I determinanti della salute

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 2.5. Benessere, salute e programmazione

BOX DI APPROFONDIMENTO n.14

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web box n14, Carocci, 2014

INDICE ANALITICO GENERALE

tutte le voci del sito

"D’altronde il Rapporto 2011 della Commissione di indagine sull’esclusione sociale (Cies 2011), riprende quello della Commissione dell’OMS sui determinanti[1] sociali di salute “Closing the gap in a generation” (WHO 2008), indicando tre ambiti: le condizioni di vita che influenzano in modo disuguale la salute (nascere, crescere, imparare, lavorare, curarsi); le condizioni di vita (le politiche sociali ed economiche, il ruolo dello stato e del mercato nel produrre e distribuire risorse, sotto i vincoli e le opportunità della situazione globale); la diffusione delle informazioni sull’esistenza e la rilevanza delle disuguaglianze di salute e sull’effettiva capacità, da parte dei governi, di incidervi. “E’ stato inoltre stimato che le disuguaglianze sociali di mortalità e di morbosità avrebbero anche un impatto economico significativo sulla società, un impatto che sarebbe dello stesso ordine di grandezza del finanziamento del servizio sanitario pubblico nel nostro paese: nel caso che si consideri la salute come un capitale da spendere (ad esempio per la forza di lavoro), la quota di PIL consumata dalla perdita di speranza di vita in salute causata dalle disuguaglianze sociali sarebbe dell’ordine di grandezza di circa l’1,4%; nel caso che si consideri la salute come un bene da consumare (per la soddisfazione delle potenzialità della persona) la stessa quota sarebbe dell’ordine di grandezza del 9,5%”. (Cies 2009)." (Merlo G., 2014, p. 65)

-------------------

Il Rapporto 2011 della Commissione di indagine sull’esclusione sociale (CIES 2011, p. 13) fornisce una rassegna di studi internazionali che evidenziano: differenze di salute tra i lavoratori manuali a confronto con quelli non manuali (Mackenbach et al., 2003), un’influenza significativa delle caratteristiche di svantaggio sociale di un contesto di vita sulle disuguaglianze di mortalità (van Lenthe et al., 2005), tassi di morbosità più alti tra le persone di più bassa posizione di classe, di istruzione e di reddito (Cavelaars et al., 1998, Dalstra et al., 2006). Secondo gli studi citati, l’istruzione risulta correlata anche alla distribuzione di malattie croniche (ictus, artrosi, diabete, disturbi al sistema nervoso, obesità, malattie cardiovascolari (Dalstra et al., 2005, Espelt et al., 2008; Roskam et al., 2010), mentre le limitazioni delle attività quotidiane e strumentali tra i soggetti anziani sono maggiormente prevalenti nelle classi sociali più basse: tra coloro che sono meno istruiti o con minor reddito, circa il 50% (età >50 anni) presenta una o più limitazioni nella mobilità o sensibilità e circa il 20% (età >70 anni) ha gravi difficoltà nel camminare, e queste prevalenze sono circa il doppio di quelle osservate tra le classi più avvantaggiate (Avendano et al., 2005). Inoltre i figli di famiglie a basso livello socio-economico dichiarano di soffrire maggiormente di cattive condizioni di salute rispetto alle famiglie benestanti (Halldórsson et al., 2000). Considerando l’altezza un indicatore oggettivo dell’influenza sulla salute dei fattori di rischio che agiscono durante l’infanzia e l’adolescenza (nutrizione, condizioni abitative, malattie pregresse, stress psicosociale), si nota in tutta Europa una differenza da 1 a 3 cm in ragione del livello di istruzione (Cavelaars et al., 2000). Infine le differenze per istruzione nella speranza di vita complessiva oltre i 25 anni sono di 2.8 anni negli uomini e 1.1 anni nelle donne, mentre quelle nell’aspettativa di vita in buona salute sono rispettivamente di 10.5 anni e 4.6 anni: le persone meno istruite, quindi, non solo vivono di meno, ma vivono anche peggio, perché affette da malattie per più anni della loro vita (Sihvonen et al., 1998).

Tali evidenze dimostrano che la situazione sanitaria individuale e collettiva è la risultante di determinanti sanitari raggruppabili in quattro grandi aree: determinanti genetici, di accesso ai servizi, ambientali e sociali.

Su alcuni di questi determinanti è possibile intervenire direttamente; su altri, quali la struttura morfologica del territorio, gli interventi sono programmabili in modo indiretto; infine quelli genetici, l’appartenenza di genere e l’età, sono immodificabili.

Quelli specificamente sociali possono essere a loro volta declinati, utilizzando la definizione dell’OMS dei cosiddetti prerequisiti della salute, in: casa, pace, servizi sociali, istruzione, lavoro, reddito e risorse, equità sociale ed ecosistema. Meno esplorato appare il versante dei determinanti sanitari della situazione sociale individuale e collettiva, cioè di come la situazione sanitaria influisca su quella sociale, ma appare più che sufficiente quanto dimostrato all’inverso.


[1] Determinante è termine che deriva dall’ambito sanitario ed indica tutti i fattori che sono in grado di influenzare la comparsa o l'andamento di una malattia, non potendo essere ritenuti «causa» di malattia in senso stretto.. Estendendone il significato in un ambito di fenomeni complessi i determinanti possono essere intesi come quei fattori o gruppi di fattori che ne influenzano la nascita e lo sviluppo in uno schema interpretativo multifattoriale e probabilistico.


Approfondimenti

la voce SALUTE dell'indice delle schede tematiche

Turra B.V., I 10 determinanti sociali della salute, Valut-azione, aprile 2015

http://www.valut-azione.net/blog/alla-ricerca-di-un-fondamento-per-le-scelte-pubbliche-i-10-determinanti-sociali-della-salute/

L’ampia rassegna raccolta e aggiornata dal The Institute of Health Equity

http://www.instituteofhealthequity.org/

Indagine sulle condizioni di vita (UDB IT SILC) componente longitudinale, Istat 2014

http://www.istat.it/it/archivio/4204

Coppo C., Gli effetti sociali e sulla salute delle iniziative che si basano sul coinvolgimento della comunità: una revisione sistematica, Dors 2014

http://www.dors.it/pag.php?idcm=5400

Milton B, Attree P, French B, et al. The impact of community engagement on health and social outcomes: a systematic review. Community Dev J 2012;47:316–34

AA. VV., La misurazione del benessere per orientare le politiche territoriali : speciale welforum, Prospettive sociali e sanitarie , N 3 2014, p. 1-29

Tutti gli aggiornamenti del sito sulla

PAGINA FACEBOOK

“Mi piace” per avere le notifiche Suggeriscilo ai tuoi amici



Giorgio Merlo sett 2015