2, T1.3, etc).
Questo approccio ci permette di costruire un Piano di lavoro operativo relativo a questa singola Azione con le sue Attività: la sua durata, quando deve iniziare e terminare, se dipende altre Attività e con quale tipo di dipendenza, ed i relativi Costi.
Nota: ciascuna delle Attività, sotto Attività, può essere ulteriormente scomposta fino ad arrivare all'unità minima non più scomponibile, soprattutto per calcolarne i Costi.Vedi esempio di base per Piano di lavoro
A questo punto occorre attribuire a ciascuna Azione un specifica Responsabilità operativa. Il modello è quello delle matrici:
RAM (Responsibility Assignment Matrix): strumento di gestione dei progetti che serve ad assegnare e visualizzare le responsabilità di Azioni e/o Attività mettendoli in relazione con ruoli o persone, cioè chiarisce “chi fa cosa”;
RACI: distingue quattro livelli di responsabilità: R (Responsible): chi esegue il lavoro; A (Accountable): chi ha la responsabilità finale (uno solo); C (Consulted): chi viene consultato; I (Informed): chi deve essere informato.
Vedi esempio di Responsabilità
A questo punto abbiamo tutti gli elementi per costruire un vero e proprio Piano di lavoro. Per il momento ci limitiamo alla sola Attività “OS1. WP1.T1. Definizione criteri di scouting”. Per avere chiaro lo sviluppo temporale utilizzeremo una forma integrata di diagrammi di Gantt e Pert.
Con la stessa logica e lo stesso metodo si costruisce il Piano di lavoro operativo per l’intero progetto. Cioè si "sommano" ed integrano le singole basi ottenute per ciascuna Azione in un quadro generale
Moltissimi sono i possibili indicatori su diversi versanti.
Pertanto si può parlare di “trappola” dei troppi indicatori quando nella costruzione di un intervento si rischia che la misurazione diventi più importante dell'intervento stesso (iper-regolazione burocratica, autoreferenzialità) (Merlo G., Bordone G., Carocci 2025 p. 164).
Occorre evitare una delle forme del paradosso del Titanic: in questo caso inteso come costruire un progetto formalmente perfetto (secondo le procedure), ma operativamente paralizzante. (Merlo G., Bordone G., Carocci 2025 p. 118)
È l’approccio del "raffinato artigiano": il programmatore non deve essere un burocrate rigido, ma un professionista capace di coniugare rigore tecnico e duttilità operativa, adattando gli strumenti al contesto reale. (Merlo G., Bordone G., Carocci 2025 p. 320). Cioè occorre trovare un buon equilibrio tra le due funzioni fondamentali della valutazione: Accountability e Learning. (Merlo G., Bordone G., Carocci 2025 p. 285 - 290)
Approfondimenti:
Bifulco, Lavinia, a cura di. n.d. Le politiche sociali. Temi e prospettive emergenti. Roma: Carocci 2005
Bussi, Franco. n.d. Progettazione e valutazione con il Quadro Logico, Roma: Formez 2001
Changelab. 2019. Progettare con la teoria del cambiamento.
Commissione Europea. 2001. Project Cycle Management: Manual. Brussels: EuropeAid Co-operation Office.
Commissione Europea. 2004. Aid Delivery Methods. Volume 1: Project Cycle Management Guidelines. Bruxelles.
Commissione Europea. n.d. Results-Based Monitoring (ROM) Handbook.
EuroDirect. 2019. IL Logical Framework Approach.
Fondazione Cariplo. 2018. Guida all’utilizzo del Quadro Logico.
Fondazione Cariplo. 2020. Guida alla formulazione della teoria del cambiamento con il quadro logico.
Formez. 2002. Project Cycle Management. Manuale per la formazione. Roma: Strumenti Formez.
Formez. 2017. Costruire la matrice del Quadro Logico.
Leone, Luigi, e Mirella Prezza. 2002. Costruire e valutare i progetti nel sociale. Milano: FrancoAngeli.
Martini, Alberto, e Ugo Trivellato. 2011. Sono soldi ben spesi? Perché e come valutare l’efficacia delle politiche pubbliche. Venezia: Marsilio
Merlo G., Bordone G., Guida alla programmazione sociale. Teorie, pratiche, contesti, Carocci 2025
Ministero per la coesione territoriale. 2012. Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014-20.
Obiettivo Europa. 2020. "Il Quadro Logico."
OECD-DAC. 2023. Glossary of Key Terms in Evaluation and Results-Based Management for Sustainable Development. 2nd ed. Paris: OECD Publishing.
PA.RSEC. n.d. Glossario Project Cycle Management.
Palumbo, Mauro. 2001. Il processo di valutazione. Milano: FrancoAngeli.
ProdosAcademy. n.d. "Modelli di progettazione." Video corsi.
Ranci, Costanzo. n.d. Le politiche sociali: concetti e strumenti.
Siza, Rocco. 2004. La programmazione sociale. Milano: FrancoAngeli.
Teagno, Daniela. 2012. "Logiche, stili e strumenti della pianificazione sociale." In Busso e Negri (2012).
Thompson, James D., e Arthur Tuden. 1959. Strategies, Structures, and Processes of Organizational Decision. Pittsburgh: University of Pittsburgh Press.
UNDP (United Nations Development Programme). 2009. Handbook on Planning, Monitoring and Evaluating for Development Results. New York: UNDP.
Vogel, Isabel. 2012. Review of the use of ‘Theory of Change’ in international development. London: DFID.
Weiss, Carol H. 1997. "How Can Theory-Based Evaluation Make Greater Headway?" Evaluation Review.