La programmazione negoziata

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 4.4.1. La programmazione plurale. Gli attori

BOX DI APPROFONDIMENTO n. 31

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web n.31, Carocci, 2014

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"Si tratta di definire gli strumenti tecnico amministrativi della decisione politica, cioè in quale modo ciascuno partecipa allo sviluppo del programma stesso sia in termini di risorse finanziarie, strumentali ed umane che di regole tra i diversi attori. In particolare la programmazione negoziata indica un processo formalizzato di decisione che utilizza come strumento la concertazione tra i Soggetti pubblici, le parti sociali e le associazioni di categoria interessate allo sviluppo locale del territorio "per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi d'intervento che richiedono per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di comuni, di province e regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, o comunque di due o più tra i soggetti predetti (LN 142/90 art. 27)". Cioè una modalità di perseguire obiettivi di sviluppo in maniera coordinata e armonica attraverso una collaborazione inter istituzionale, una gestione coordinata degli interventi e la razionalizzazione della spesa." (Merlo G., 2014, p. 119)

In Italia la legge 104/95 definisce per la prima volta in maniera formale il concetto di programmazione negoziata elencandone i suoi strumenti attuativi ed introducendo come forte elemento di novità il principio del partenariato sociale come estensione ai soggetti privati della titolarità della partecipazione alla negoziazione. Tuttavia, lo scopo principale della "Programmazione negoziata" è stato definito ex novo dalla legge 662 /96, art. 2 commi 203 e ss., legge finanziaria per l'anno 1997, che indica come esso sia quello "di regolare gli interventi che coinvolgono una molteplicità di soggetti pubblici e privati e che comportano attività decisionali complesse, nonché la gestione unitaria delle risorse finanziarie".

La stessa legge demandava poi al CIPE il compito di regolamentare i nuovi strumenti di attuazione della politica economica nazionale, delegandone anche l'approvazione, nonché la ripartizione delle risorse finanziarie pubbliche destinate allo sviluppo delle "aree depresse", cosa avvenuta con la Deliberazione n. 29 del 21 marzo 1997 - Disciplina della programmazione negoziata.

Gli strumenti operativi per la realizzazione di un progetto di programmazione negoziata, che mirano alla pianificazione e alla concertazione delle attività di promozione dei fattori di crescita di un contesto territoriale, sono infine definiti dalla Deliberazione CIPE n. 29/97. A ciascuno strumento corrisponde un differente obiettivo di sviluppo ed un differente modello di attori funzionalmente ed istituzionalmente coinvolti: l'Intesa Istituzionale di Programma; l'Accordo di Programma Quadro; il Patto Territoriale; il Contratto di Programma e il Contratto di Area.

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