Sintesi orientata alla programmazione

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 5.9. Il processo di costruzione delle sintesi e la riduzione della complessità

BOX DI APPROFONDIMENTO n. 39

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web n.39, Carocci, 2014

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“Uno dei compiti più delicati per il tecnico è la costruzione di sintesi delle informazioni rilevate dall’osservazione del fenomeno che si intende trattare, «rappresentando in categorie ciò che altrimenti si perderebbe nella caoticità dell’esperienza» (Cardano, 2001, p. 57), evidenziare i tratti salienti del fenomeno e permettere, facilitare e supportare la decisione sul che fare. Il decisore politico deve, infatti, trovare sul suo tavolo solo le informazioni utili, depurate da quelle inutili o secondarie, nonché portate a un buon livello di sintesi e astrazione concettuale.” (Merlo G., 2014, p. 146)

"Le caratteristiche peculiari di una tale sintesi, che sarà essenzialmente la base su cui prendere le decisioni, dovrebbero essere la precisione, la semplicità e la chiarezza." (ivi p. 148)

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Come esempio è possibile citare un passo dal Piano Socio sanitario 2008-2010 dell’Emilia Romagna:

http://www.saluter.it/documentazione/convegni-e-seminari/conferenza-nazionale-cure-primarie/piano-sociale-e-sanitario-2008-2010-scheda-di-sintesi

“I mutamenti intervenuti nel quadro demografico e socioeconomico – invecchiamento della popolazione, aumento delle persone immigrate, contrazione e parallelo aumento dei nuclei familiari con esigua rete parentale, aumento delle forme di lavoro meno stabili e delle contraddizioni tra generazioni su lavoro e futuro – richiedono un significativo cambiamento delle politiche”. “In Emilia-Romagna la diffusa e funzionale rete di servizi pubblici e privati, il ricco tessuto sindacale, della cooperazione, del volontariato laico e religioso, alimentano un capitale sociale che rappresenta una grande risorsa contro i rischi della emarginazione e della solitudine, ma i mutamenti che si sono verificati nell’ultimo trentennio sono stati contraddistinti da un ritmo e una profondità mai sperimentati prima”.

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Giorgio Merlo 2014