Responsabilità sociale d'impresa

INDICE ANALITICO GENERALE

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Corporate Social Responsability (CSR), Responsabilità Sociale di Impresa (RSI)

vedi anche le schede:

Piano Nazionale della Responsabilità Sociale d’Impresa 2012-2014

Impatto sociale



La Costituzione Italiana, all’art.41 recita: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”[1] (mentre la figura dell’imprenditore è disciplinata nel Codice civile all’art. 2082 come colui che “esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi”).

Pertanto la libertà economica riconosciuta dalla Costituzione non può essere esercitata tenendo conto dei soli interessi dell’imprenditore, ma deve tenere conto anche degli interessi di quei soggetti su cui si possono riflettere le scelte aziendali (lavoratori, finanziatori, fornitori, clienti, consumatori, ecc..). Più in generale si può dire che i confini delle attività imprenditoriali sono quelli della tutela del bene comune (ambiente, salute, interessi sociali)[2].

In questo troviamo in nuce gli elementi fondamentali di quella che nel tempo verrà chiamata la Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI, Corporate Social Responsibility, CRS) e che troverà in Italia in Adriano Olivetti (1901-1960) l’esponente più conosciuto.

Il concetto di RSI appare pertanto molto ampio e variegato ed ha trovato nel tempo molteplici declinazioni: differenti definizioni sia accademiche che istituzionali con significati talvolta profondamente diversi, mentre sono proposti anche termini alternativi con significato affine come “cittadinanza d’impresa”, “sostenibilità d’impresa” “corporate accountability” [3].

L’Unione Europea la inserisce nelle proprie politiche a partire dal 2001 con il “Libro Verde” per la RSI[4] definendola come: "L'integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ambientali delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate" e vedendola come uno degli strumenti strategici per realizzare una società più competitiva e socialmente coesa e per modernizzare e rafforzare il modello sociale europeo e la rinnova con le indicazioni contenute nella Strategia Europa 2020[5] e nel Piano D'Azione Imprenditorialità 2020[6].

Nella Comunicazione del 2011[7] reinterpretandola sinteticamente come «la responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società» sottolinea lo stretto rapporto tra impresa e società civile attraverso un’ampia gamma di pricipi, che riguardano:

• “la responsabilità e la coerenza, per tenere conto delle ricadute dei propri comportamenti sia nei confronti di tutti coloro che partecipano alle attività di impresa, sia di quelle categorie di soggetti che ne sono influenzate e per verificare l’applicazione dei valori assunti dall’impresa, ad esempio nel proprio codice etico;

• l’integrità e l’equità, ovvero una condotta onesta ed equa, che assicuri a tutti gli stakeholder un’effettiva parità di trattamento e che miri a prevenire pratiche corruttive;

• la correttezza contrattuale con i business partners, i fornitori e i clienti e la trasparenza nel comunicare agli stakeholder informazioni, finanziarie e non, fondata su standard di qualità e che consenta a tutte le parti interessate un accesso tempestivo, eguale ed economicamente non oneroso;

• la centralità della persona, con risvolti relativi alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori; al rispetto dei diritti fondamentali (con specifico riguardo al divieto di lavoro minorile in tutta la catena di fornitura); alla libertà di contrattazione collettiva; alla eguaglianza di opportunità e di trattamento, evitando ogni forma di discriminazione basata su sesso, razza, nazionalità, religione, opinioni politiche; all’impegno a favorire la crescita e la realizzazione professionale, assicurando pari opportunità di accesso a iniziative di formazione continua, anche su richiesta individuale; alla ricerca di una conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e quelli della vita familiare;

• la protezione degli interessi di consumatori e dei clienti, comunicando in modo corretto le politiche e le attività che possono influenzare le loro scelte e che riguardano molteplici dimensioni: la salute, la qualità dei prodotti, la sfera degli interessi economici, la completa informazione in merito a caratteristiche, uso, manutenzione e smaltimento del prodotto, eventuali etichettature ecologiche e sociali, la promozione di modelli di consumo sostenibile, la gestione dei reclami;

• la cittadinanza sociale, vale a dire il concreto contributo al benessere della comunità in cui si opera, attraverso progetti ad hoc per i territori e per categorie svantaggiate, quali iniziative per preservare il patrimonio artistico e culturale; iniziative educative con scuole e università; iniziative di sensibilizzazione sociale su temi legati alla responsabilità sociale e alla tutela ambientale;

• lo sviluppo sostenibile, che richiede di tutelare gli interessi delle generazioni future, riconoscendo la stretta interdipendenza tra decisioni aziendali e impatti ambientali, andando oltre il rispetto formale delle norme e impegnandosi per lo sviluppo e l’adozione di tecnologie innovative ed eco-efficienti.”[8]

La CSR va oltre il rispetto delle prescrizioni di legge e individua pratiche e comportamenti che un’impresa adotta su base volontaria, nella convinzione di ottenere dei risultati che possano arrecare benefici e vantaggi oltre che a se stessa anche al contesto in cui opera. Particolare attenzione viene prestata ai rapporti con i propri portatori d’interesse (stakeholder): collaboratori, fornitori, clienti, partner, comunità e istituzioni locali, realizzando nei loro confronti azioni concrete. Ciò si traduce nell'adozione di una politica aziendale che sappia conciliare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento, in un’ottica di sostenibilità futura.

Si individua così il campo di applicazione della responsabilità sociale tanto dal punto di vista della dimensione interna - gestione delle risorse umane, tutela di salute e sicurezza, adattamento alle trasformazioni nelle ristrutturazioni aziendali e gestione degli effetti sull’ambiente - quanto di quella esterna - rapporti con le comunità locali, costruzione di partnership commerciali, rapporti con fornitori e consumatori, rispetto dei diritti umani nella catena di fornitura e preoccupazioni ambientali a livello planetario[9].

Secondo il concetto del “Triple-Bottom-Line”[10] (TBL o 3BL) le imprese devono puntare a sviluppare comportamenti e investimenti sostenibili[11] con il coinvolgimento sia della base che dei vertici aziendali per perseguire in modo integrato e contestuale tre obiettivi di pari importanza strategica: l’equità sociale, la qualità ambientale, la prosperità economica.

https://courses.lumenlearning.com/boundless-management/chapter/corporate-social-responsibility/

In particolare nella concezione della RSI troviamo alcuni elementi ricorrenti:

· “sostenibilità: uso consapevole ed efficiente delle risorse ambientali in quanto beni comuni, capacità di valorizzare le risorse umane e contribuire allo sviluppo della comunità locale in cui l’azienda opera, capacità di mantenere uno sviluppo economico dell’impresa nel tempo.

· volontarietà: come azioni svolte oltre gli obblighi di legge.

· trasparenza: ascolto e dialogo con i vari portatori di interesse diretti e indiretti d’impresa.

· qualità: in termini di prodotti e processi produttivi.

· integrazione: visione e azione coordinata delle varie attività di ogni direzione e reparto, a livello orizzontale e verticale, su obiettivi e valori condivisi.

I principali fattori di traino che dovrebbero portare ad adottare una cultura d’impresa orientata alla Rsi possono essere individuati nel:

· Crescente domanda di qualità, in termini di processi, prodotti, servizi, relazioni, da parte di consumatori-clienti, dipendenti, fornitori, enti locali, mondo finanziario, società civile.

· Necessità di innovazione trasversale nelle imprese per rimanere competitive nel tempo.

· Necessità di distinguere e valorizzare il marchio non più solo in termini di prodotto, ma come cultura e reputazione d’impresa, elemento distintivo e di credibilità verso il consumatore, e fattore di maggiore competitività.

· Necessità di distinguersi strategicamente dai concorrenti per una migliore reputazione, sia in termini di prestazioni commerciali che di prestazioni sociali.

· Fattori intangibili come la crescita intellettuale, professionale, relazionale di dipendenti e collaboratori (capitale sociale d’impresa) considerati come elementi determinanti per il successo d’impresa nel tempo.”[12]

Da un punto di vista meramente pragmatico, utilitaristico, economico, si pone l’attenzione al fatto che un prodotto ed una impresa non sono apprezzati unicamente per se stessi, ma anche per le loro caratteristiche non materiali, quali le condizioni di produzione e fornitura, nonchè l'immagine e la loro storia; ma vi può essere anche un vero impegno “etico” nella costruzione di una specifica “catena del valore “[13] adottando percorsi e leve competitive[14] coerenti con uno “sviluppo sostenibile”[15] per la collettività. Cioè valori vincenti per l’impresa, per le persone, per il territorio e per l’ambiente, cogliendo un vantaggio competitivo di medio, lungo periodo.

Mitul K Desa https://www.slideshare.net/mituldesai353/corporate-social-responsibility-34037467

Non esistono ancora delle vere e proprie normative vincolanti, che obblighino a trattare queste questioni oppure a scegliere certi indicatori, ma ci sono delle linee guida condivise a livello internazionale (Ocse[16], Onu[17], Ilo[18], Icc[19]) che permettono di distinguere tra:

· dimensione interna: gestione delle risorse umane, tutela di salute e sicurezza, gestione degli effetti sull’ambiente;

· dimensione esterna: rapporti con le comunità locali, costruzione di partnership commerciali, rapporti con fornitori e consumatori, rispetto dei diritti umani nella catena di fornitura e preoccupazioni ambientali.


Note:

[1] G. Buonomo, S. Bonanni, La libertà d’impresa tra l’articolo 41 e l’articolo 118 della Costituzione, Servizio studi del Senato, 2010 https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00737223.pdf
[2] V., F. Pizzolato, Finalismo dello Stato e sistema dei diritti nella Costituzione italiana, Milano, 1999, p. 188.
[3] Pantrini P., Responsabilità sociale d’impresa, tra definizioni e policy europee, Secondo welfare 2015 http://www.secondowelfare.it/privati/aziende/responsabilita-sociale-dimpresa.html
[4] http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/committees/deve/20020122/com(2001)366_it.pdf
[5] http://ec.europa.eu/europe2020/index_it.htm
[6] http://lavoro.gov.it/temi-e-priorita/Terzo-settore-e-responsabilita-sociale-imprese/focus-on/Responsabilita-sociale-imprese-e-organizzazioni/Documents/Allegato%203_PIANO%20D%27AZIONE%20IMPRENDITORIALIT%C3%80%202020.pdf
[7] Commissione europea, Comunicazione 25.10.2011 COM (2011) 681 definitivo, p. 1 e ss http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/com/com_com(2011)0681_/com_com(2011)0681_it.pdf
[8] Nicoletti P., Responsabilità sociale di impresa, ISFOL 2013, p.17 https://www.cliclavoro.gov.it/Barometro-Del-Lavoro/Documents/Responsabilita_sociale_impresa_Isfol.pdf
[9] ISFOL, Il punto sulla responsabilità sociale delle imprese, 2005 https://www.cliclavoro.gov.it/Moduli%20e%20Documenti/quaderno_isfol_Responsabilita_sociale_imprese.pdf
[10] Business ethics https://philosophia.uncg.edu/phi361-matteson/module-3-social-responsibility-professionalism-and-loyalty/corporate-social-responsibility-and-the-triple-bottom-line/
[11] Sostenibilità: concetto elaborato dalla Commissione Brundtland (Conferenza di Rio su ambiente e sviluppo (1992) sulla base di due elementi fondamentali: l’ambiente quale dimensione essenziale dello sviluppo economico e la responsabilità intergenerazionale nell’uso delle risorse naturali.
[12] http://imprese.regione.emilia-romagna.it/rsi/doc/la-responsabilita-sociale-d-impresa
[13] Metodo ideato da Michel Porter (Porter, Michael E. Competitive advantage: creating and sustaining superior performance, New York: The Free Press. 1985) utilizzato per valutare la capacità competitiva di un'azienda. In base ad esso le funzioni aziendali sono suddivise in nove categorie generali, cinque delle quali sono denominate attività primarie e le altre quattro attività di supporto. Le attività primarie riguardano la circolazione fisica di materie prime e prodotti finiti, la produzione di beni e servizi, il marketing, la vendita e la relativa assistenza. Le attività di supporto sono molto più diffuse e, come sta ad indicare il nome, il loro scopo è quello di fornire supporto alle attività primarie e alle altre attività ausiliarie. Tali attività comprendono l'infrastruttura gestionale dell'azienda (vale a dire tutti i processi e i sistemi volti a garantire il miglior coordinamento e le attribuzioni di responsabilità), la gestione delle risorse umane, lo sviluppo tecnologico e gli approvvigionamenti.
[14] Vantaggio competitivo: quell’insieme di elementi dell’offerta di prodotti e servizi che costituisce la base di performance superiori rispetto alla media dei concorrenti diretti, in un arco temporale di medio-lungo termine.
[15] Concetto elaborato dalla Commissione Brundtland (Conferenza di Rio su ambiente e sviluppo (1992) sulla base di due elementi fondamentali: l’ambiente quale dimensione essenziale dello sviluppo economico e la responsabilità intergenerazionale nell’uso delle risorse naturali.
[16] http://www.csr.unioncamere.it/uploaded/CSR/Linee_Guida_Ocse_ITALIANO.pdf
[17] http://www.csrwire.com/members/12044-united-nations-global-compact
[18] http://www.ilo.org/empent/Informationresources/WCMS_101253/lang--en/index.htm?ssSourceSiteId=global
[19] https://iccwbo.org/global-issues-trends/responsible-business/


Approfondimenti

Arrigo E., Responsabilità aziendale in economia di scarsità: il caso Olivetti, Symphonya- Emerging Issues in Management, n. 1, 2003

http://www.unimib.it/upload/gestioneFiles/Symphonya/lastita/f20031/arrigoita12003.pdf

Carrera L., Gli intricati percorsi della responsabilità sociale d’impresa, in “Studi di Sociologia”, n. 4, 2005

Curino L., Vacis G., Adriano Olivetti, il sogno possibile, IPOC Vimodrone 2010

Gallino L., L'impresa responsabile, Einaudi 2014

Monciardini D, Percorsi di responsabilità sociale, in “Sociologia del diritto”, n. 2, 2009

Zuccaro R., Adriano Olivetti: una lezione a quanti oggi parlano di Responsabilità sociale d’impresa solo perché di moda, Bollettino ADAPT, 4 novembre 2013

http://www.bollettinoadapt.it/old/files/document/23415zucaro_2013_38.pdf

Pantrini P., Responsabilità sociale d’impresa, tra definizioni e policy europee, Secondo welfare 2015

http://www.secondowelfare.it/privati/aziende/responsabilita-sociale-dimpresa.html

Portale della Responsabilità sociale di impresa, Sistema camerale

http://www.csr.unioncamere.it/P42A0C385S370/Che-cos-e.htm

Zamagni S., L’ancoraggio etico della responsabilità sociale d’impresa e la critica alla RSI, working paper AICCON, n. 1, 2004

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Giorgio Merlo, settembre 2017