Indice di Gini

INDICE ANALITICO GENERALE

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Sul tema si vedano diverse schede dell'INDICE ANALITICO GENERALE alla voce DISEGUAGLIANZE



Si tratta di un indice di concentrazione della ricchezza delle famiglie il cui valore può variare tra zero e uno. Valori bassi indicano una distribuzione abbastanza omogenea, valori alti una distribuzione più disuguale, con il valore 1 che corrisponderebbe alla concentrazione di tutto il reddito del paese su una sola persona.

L’idea che sta alla base dell’indice di Gini è quella di calcolare la differenza (in valore assoluto) fra le varie coppie di cittadini (per esempio dei loro redditi) e poi sommare tali differenze: quanto maggiore sarà la differenza tra redditi, tanto più alto sarà il valore della somma finale ottenuta. Questo approccio è poco pratico perché al crescere della popolazione diventerebbe grandissimo il numero delle differenze da calcolare.

Uno dei metodi più semplici è quello della "curva di Lorenz", statistico statunitense, che nel 1905 propose questa rappresentazione:

Sull'asse orizzontale del grafico sono rappresentate le percentuali di famiglie che appartengono a una data popolazione, ordinate in maniera crescente in base al reddito. Sull'asse verticale viene riportata invece la parte del reddito totale detenuta da ciascuna quota di famiglie. L'indice normalmente utilizzato per misurare la disuguaglianza è quello di Gini, pari al rapporto tra l'area A e la somma delle aree A e B. Tale indice vale 0 quando il reddito è ugualmente distribuito (la curva coincide con la diagonale e quindi l'area A è nulla) mentre vale 1 (ovvero 100% in termini percentuali) quando si ha la disuguaglianza massima (una sola famiglia detiene tutto il reddito). Perciò l'indice di Gini aumenta con l'aumentare della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, ovvero man mano che questa tende a concentrarsi.

La distribuzione del reddito nel mondo viene anche spesso rappresentata da una figura classica chiamata “calice della disuguaglianza”: non è altro che la curva di Lorenz specchiata sull'asse orizzontale (% delle famiglie) e poi ruotata per farla apparire come un calice. La percentuale delle famiglie è divisa in cinque parti (detti 'quintili') ciascuna pari al 20% della popolazione mondiale. (Futuro sostenibile, Wuppertal Institut, Bologna, EMI della Coop Sermis, 1997). Per una sua applicazione vedasi la scheda LE DIFFERENZE VERTICALI

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Giorgio Merlo 2015