La programmazione di vasta area

un esempio di quantificazione dei costi

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 8. La costruzione di programmi integrati e di vasta area

BOX DI APPROFONDIMENTO  n. 49

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web n.49, Carocci, 2014

INDICE ANALITICO GENERALE

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Si veda anche la scheda: LA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA

Sulle funzioni di programmazione di vasta area vedasi anche lo specifico strumento di costruzione di un data base di tutti i Piani di Zona della provincia di Torino: scheda I PIANI DI ZONA

Sul tema della definizione degli ambiti territoriali di programmazione si vedano anche le schede:

DEFINIZIONE DEGLI AMBITI

BACINI DI UTENZA, IDENTIFICAZIONE - Utilizzo di isocrone ed algoritmi

BACINI "NATURALI" PER LE POLITICHE GIOVANILI - Un esempio di tematiche che hanno gravi difficoltà ad essere affrontate al solo livello locale


A cura di Adriana Barbara Bisset, Debora Labate e Natalina Vaschetti.

Un primo aspetto della programmazione di vasta area é quello di osservare, leggere e rappresentare il territorio su temi e problemi; un secondo, quello tipicamente debole e nutritivo, ha a che vedere con un complesso di attività proattive tipicamente connesse con un ruolo di coordinamento, ad esempio, della programmazione locale dei Piani di Zona[1]. Tipiche Azioni di sistema che si concretizzato lungo due direzioni:



Quantificazione dei flussi finanziari ed attori nel caso della programmazione di vasta area della Provincia di Torino:

- Oltre 7 milioni di € la sommatoria dei piani finanziari dei singoli Piani di Zona dei due trienni e dei trasferimenti regionali e provinciali intervenuti nel periodo.

- Progettazione e realizzazione di più di 1.600 azioni.

- Attivazione di 172 tavoli tematici su target e fasce d’età specifiche (disabili, anziani, famiglie, minori e giovani, adulti) e temi trasversali (immigrazione, contrasto alla povertà, dipendenze patologiche) divenuti in gran parte tavoli permanenti di concertazione e co-progettazione.

- 2.800 soggetti coinvolti tra istituzionali (Comuni, Enti Gestori delle funzioni socio-assistenziali, Aziende Sanitarie locali, etc.) e non istituzionali (Terzo settore, Organizzazioni Sindacali, Parrocchie e Organizzazioni religiose, etc.).

- Coinvolgimento attivo nel processo di circa 2.000 gli operatori istituzionali e non, inquadrati nei principali profili professionali (educatori professionali, assistenti sociali, psicologi, psichiatri, adest, oss, responsabili di area, direttori di distretto sanitario, direttori di enti gestori, personale sanitario, figure amministrative, addetti al segretariato sociale, volontari, soci cooperatori, etc.).

- Presenza della Provincia, in particolare con i Centri per l’Impiego, a più di 100 tavoli tematici (disabili, giovani, adulti) ed a tutti gli Uffici di piano localmente istituiti. 



[1] Deliberazione del Consiglio provinciale n. 351-323965 del 10 febbraio 2004. Definizione degli indirizzi per la partecipazione dell’Ente ai processi di programmazione dei 21 Piani di Zona locali (c.d. “Modello operativo di intervento”).

 

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