Finanziamenti in quota capitaria ponderata

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 7.2. Le risorse finanziarie

BOX DI APPROFONDIMENTO n. 44

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web n.44, Carocci, 2014

INDICE ANALITICO GENERALE

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Per un inquadramento generale vedasi la scheda Finanziamenti diretti agli enti




"Una seconda variante di finanziamenti per interventi terrioriali, detta della «quota capitarla ponderata», è quella di individuare uno o più indicatori del problema che si intende affrontare e di distribuire i finanziamenti in proporzione alla loro distribuzione territoriale (ad esempio: se si intende affrontare il problema dell’immigrazione si potranno individuare alcuni indicatori che suggeriscano la distribuzione del fenomeno sul territorio). In questa variante il problema sarà di individuare gli indicatori adatti (problema tecnico) e soprattutto quello di dare loro il giusto peso (problema politico, collegato agli obiettivi del programma). Ad esempio, se si sta costruendo un programma sull’immigrazione quali possono essere gli indicatori disponibili e validi? (Il numero di residenti? e gli irregolari? I minori che frequentano la scuola? Il numero di accessi al pronto soccorso? etc). Quali hanno particolare significato, per cui in proporzione si erogheranno finanziamenti maggiori? " (Merlo G., 2014, p. 173)

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Ai sensi delle L.R. 16/95 e L.R. 5/2001 nel 2009 la Regione Piemonte stanzia 1.500.000 euro per la programmazione delle politiche giovanili adottando alcune priorità e conseguenti criteri:

1) garantire a tutte le Province una base finanziaria minima affinché, indipendentemente dalle loro dimensioni, ciascuna possa comunque mettere in campo azioni nel campo attribuendo a questo criterio il 20% del finanziamento disponibile;

2) attribuire il restante finanziamento in base alla distribuzione nei diversi territori di:

2a) numero di giovani (56%),

2b) numero di giovani disoccupati (24%).

In questo caso si sono coniugate la logica dell’ambito territoriale di intervento (Provincia) con quella della quota capitarla ponderata.

La tabella che segue illustra le modalità di calcolo ed i finanziamenti risultanti.

Un altro esempio di applicazione di finanziamenti in quota capitaria ponderata, coniugata con un "indice di gravità" di un problema territoriale (crisi economico occupazionale), é presente nella scheda n. 47. CRISI ECONOMICA E QUOTA CAPITARIA PONDERATA

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Giorgio Merlo 2014