L'Istituto degli Innocenti

G. Merlo, La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti, Carocci 2014

Capitolo: 7.4. Le azioni di sistema

BOX DI APPROFONDIMENTO n. 46

N.B. I riferimenti bibliografici si riferiscono alla sito bibliografia del testo. Nel caso di citazione si consiglia la seguente notazione: “Merlo G., La programmazione sociale: principi, metodi e strumenti”, allegato web n.46, Carocci, 2014

INDICE ANALITICO GENERALE

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“Dal punto di vista normativo il D.Lgs. 112/1998, nel definire le materie oggetto di decentramento amministrativo e pertanto del potere di programmazione, individua quattro diverse funzioni: programmazione e coordinamento, regolazione di attività pubbliche e private, supporto e promozione di attività (comprendendo l’erogazione di contributi finanziari) e gestione di servizi pubblici. Mentre le leve operative sono costituite da norme, risorse finanziarie, produzione pubblica di servizi, azioni di sistema, risorse umane e risorse strumentali.” (Merlo G., 2014, p. 163)

"L’altra classica leva [della programmazione] è rappresentata dalle risorse strumentali, che nell’usuale accezione riguarda l’insieme degli strumenti, delle attrezzature, delle macchine, degli spazi fisici ecc. In un’accezione allargata di risorsa strumentale (dall’hard al soft), vi sono alcuni aspetti piuttosto importanti e il cui valore in termini di impegni e trasferimenti finanziari può essere anche piuttosto oneroso, pur se, spesso, non valutato e contabilizzato.

Innanzitutto i sistemi informativi, definiti anche a livello normativo (legge 328/2000, art. 21), in quanto strumenti fondamentali di tutto il processo programmatorio, all’interno dei quali è compresa ad esempio la messa a punto di strumenti unitari per le possibilità di confronto tra i diversi attori del processo di programmazione e i diversi territori per la costruzione di visioni comuni: dalla costruzione di cartelle sociali unificate ai sistemi informativi di settore. Poi le informazioni e competenze, per reperire e avere a disposizione il maggior numero di informazioni sul tema che si vuole affrontare, nonché saperle scegliere, valutare e utilizzare ai propri fini (cosa osservare, in che modo, con quali metodi e strumenti, con quali riferimenti teorici, come arrivare a costruire sintesi utili alla decisione, best practices ecc.). Processi costosi in tempo e denaro che richiedono molte e differenti competenze specifiche. (Merlo G., p. 178)


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L'Istituto degli Innocenti di Firenze sorse nella prima metà del '400 e rappresentò la prima istituzione, nel mondo allora conosciuto, esclusivamente dedicata all'assistenza dei fanciulli. Ancora oggi l'Istituto ha sede in piazza della Santissima Annunziata, nell'edificio dello storico Ospedale progettato e realizzato da Filippo Brunelleschi, dove è organizzato un centro di studio di eccellenza sulle tematiche legate all'infanzia, sviluppatosi anche a seguito, nel 1987, della scelta dell'Unicef IRC di indicarlo come proprio centro di ricerca internazionale e, nel 1990, dalla Regione Toscana, come strumento di sostegno delle politiche sociali ed educative per i minori e le famiglie attraverso attività di documentazione e formazione."

In attuazione della LN 285/97 (legge “Turco”) "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza" la LN 45/1997 istituiva l’Osservatorio nazionale per l’infanzia con il compito primario di predispone ogni due anni il Piano Nazionale di azione di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva individuando l’Istituto degli Innocenti come Centro Nazionale di Documentazione e Analisi sull'Infanzia e l'Adolescenza.

In particolare al Centro venivano assegnati i compiti di:

a) raccogliere e rendere pubblici normative statali, regionali, dell’Unione europea ed internazionali; progetti di legge statali e regionali; dati statistici, disaggregati per genere e per età, anche in raccordo con l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT); pubblicazioni scientifiche, anche periodiche;

b) realizzare, sulla base delle indicazioni che pervengono dalle regioni, la mappa annualmente aggiornata dei servizi pubblici, privati e del privato sociale, compresi quelli assistenziali e sanitari, e delle risorse destinate all’infanzia a livello nazionale, regionale e locale;

c) analizzare le condizioni dell’infanzia, ivi comprese quelle relative ai soggetti in età evolutiva provenienti, permanentemente o per periodi determinati, da altri Paesi, anche attraverso l’integrazione dei dati e la valutazione dell’attuazione dell’effettività e dell’impatto della legislazione, anche non direttamente destinata ai minori;

d) predisporre, sulla base delle direttive dell’Osservatorio, lo schema della relazione e rapporto biennale evidenziando gli indicatori sociali e le diverse variabili che incidono sul benessere dell’infanzia in Italia;

e) formulare proposte, anche su richiesta delle istituzioni locali, per la elaborazione di progetti pilota intesi a migliorare le condizioni di vita dei soggetti in età evolutiva nonché di interventi per l’assistenza alla madre nel periodo perinatale;

f) promuovere la conoscenza degli interventi delle amministrazioni pubbliche, collaborando anche con gli organismi titolari di competenze in materia di infanzia, in particolare con istituti e associazioni operanti per la tutela e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva;

g) raccogliere e pubblicare regolarmente il bollettino di tutte le ricerche e le pubblicazioni, anche periodiche, che interessano il mondo minorile.

A cui venivano aggiunti compiti di studio e di ricerca con organismi europei ed internazionali.

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Giorgio Merlo 2014