Crisi economica e quota capitaria ponderata

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 8. La costruzione di programmi integrati e di vasta area

BOX DI APPROFONDIMENTO n.47

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web n.47, Carocci, 2014

INDICE ANALITICO GENERALE

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In un territorio complesso dal punto di vista geografico e demografico, con aree ancora a forte valenza agricola e rurale ed altre industriale, nonché diverse velocità di sviluppo, osservare, leggere, rappresentare e collegare fra loro questi aspetti (geo-demografici e socio-economici) nelle diverse articolazioni territoriali è il primo passo. L’attenzione verso la conoscenza del territorio si è, pertanto, tradotta nella realizzazione, con il contributo di tutti gli attori della programmazione, di un sistema informativo ed Osservatorio Sociale[1]. Il lavoro è stato pensato per fornire una conoscenza sintetica, esaustiva e di semplice comprensione per i decisori di politiche e programmi su area vasta (provinciale) così come per zone più specifiche (Comuni, Distretti socio-sanitari, Piani di Zona, etc.) a partire dal maggior numero di informazioni disponibili a granulometria comunale (banche dati istituzionali su tematismi sociali, economici, demografici, sanitari, civili e culturali, dati dei servizi, ricerche ad hoc, etc.). (Merlo G., 2014, p. 194)

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La Provincia di Torino eroga ogni anno, come previsto dalla L.R. 266/91, contributi alle Organizzazioni di Volontariato iscritte alla sezione provinciale del Registro regionale privilegiando le azioni di integrazione e collaborazione con gli Enti Gestori dei Servizi Socio Assistenziali per la realizzazione della programmazione dei Piani di Zona.

Nel 2010, con l’acuirsi degli effetti della crisi economica ed aumento della disoccupazione, ha deciso di stanziare in via straordinaria un milione di euro da destinare a progetti del volontariato a sostegno delle persone in difficoltà.

Al fine di dare incisività ed equità all’intervento, andando quindi a coprire i territori maggiormente colpiti dalla crisi, i fondi sono stati ripartiti, in forma concertata, tra gli Enti Gestori sulla base di indicatori certi e misurabili:

- 50% sulla base di un «indice di gravità» della crisi calcolato sula base del numero dei lavoratori cessati, di quelli in mobilità non assistita e del flusso di lavoratori disponibili;

- 50% sulla base della popolazione attiva residente (età 15-64).

Per un inquadramento generale vedasi la scheda Finanziamenti diretti agli enti

Un'altro esempio di applicazione di finanziamenti in quota capitaria ponderata, relativo alle politiche giovanili, con la presentazione delle specifiche modalità di calcolo, é presente nella scheda 44. FINANZIAMENTI DI PROGRAMMI TERRITORIALI IN QUOTA CAPITARIA PONDERATA

[1] affidati a professionalità interne, coadiuvate anche dall’Università di Torino: vedasi : Di Monaco e Pilutti 2012.

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Giorgio Merlo 2014