Diagrammi: esempi utili alla programmazione

INDICE ANALITICO GENERALE

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L’utilizzo di diagrammi appare particolarmente utile in molte situazioni sia di “scoperta” (un gruppo di lavoro che analizza un tema provando a formalizzare gli elementi della discussione) che di presentazione esterna, in quanto permette di fornire con immediatezza informazioni sintetiche su processi o fenomeni complessi. Molti sono i diagrammi che si possono utilizzare nella programmazione, con livelli di formalizzazione e codificazione diversi e, spesso, al di là della loro denominazione, utilizzano modalità di trattamento delle informazioni piuttosto simili. Di seguito si presentano alcuni esempi tra quelli più diffusi ed utili nel nostro campo.

Vedasi anche la scheda STRUMENTARI




Affinità

Permette di identificare un problema poco chiaro ed inquadrare problemi complessi consentendo la razionalizzazione delle idee, la individuazione di priorità logiche e la creazione di nuovi concetti. Raccoglie un gran numero di espressioni verbali (constatazioni, opinioni, idee poco chiare o poco definite, dati dispersi e apparentemente incongrui) organizzandole in gruppi omogenei e/o logicamente correlate (affinità). Può essere utilizzato in qualunque stadio della programmazione, ma è particolarmente utile nella fase di brainstorming e di planning.

Albero

Mostra graficamente il processo di aggregazione/disaggregazione in sottocomponenti degli elementi che concorrono a determinare il fenomeno osservato o, anche, le fasi con cui si intende operare. Consente un approccio di tipo statistico nella definizione delle relazione tra le parti, in un approccio di sistemi esperti. Strumenti informatici:

http://office.microsoft.com/it-it/templates/diagramma-ad-albero-TC006078420.aspx http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_phylogenetic_tree_visualization_software
Monterey Institute of International Studies, The ladder of inference, 2005

Arrow Diagramming Method (ADM) o Frecce

Metodo di costruzione grafica di un reticolo in cui le attività sono rappresentate da frecce. La coda della freccia (arrow) rappresenta l’inizio dell’attività (activity) e la punta ne rappresenta la fine; la lunghezza della freccia, però, non è proporzionale alla durata (duration) prevista dell’attività. Le attività sono collegate da nodi (node) (rappresentati generalmente da piccoli cerchi, o anche da quadrilateri) per indicare l’ordine in cui le attività devono susseguirsi. (vedi anche diagramma di Pert).

EU, Guidelines on a European Learner Mobility model, 2009

Cartogramma (o ‘carta a mosaico’, o ‘carta a coroplete’)

Visualizza un tema (variabile quantitativa) attraverso l’uso di simboli, scale cromatiche, retini, diversamente graduati ed associati a classi di valori, definiti all’interno della distribuzione del fenomeno osservato, relativi al territorio che la cartina rappresenta. Lo spazio geografico di riferimento è di solito definito da limiti di circoscrizioni amministrative. Vengono utilizzati per dare una visione immediata del rapporto tra territorio e valori del fenomeno.

http://www.bibliolab.it/casa/cartacase.htm
Giulio Frigieri, Fondamenti di visualizzazione dei dati e infografica, 2013http://www.futurize.cc/files/quali-immagini-cartografiche.pdf
Vico F., 1993, STRUMENTI E METODI PER L'ANALISI URBANA, Torino, Dipartimento Interateneo Territorio del Politecnico e Università di Torinohttp://www.mondovi.polito.it/docenti/mela/dwld/vico.PDF
Maria Chiara Turrini, CARTOGRAFIA TEMATICA, Università di Ferrarahttps://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CCMQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.unife.it%2Finterfacolta%2Flm.preistoria%2Finsegnamenti%2Fcartografia-tematica-e-gis-%2Fmateriale-didattico%2F6-carte-tematiche.pdf%2Fat_download%2Ffile&ei=uneeVPDtKouvU5DGg5gL&usg=AFQjCNHTda7kmfWkF-ZYYuMT9tur6fsaHw&sig2=m58tQZ1yx-wJ_IzJtKausQ
David Unwin, Analisi spaziale. Un'introduzione geocartografica, FrancoAngeli 1986

Causa – effetto, diagramma o “lisca di pesce”, o di Ischikawa

Tecnica manageriale utilizzata nelle aziende per individuare la soluzione di problemi di qualità e la/le causa/e più probabile/i di un effetto (problema): vedi la scheda relativa

Critical Path Method (CPM)

vedi PERT

Flusso, diagramma o Flow chart

Un diagramma di flusso (flow chart), o a blocchi, è un linguaggio formale di tipo grafico per rappresentare algoritmi: in senso lato relazioni tra azioni tra loro consequenziali. Obbligando a definire in modo formale e standardizzato i flussi di processo produttivo, è uno strumento ampiamente utilizzato in tutte le procedure di qualità in tutti i settori. Vedasi anche la scheda relativa

Gantt

Metodo per la rappresentazione nel tempo delle attività che costituiscono il progetto. Vedi la relativa scheda: Diagrammi di Gantt e Pert

Infografica

Un’infografica è una forma di comunicazione semplice ed efficace: qualsiasi grafica che visualizza e spiega le informazioni, sia che si tratti di dati che di parole; una grafica che contiene informazioni, una forma di racconto visivo. Le infografiche si utilizzano per veicolare dati e concetti in maniera più veloce e intuitiva rispetto ad un testo. Gli elementi che compongono un’infografica:

- informazioni complesse assolutamente semplificate

- parole integrate a strutture grafiche

- una “storyboard” interessante in tutte le sue parti


Sul web sono presenti molti tools gratuiti:Visual.ly, Easel.ly, Infogr.am, Piktochart, Infoactive; (per una disamina vedi: Stabile S., Cos’è un’infografica? https://www.romeuracademy.it/cos-e-infografica/)
Esempio: Come realizzare un’infografica efficacehttps://youtu.be/onMYRBwFA9w
Piscitelli M., slides 2010http://www.architettura.unina2.it/docenti/areaprivata/229/documenti/1-infografica.pdf

Isocrone

Linee che uniscono tutti i punti raggiungibili nello stesso periodo di tempo. Vedasi la relativa scheda per la costruzione di bacini di utenza.

Mappe concettuali

Le mappe concettuali sono state proposte all’inizio degli anni ’60 presso la Cornell University da Joseph Novak, come strumenti per evidenziare i concetti principali e i rispettivi legami all’interno di un argomento e rappresentare in un grafico le proprie conoscenze. Dal punto di vista strutturale, una mappa concettuale è composta da tre tipologie di elementi:

- nodi concettuali: sagome che descrivono i principali concetti presenti nel dominio di conoscenza della mappa, all’interno delle quali viene riportata una descrizione testuale più o meno sintetica

- relazioni associative: archi di collegamento, in alcuni casi orientati, che rappresentano graficamente i legami tra i nodi della mappa

- etichette: descrizioni che possono essere introdotte per precisare il significato delle relazioni.

Nel complesso appaiono come reticoli di nodi collegati da archi, che rappresentano significati mediante una combinazione grafico-testuale che può essere organizzata gerarchicamente.

tratto da: http://www.lemappedelpensiero.it/wordpress/le-mappe-concettuali/
Xmind è un programma per fare mappe concettualihttp://www.xmind.net/
Programmi per la creazione di mappe concettuali e mentalihttp://www.aiutodislessia.net/programmi-per-la-creazione-di-mappe-concettuali-2/

Matrice

Consente di individuare e correlare informazioni, anche concettuali, mediante una rappresentazione grafica: informa se due elementi posizionati su di una riga e colonna sono tra di loro correlati. La matrice è una tabella a doppia entrata che consente di organizzare un numero elevato di dati e/o informazioni permettendo di leggere agevolmente le relazioni che intercorrono tra di essi. Consente un approccio di tipo statistico nella definizione delle relazione tra le parti.

Pareto

Conosciuto anche come regola del “80-20 per cento”, legge dei "vital few" , “principio della scarsità dei fattori”, deriva da Vilfredo Pareto, ma formulato da Joseph Juran verso la fine degli anni ’40. Parte dall’idea che in qualunque sistema siano pochi gli elementi rilevanti ai fini del comportamento del sistema stesso. Ossia, che “poche cause sono responsabili della maggior parte dell’effetto finale”. In questo senso l'obiettivo è quello di sviluppare una mentalità atta a comprendere quali siano le poche cose più importanti, per concentrarsi principalmente su esse. Consiste in un istogramma della distribuzione percentuale di un fenomeno, ordinato in senso decrescente, a cui si sovrappone una linea delle frequenze cumulate: ogni fattore è rappresentato da barre poste in ordine decrescente e la linea rappresenta invece la sua distribuzione cumulativa (detta curva di Lorenz). In questo modo è possibile valutare a colpo d'occhio quali sono gli elementi rilevanti e di quanto incidono: quando la linea si appiattisce gli elementi sono poco rilevanti, al contrario quando si impenna, e quindi possiamo concentrare tutte le risorse disponibili solo su questi elementi. È una rappresentazione che poco si adatta al contesto sociale in cui gli elementi costitutivi di un tema o fenomeno sono prevalentemente correlati e non autoescludentesi.

Motivi dell'abbandono scolastico

PDCA (Plan-Do-Check-Act), anche ciclo o ruota di Deming, ciclo di Shewhart

È un metodo iterativo di gestione utilizzato in attività per il controllo e il miglioramento continuo dei processi e dei prodotti. E 'anche conosciuto come il ciclo o ruota di Deming, ciclo di Shewhart. Un'altra versione di questo ciclo PDCA è OPDCA. La "O", ha aggiunto l'acronimo di Osservazione o come alcune versioni dicono "Afferrare la condizione attuale." Consente di valutare e prevenire eventi che, verificandosi, potrebbero determinare degli insuccessi di un progetto. Prevede quattro fasi:

- PLAN: stabilire gli obiettivi e i processi necessari per fornire risultati in linea con i risultati attesi (target o obiettivi).

- DO: implementare i nuovi processi ad iniziare da quelli in piccola scala.

- CHECK: misurare i nuovi processi e confrontare i risultati con i risultati attesi per accertare eventuali differenze. Raccogliere i dati per la creazione di grafici e analisi da destinare all'ACT.

- ACT: analizzare le differenze per determinare la loro causa. Stabilire dove applicare le modifiche che includono un miglioramento.

http://asq.org/learn-about-quality/project-planning-tools/overview/pdca-cycle.html
Pugliese A., Problem solving & decision making
Euro Quality Consulting
OSH WIKI

PERT, diagramma o anche Critical Path Method (CPM)

Strumenti a supporto della gestione: mostra le varie fasi che costituiscono il progetto come linee (relazioni) che partono dalla data in cui devono essere intraprese e terminano alla data in cui devono essere ultimate. Vedi la scheda relativa: Diagrammi di Gantt e Pert

Relazioni

Mostra le relazioni tra i problemi e le idee all'interno di situazioni complesse cercando i legami logici tra diversi aspetti che riguardano un problema. Rispetto al diagramma delle affinità, questo strumento richiede un processo creativo che approfondisce le relazioni logiche che, nel diagramma delle affinità, sono solo implicite. Si basa sull'identificazione di alcune categorie utili a partire da una grande massa di idee che potrebbe derivare, ad esempio, da una sessione di brainstorming e si rivela particolarmente utile quando le relazioni sono difficili da determinare. L’obiettivo è di cogliere le relazioni tra le parti di cui si compone un problema: legami non solo unidirezionali, ma anche multipli e retroattivi, tra cause ed effetti della relazione esaminata. Simile al diagramma causa – effetto, mette in relazione relazioni complesse in quanto un effetto può essere generato da una o più cause contemporaneamente. Consente un approccio di tipo statistico nella definizione delle relazione tra le parti.

Strumenti informatici:http://office.microsoft.com/it-it/templates/diagramma-delle-relazioni-TC102830616.aspx
OMS, A Conceptual Framework for Action on the Social Determinants of Health, 2010 http://www.who.int/sdhconference/resources/ConceptualframeworkforactiononSDH_eng.pdf

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Giorgio Merlo 2014