Fabbisogno abitativo

INDICE ANALITICO GENERALE

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Sul tema si vedano anche le schede:

IL DIRITTO ALLA CASA - Esiste una gerarchia dei diritti?

LA NORMATIVA: excursus storico

IL DISAGIO ABITATIVO: definizioni

MODALITA’ DI INTERVENTO

EDILIZIA POPOLARE : cenni storici degli interventi pubblici nel settore

PIANO CASA - Piano nazionale 2014



"Un’analisi articolata e dettagliata delle funzioni di regia tecnica in un processo di programmazione di ambito di vasta area è fornita da Bisset, Labate e Artiano (2008): …. analisi, studi e ricerca: costruzione di un quadro d’insieme delle politiche sociali territoriali, di immagini sintetiche sulle dinamiche in studio (osservazione), di report per ambiti territoriali e per specifici target; …" (Merlo G., 2014, p. 227)

"Se un primo aspetto della programmazione di vasta area é quello di osservare, leggere e rappresentare il territorio su temi e problemi, un secondo, quello tipicamente debole e nutritivo, ha a che vedere con un complesso di attività proattive tipicamente connesse con un ruolo di coordinamento, ad esempio, della programmazione locale dei Piani di Zona, concretizzato lungo due direzioni: una di sostegno, accompagnamento e formazione del territorio nel percorso di avvio, programmazione, attuazione, monitoraggio e valutazione dei locali Piani di Zona (attraverso la capillare presenza nei locali Uffici di Piano e la predisposizione di modalità e strumenti ad hoc per verificare l’efficacia dei progetti, degli interventi e dei servizi); ed una tesa a favorire l’integrazione, l’interconnessione ed il raccordo tra le singole programmazioni zonali e la programmazione di area vasta nelle diverse competenze della Provincia (a partire da quelle sulle politiche attive per il lavoro e sui fabbisogni abitativi, fino al Piano Territoriale di Coordinamento)." (Bisset B., Labate D., Vaschetti N. e Gianello Guida M., "La costruzione di programmi integrati e di vasta area" in Merlo G., 2014, p. 195).

“Nel nostro campo l’osservazione ha molteplici obiettivi. …

- rappresentare la realtà in cui si intende operare….

- ridurre la complessità attraverso processi di sintesi …

- ricercare somiglianze, diversità e differenze del fenomeno in questione nella sua distribuzione territoriale …

- cogliere le tendenze nel territorio …

- suggerire relazioni tra elementi diversi … "

(Merlo G., 2014, p. 135)

Approfondimenti:

Per un aggiornamento sui dati vedi la scheda Osservatori

Agostini C., Chi sono le persone senza dimora?, Secondo welfare 2015

http://www.secondowelfare.it/primo-welfare/inclusione-sociale/lindagine-istat-sui-senza-fissa-dimora.html

Auser - CGIL, 2° Rapporto sulle condizioni abitative degli anziani in Italia che vivono in case di proprietà - 2015

http://www.retecaad.it/sites/default/files/Sintesi%20rapporto%20auser%202015%20condizione%20abitativa%20anziani.pdf

Chiara Lodi Rizzini, La condizione abitativa in Europa, Secondo Welfare, maggio 2015

http://www.secondowelfare.it/primo-welfare/la-condizione-abitativa-in-europa.html

Di seguito si presenta, a mo’ di esempio, una scheda sul tema del fabbisogno abitativo del territorio della provincia di Torino per la predisposizione di piani d’ambito a carattere sociale (anno 2010).

Provincia di Torino

UFFICIO DI PIANO PROVINCIALE - STRUTTURA DI SUPPORTO

SCHEDA

FABBISOGNO ABITATIVO

CONTESTO

Pur in presenza di una percentuale di proprietari di casa di quasi lo 80% (circa il 16% paga una rata di mutuo mediamente pari a € 465) siamo in presenza di un aumento della domanda abitativa per motivi demografici (aumento nuclei famigliari, fenomeni migratori, invecchiamento popolazione) così come per motivi economici (insufficienza del reddito, povertà unidimensionale).

La percentuale di famiglie in affitto risulta, pertanto, del 20%, con una significativa coincidenza tra affitti e fasce sociali medio-basse (si concentrano nel 58% circa nelle fasce di reddito più basse), per cui l’incidenza sul reddito è pesante. Conseguentemente l’80% degli sfratti avviene a causa della morosità, mentre 20 anni fa ciò accadeva per finita locazione (dati semestrali del Ministero degli Interni).

Limitato è il numero di alloggi a canoni sociali, mentre lo stock abitativo pubblico è gravemente sottodimensionato (rapporto 100/4 tra case private e pubbliche, mentre la media europea è di 16 su 100) con una diminuzione negli ultimi anni del 20% (800 mila alloggi nel 2007) per cartolarizzazioni e per limitato numero di nuove costruzioni.

Contestualmente risulta ingente e persistente il patrimonio abitativo sfitto (dati Istat 2001, in Piemonte circa 424 mila alloggi di cui 158.000 circa in provincia di Torino).

L’ammontare del Fondo Sociale per la Locazione previsto nella legge di stabilità 2010 è ridotto, al momento e salvo ulteriori modifiche, a 33,5 milioni (-76.7% rispetto al 2010 e destinato a giungere a 14,9 milioni nel 2014).

La Provincia di Torino tiene sotto osservazione il fenomeno attraverso l propri Osservatorio Politiche Sociali e Osservatorio Pianificazione Territoriale provinciale, mentre gli elementi qualitativi, che provengono principalmente dai Piani di Zona e dal Programma contro la vulnerabilità, indicano quali problemi emergenti: gli sfratti per morosità incolpevole, la presenza di rate mutuo per scarsità reddito, i ricongiungimenti familiari, le persone vittime di violenza familiare, i nuclei familiari disgregati oltre a specifiche emergenze territoriali.

Dal Piano territoriale di coordinamento 2008 risulta che in tutta la provincia di Torino nel 2007 erano 54.381 le famiglie in fabbisogno abitativo (5.3% sul totale) di cui:

10.295 famiglie assistite a fini abitativi (1% del totale famiglie)

2.124 famiglie in situazione di disagio (0.2% del totale famiglie)

10.490 morosità incolpevoli di inquilini ERP (1% del totale famiglie)

20.184 domande al fondo di sostegno all’affitto (2% del totale famiglie).

mentre l’Osservatorio sulla condizione abitativa della Città di Torino rappresenta la situazione nello schema che segue.

LA SITUAZIONE TERRITORIALE ALLO STATO DELLE INFORMAZIONI

Anche in questo caso la situazione abitativa presenta grandi differenze territoriali.

Di seguito due esempi tratti da documentazioni diverse su alcuni degli aspetti precedentemente indicati.

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Giorgio Merlo luglio 2014