Impatto sociale, la valutazione

INDICE ANALITICO GENERALE

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(La valutazione). “Al di là dei disposti di legge o delle indicazioni comunitarie in cui la valutazione diventa atto dovuto, in generale in letteratura si distinguono tre differenti utilizzi: uno “strumentale”, poiché suggerisce cosa devono fare i decisori; uno “illuminativo”, in quanto tende a comprendere come funzionano i programmi; e uno “persuasivo”, perché serve a difenderli o ad attaccarli (Stame, 2001a, p. 94); all’interno di questi utilizzi, tra tutte quelle possibili, possiamo individuare come preminenti e ricorrenti in letteratura due macrofunzioni.

La prima consiste nel rendere conto (accountability) dell’attività e dei risultati ai diversi possibili stakeholder, ma anche nel fare un bilancio complessivo dell’esperienza conclusa (summative evaluation).

La seconda macrofunzione è quella di apprendimento (learning), nel senso di miglioramento progressivo della conoscenza, competenza e capacità e di aggiornamento delle strategie sul tema in oggetto (formative).” (Merlo G., 2014, p. 154)

Per Elisa Chiaf (2) “Vedere la misurazione dell’impatto come un supporto al “prendere decisioni migliori” è la chiave di volta di tutto il ragionamento. Si può valutare l’impatto per diverse motivazioni:

• per decidere se ha senso sostenere un programma o un intervento, di solito si tratta di una valutazione ex-ante, per stimare gli impatti desiderati e sostenere le informazioni per il sostegno economico al progetto;

• per decidere se continuare o ampliare un progetto;

• per apprendere come replicare o “scalare” un progetto pilota;

• per apprendere come adattare un programma di successo a contesti diversi;

• per informare i sostenitori e i donatori che il denaro è stato investito in maniera positiva (segnalando loro cosa è andato e cosa no, quali miglioramenti saranno apportati, ecc.);

• per informare potenziali beneficiari e in generale le comunità dei benefici derivanti da un progetto o programma”.

Per Giorgio Fiorentini, Maria Vittoria Bufali, Elisa Ricciuti (1), “Ad oggi, infatti, sembra esserci una crescente condivisione nel sostenere che il connotato realmente capace di tracciare un confine di demarcazione (per quanto labile e, talvolta, contestabile) fra l’imprenditorialità in senso lato e l’imprenditorialità sociale sia la capacità di mobilitare risorse materiali ed immateriali, così come attori e portatori d’interesse (Maiolini et al., 2013), attorno ad un modello di business che dia efficace copertura ad un bisogno sociale, inducendo quindi un cambiamento – auspicabilmente positivo – che si esprime in termini di incremento della qualità della vita dei beneficiari delle attività, servizi o dei prodotti di tale ente (Perrini, 2006; Perrini e Vurro, 2013; Fiorentini e Calò, 2013; Chiaf, 2015; Zamagni et al., 2015)".

Gli Autori (1) indicano come la valutazione o misurazione dell’impatto sociale sia tutt’ora caratterizzata da una forte parcellizzazione e da un elevatissimo grado di eterogeneità in termini di correnti di pensiero, modelli e standard di riferimento, tanto che gli autori Stevenson et al. (2010) individuano ben 40 possibili approcci alternativi alla misurazione, come riconfermato dal recente contributo offerto a tale riflessione da Zamagni et al. (2015), i quali enumerano 39 distinte metodologie alle quali è possibile rifarsi nell’avviare un processo di misurazione dell’impatto e/o dell’outcome sociale. Fra questi spiccano, per rinomanza e livello di diffusione, le 4 metodologie che si pongono alle fondamenta della valutazione economica, ampiamente descritte ed approfondite dalla letteratura prodotta in materia (Perrini e Vurro, 2013; Zamagni et al., 2015; Chiaf, 2015), individuabili in:

Modelli logici (Logframe, Impact Value Chain e Theory of Change)

Tali metodi configurano un approccio alla valutazione degli impatti, per sua natura, qualitativo e si basano su una ricostruzione ed illustrazione grafica dei nessi causali che connettono i vari snodi della “catena del valore sociale” (Simsa et al., 2014). L’output di tale sforzo valutativo è, quindi, rappresentato da un framework capace di “raccontare” il funzionamento di un programma o di un’intera organizzazione, illustrando in maniera estremamente intuitiva il processo di ottenimento degli impatti attesi a partire dagli input utilizzati per attuare il cambiamento sociale (Stern et al., 2012).

Cost-effectiveness Analysis (CEA)

La caratteristica distintiva di tale metodo è quella di esprimere gli outcome sociali in unità naturali, quali, ad esempio, il numero di anni di vita guadagnati o di decessi evitati (Phillips, 2009). Proprio in virtù di tale specificità, esso ha trovato vasta applicazione nella valutazione di progetti ed interventi sanitari, consentendo un’agile misurazione del cambiamento addotto a fronte di un determinato investimento di risorse economiche.

Cost-Benefit Analysis (CBA)

Il processo di valutazione in questo caso restituisce una misura dei benefici netti, calcolati come differenza fra il valore monetario dei benefici generati dal progetto o dall’organizzazione ed i relativi costi o, alternativamente, come ratio, in cui si mettono a rapporto i flussi di benefici attualizzati ed i costi (VAN del progetto o dell’intero portafoglio di attività dell’ONP).

Metodi sperimentali, quasi-sperimentali ed approccio controfattuale

Essi rappresentano un “must” o “gold standard” della ricerca valutativa e del program assessment (Stern et al., 2012; Morris et al., 2012) e prevedono l’esecuzione di test ed esperimenti al fine di comparare un caso osservabile ed un caso ipotetico ed astratto (il c.d. “controfattuale”), per isolare l’effetto netto dell’intervento su una data variabile d’interesse e dimostrare l’esistenza di un nesso causale fra progetto messo in atto e impatti indotti (Stern et al., 2012).

Di seguito alcuni strumenti operativi che hanno trovato nel tempo dei buoni livelli di formalizzazione e codificazione.

Social Return Of Investment (SROI), sviluppato dalla London Business School e, tra gli altri, dalla 'nef' (new economics foundation): un indice di impatto sociale dei progetti no-profit . E’ lo sviluppo del ROI (Return Of Investment: indice di redditività del capitale investito o ritorno sugli investimenti): uno dei classici indici economici che misurano la redditività di una azienda.

Basato su principi sociali, può essere utilizzato per analizzare e comprendere i risultati sociali, economici e ambientali creati dai progetti e dalle attività delle organizzazioni che si occupano di sociale. Considera però non solo i risultati quantitativi di un’attività svolta (output), ma anche i benefici immateriali derivanti da quell’attività (outcome), definendo un indice che esprime il rapporto tra risorse investite e impatto ottenuto.

http://www.thesroinetwork.org/http://sroi.london.edu/

Guida versione italiana

http://socialvalueuk.org/component/docman/cat_view/29-the-guide-to-social-return-on-investment/227-the-guide-in-italian?Itemid=138

In particolare il progetto “SROI Primer” presenta alcuni strumenti:

◗The Community Fund, a UK-based funding body, has produced the Your Project and its Outcomes guide to help you describe the outcomes you want your project to achieve.

◗The Local Multiplier 3 tool enables you, whether you are a community organisation, business leader, or government official, to measure how much your organisation or initiative impacts on the local economy.

◗The Social Enterprise Partnership Quality & Impact Project: Led by 'nef' aims to provide social enterprise with the knowledge, tools and resources they need to prove and improve their quality and impact

◗Prove It! is an evaluation toolkit that can help organisations to capture their impact on the quality of life of the communities they serve. It contains step-by-step instructions on how to conduct an evaluation, ready to print surveys, fun focus group guidelines and more

◗The Social Enterprise Coalition provides a variety of links to information on measurement and management for social enterprises.

http://sroi.london.edu/

Social Progress Index (SPI): mira a cogliere il livello di sviluppo sociale di un certo Paese, incrociando tra loro tre ambiti diversi: i bisogni primari dell’uomo (in modo da valutare la capacità di un Paese di soddisfarli); l’infrastruttura sociale (per valutare se questa è organizzata in modo da sostenere condizioni di vita migliori); le opportunità per la popolazione di esprimere il proprio potenziale nella società. Tale indice si focalizza sugli aspetti non economici . Si veda ancora al riguardo il Rapporto della Social Impact Investment Task Force (3) sull’andamento di un Paese, calcolato come media ponderata dei punteggi che questo ottiene per ogni dimensione.

http://www.socialprogressimperative.org/global-index/

Impact Reporting and Investment Standards (IRIS),costruito dal Global Impact Investing Network (GIIN): si tratta di un raggruppamento di misure di performance aventi lo scopo di aumentare la trasparenza nel settore dell’impact investing e la credibilità dei valori sociali e ambientali, e di semplificare il confronto tra diverse opportunità di investimento in modo da creare degli indicatori di performance. All’interno dell’IRIS sono raccolte ben 40 tipologie di standard di misurazione che lo rendono utilizzabile fra settori e ambiti geografici diversi e applicabile a vari tipi di performance. Oggi circa 5000 imprese stanno già utilizzando IRIS per valutare, comunicare e gestire la propria performance sociale e ambientale .

https://iris.thegiin.org/

Global Impact Investing Rating System (GIIRS), sviluppato da "B Lab": è un sistema finalizzato a valutare l’impatto socio-ambientale di aziende e fondi di investimento attivi nei mercati emergenti o sviluppati. Si tratta di un indice annuale che utilizza i dati dell’IRIS in aggiunta ad altri criteri nel suo processo di attribuzione di un rating agli attori esaminati. Oggi ci sono quasi 500 società valutate con il sistema GIIRS in 39 Paesi, a ciascuna delle quali viene assegnato un massimo di 200 punti relativamente a criteri che spaziano dall’impegno nel perseguire una missione sociale e dalle modalità di utilizzo del territorio, a come la società si relaziona con i suoi dipendenti e con la comunità in cui è inserita.

http://b-analytics.net/giirs-funds

In Italia, con specifico riferimento all’azione del Terzo Settore, Euricse ha sperimentato il metodo “ImpACT“(4) che si basa su:

· questionario quali-quantitativo indirizzato alle imprese sociali e volto alla raccolta dati interni all’organizzazione;

· questionari quali-quantitativi rivolti ai principali stakeholder dell’ente, ovvero lavoratori normodotati e svantaggiati, soci, volontari, utenti e loro famigliari, imprese clienti, operatori della pubblica amministrazione che si relazionano con l’impresa;

· tracce di intervista di natura qualitativa per approfondimenti dell’impatto generato sulla sfera istituzionale e indirizzate quindi alle istituzioni pubbliche del territorio;

· analisi documentale dei bilanci delle imprese o organizzazioni interessate.



Approfondimenti:

(1) Giorgio Fiorentini, Maria Vittoria Bufali, Elisa Ricciuti, Vita, 2016

http://www.vita.it/it/article/2016/10/04/misurazione-dellimpatto-sociale-i-4-modelli/141019/

(2)Elisa Chiaf, Un’analisi degli indicatori di impatto sociale

http://www.actsocial.eu/wp-content/uploads/2015/07/II_Ricerca_Socialis_Social_impact_indicators_identification.pdf

(3) Global Social Impact Investment Steering Group (GSG) (successor to the Social Impact Investment Taskforce, established by G8)

http://www.socialimpactinvestment.org/

(4) Sara Depetri, La valutazione dell’impatto sociale nel Terzo Settore. Il posizionamento di Euricse e il metodo ImpACT”, Euricse 2016

http://www.euricse.eu/wp-content/uploads/2016/09/Position-Paper.pdf

Dal Vaso D., Mento F., Social Value Italia: come dare gambe alla misurazione dell'impatto sociale, Secondo welfare agosto 2016

http://www.secondowelfare.it/privati/investimenti-nel-sociale/social-value-italia-come-dare-gambe-alla-misurazione-dellimpatto-sociale.html

UE, Proposed Approaches to Social Impact Measurement in European Commission legislation and practice, 2014

http://ec.europa.eu/internal_market/social_business/docs/expert-group/social_impact/140605-sub-group-report_en.pdf

OECD, PRACTICAL GUIDE TO EX ANTE POVERTY IMPACT ASSESSMENT, 2007

https://www.oecd.org/dac/povertyreduction/38978856.pdf

OECD, Social impact investment, building the evidence based, 2015

http://www.oecd.org/sti/ind/social-impact-investment.pdf

Epstein, M. J., Yuthas, K., (2014), Measuring and Improving Social Impacts: A Guide for Nonprofits, Companies, and Impact Investors, Berrett-Koehler Publishers, Oakland

Impronta etica, Linee guida per la misurazione dell’impatto sociale, Una guida pratica per le organizzazioni, 2015

http://www.improntaetica.org/wp-content/uploads/2016/06/Linee-Guida-Impatto_def.pdf

Mallone G., L'impatto dell’impresa sociale in Italia e in Europa: un rapporto che “mappa”, misura e compara gli “eco-sistemi” delle imprese sociali nei diversi paesi, Secondo welfare 2014

http://www.secondowelfare.it/terzo-settore/impresa-sociale/limpatto-dellimpresa-sociale-in-italia-e-in-europa.html

Ministero dello sviluppo economico, Le linee guida per il riconoscimento delle start-up innovative a vocazione sociale. “Documento di Descrizione dell’Impatto Sociale”, 2015

http://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Guida_Startup_Innovative_Vocazione_Sociale_01_2015.pdf

British government, Social Value Act, 2012

http://www.legislation.gov.uk/ukpga/2012/3/enacted

Social impact investment taskforce, Impact investment: the invisible heart of markets, Report of the Social impact investment taskforce, 2014

http://www.socialimpactinvestment.org/reports/Impact%20Investment%20Report%20FINAL[3].pdf

Rago S., Venturi P., Dalla rendicontazione all’impatto. Il Social Impact Report 2015 di For.B, Secondo welfare, 2016

http://www.secondowelfare.it/terzo-settore/impresa-sociale/dalla-rendicontazione-allimpatto-il-social-impact-report-2015-di-forb.html

UE, Approcci proposti per la misurazione dell’impatto sociale nella legislazione della Commissione europea e nelle pratiche relativamente a: FEIS e EaSI, 2014

ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=13401&langId=it

Stefano Zamagni, Paolo Venturi, Sara Rago, Valutare l'impatto sociale. La questione della misurazione nelle imprese sociali, Impresa sociale, dic 2015

http://www.rivistaimpresasociale.it/rivista/item/141-misurazione-impatto-sociale.html

Lorenzo Nasi, Andrea Volterrani, Roberto De Vita, La valutazione di impatto sociale dei progetti delle associazioni di volontariato Proposta di un modello, Università degli Studi di Siena

http://www.cesvot.it/sites/default/files/type_documentazione/allegati/7574_documento.pdf

Fondazione Sodalitas, Misura dell’impatto delle attività sociali, 2013

http://www.fondazionesocial.it/sito/wp-content/uploads/2015/07/Misura_impatto_script-Sodalitas.pdf

VIS, Valutazione di impatto sociale

http://www.valutazionesociale.it/default.asp

Ortalda F., Metodi misti di ricerca, applicazioni alle scienze umane e sociali, Carocci 2013

Vecchiato T., Valutazione di impatto sociale e lotta alla povertà, Fondazione Zancan 5-2016

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Giorgio Merlo, ottobre 2016