La concertazione

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 4.2. I modelli incrementali

BOX DI APPROFONDIMENTO n. 28

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web n.28, Carocci, 2014

INDICE ANALITICO GENERALE

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"In questo quadro negli ultimi vent’anni anni si è anche molto parlato di sistemi di programmazione cosiddetti «bottom up» ed al contrario «top down» senza che di essi vi sia stata una chiara ed approfondita definizione. Sibilla (2008, p. 18) individua il primo come una forma di “coscientizzazione” della società civile in quanto “gli interventi realizzati dalle istituzioni politiche partono dalle istanze mosse dai cittadini, ossia da parte di chi vive il problema in prima persona o ne è più vicino”, distinguendo tra “principio di prossimità”, tanto usato in ambito sociale (deve essere coinvolto chi è più vicino al problema perché nessuno lo conosce meglio) e “principio di sussidiarietà” (nelle sue dimensioni di verticalità ed orizzontalità) che abbiamo ampiamente sviluppato precedentemente. Per bottom-up si intende, pertanto, un processo che inizia dal basso e prosegue verso l’alto per influenzarne e definirne le scelte, ovvero, meglio, dal livello locale o più decentrato a quello più ampio (vice versa top-down), coniugando la sussidiarietà con il superamento dell’approccio sinottico..

A livello europeo, nel viaggio dalla Comunità verso l’Unione, vi è stato il passaggio dall’originario approccio top down a quello bottom up per cui il locale ha avuto un peso progressivamente maggiore nella definizione degli obiettivi e nell’adeguamento dei programmi, mentre in Italia è all’origine di quella che è stata chiamata la «Programmazione negoziata»." (Merlo G., 2014, p. 106)

Il termine di “concertazione” è ben poco definito (in musica è l’attività con cui si accordano tra di loro le parti strumentali e vocali cercando l’accordo tra gli esecutori). Nasce nei primi anni ’90 per indicare una pratica di governo basata sul confronto e la partecipazione alle decisioni politiche ed alla contrattazione tra organizzazioni sindacali, organizzazioni dei datori di lavoro e autorità pubbliche. In generale si intende una forma di dialogo e di confronto tra soggetti istituzionali, autonomie territoriali, autonomie funzionali e soggetti privati (sindacati, associazioni di categoria, organizzazioni economiche e imprenditoriali, imprese, cooperative, partiti, ecc.), teso alla risoluzione di problematiche generali o settoriali in ambito territoriale locale, in modo da realizzare strategie il più possibile condivise e partecipate. L'obiettivo della concertazione è di pervenire a scelte che siano il più possibile condivise, concertate e partecipate, in modo da favorire un incremento delle informazioni per le parti contraenti e per le amministrazioni responsabili degli interventi, realizzando, in questo modo, una maggiore efficacia degli investimenti ed una maggiore capacità di monitorare i processi e i loro esiti. In particolar modo, un valido processo di concertazione viene assunto, in molte Regioni, come punto di partenza per la definizione di politiche di programmazione regionale. (CNEL, Glossario).

http://www.portalecnel.it/portale/glossario.nsf/0/C12575C300454AECC1256E370040A23C?Opendocument

Aggiornamenti


Per un aggiornamento sui dati vedi la scheda Osservatori

Rufini M., Pericles, Il dizionario politico

http://www.pericles.it/parola.asp?ID=1

Simone, Dizionari on line

http://www.simone.it/newdiz/newdiz.php?action=view&dizionario=1&id=334

CNEL, Concertazione istituzionale e sociale negli strumenti di programmazione negoziata, 2001

Pessi R., Europa e concertazione: modelli a confronto, Wolters Kluwer Italia, 2009

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Giorgio Merlo