Competenza per materie: UE

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 1.6. Perimetro di osservazione e programmazione

BOX DI APPROFONDIMENTO n. 4

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web n.4, Carocci, 2014

INDICE ANALITICO GENERALE

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"La definizione del perimetro di osservazione e programmazione deriva, pertanto, da due elementi fondamentali: sicuramente le scelte e l’intenzionalità della politica di occuparsi di una certa materia (il contenuto), ma anche la competenza amministrativa, cioè la quota di poteri e funzioni pubbliche attribuite ad un determinato organo della Pubblica Amministrazione che ne delimita compiti e potestà (art. 97 Costituzione) per materia, per territorio o per grado (livello dell’organizzazione dello Stato). Per questo risulta estremamente importante definire per ciascun organo e livello di intervento i contenuti ed limiti delle possibili azioni." (Merlo G., 2014, p. 37)

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Il Trattato di Lisbona (UE 2010) chiarisce la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri introducendo una classificazione e distinguendone tre principali (per le quali compila un elenco non esauriente dei settori interessati):

- le competenze esclusive[1] (art. 3): per le quali solo l’UE può legiferare e adottare atti vincolanti in questi settori; il ruolo degli Stati membri è quindi soltanto quello di dare applicazione a questi atti, a meno che l’Unione non li autorizzi;

- le competenze concorrenti[2] (art. 4): per le quali l’UE e gli Stati membri possono adottare atti vincolanti; gli Stati membri possono esercitare la loro competenza soltanto nella misura in cui l’UE non ha deciso di esercitare la propria;

- le competenze di sostegno[3] (art. 6): per le quali l’UE può solamente sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri; l’Unione non dispone dunque di potere legislativo in questi settori e non può interferire nell’esercizio delle competenze riservate agli Stati membri.

In ogni caso l’esercizio delle competenze dell’Unione è subordinato a tre principi fondamentali (art. 5):

- il principio di attribuzione: l’Unione dispone soltanto delle competenze che le sono attribuite;

- il principio di proporzionalità: l’esercizio delle competenze dell’UE si limita a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi definiti dai trattati;

- il principio di sussidiarietà: nel caso delle competenze concorrenti, l’UE può intervenire solamente se è in grado di agire in modo più efficace rispetto agli Stati membri.

Dal nostro punto di vista troviamo:

- quale competenza esclusiva l’unione doganale (immigrazione[4]),

- quali competenze concorrenti: la coesione economica, sociale e territoriale, le politiche sociali (intese come promozione dell'occupazione, miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, parità di trattamento dei lavoratori, adeguata protezione sociale rispetto alle esigenze, dialogo sociale, sviluppo delle risorse umane che consenta di raggiungere un elevato e durevole livello di occupazione e la lotta contro l'emarginazione)[5];

- quali competenze di sostegno (definite al fine di avere la legittimità di spesa sulle materie indicate): la tutela e miglioramento della salute umana, istruzione, formazione professionale, gioventù e sport.

Come si noterà nulla è detto in riferimento a quella che classicamente viene definita come assistenza sociale che, pertanto, è di totale ed esclusiva competenza dei singoli Stati.

Per l’UE, infatti, il termine di politica sociale attiene essenzialmente a quella del lavoro.

Su questo specifico tema a livello italiano il Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2011[6], analizzando gli schemi di assistenza a livello europeo raggruppa i paesi in tre categorie: Stati sociali con reti di protezioni integrate, nei quali prevalgono misure nazionali di carattere universalistico (es. Regno Unito e Francia); Stati con assistenza sociale dualistica, nei quali, oltre a una misura di sostegno al reddito di tipo universale, sono presenti anche una o più misure di tipo categoriale (es. Germania e Spagna); Stati sociali con assistenza basata sulla cittadinanza, cioè con una misura nazionale di sostegno al reddito programmata e gestita a livello municipale e previo ricorso a una rigida prova dei mezzi (es. Danimarca) (Ministero del lavoro e delle politiche sociali 2011).

Vedi anche le schede:

Il bilancio dell'UE

La struttura istituzionale dell'UE

Multi level governance




[1] Unione doganale, definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno, politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro, conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca, politica commerciale comune, conclusione di accordi internazionali.
[2] Mercato interno, politica sociale, per quanto riguarda gli aspetti definiti nel presente trattato, coesione economica, sociale e territoriale, agricoltura e pesca, tranne la conservazione delle risorse biologiche del mare, ambiente, protezione dei consumatori, trasporti, reti trans europee, energia; spazio di libertà, sicurezza e giustizia, problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica, per quanto riguarda gli aspetti definiti nel presente trattato; nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dello spazio e della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario l'Unione ha competenza per condurre azioni, in particolare la definizione e l'attuazione di programmi, senza che l'esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro.
[3] Tutela e miglioramento della salute umana, industria, cultura, turismo, istruzione, formazione professionale, gioventù e sport, protezione civile, cooperazione amministrativa.
[4]Schengen, Regolamento (CE) n. 562/2006 del 15 marzo 2006http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/free_movement_of_persons_asylum_immigration/l14514_it.htm
[5] Amplissima la produzione in merito: vedasi l’approfondimento relativo ai Fondi Strutturali ed il recente Employement package (EU, 2012)http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1039&langId=en
[6] Commissione di Indagine sull’Esclusione Sociale (CIES), istituita ex art. 27 della Legge 8 novembre 2000, n. 328

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