Piano di azioni nazionale per la Salute mentale

INDICE ANALITICO GENERALE

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Sul tema si veda: Piani nazionali in essere



Accordo Stato Regioni 24 gennaio 2013

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4430&area=salute%20mentale&menu=azioni
http://www.agenas.it/images/agenas/oss/assistenza/salute%20mentale/1_Piano_di_azioni_nazionale_salute_mentale.pdf


L’Accordo stabilisce il modello di approccio che deve garantire:

  • Accessibilità, presa in carico, continuità delle cure, personalizzazione del progetto;
  • Percorsi a differente intensità assistenziale in rapporto ai bisogni di cura;
  • Servizi flessibili, orientati sui bisogni delle persone
  • Lea garantiti dalla Asl nel suo complesso e non solo dal DSM o dai servizi per i disturbi neuropsichici in infanzia e adolescenza;
  • Percorsi esigibili individualmente, anche quando inseriti in attività di gruppo o in attività comunitarie.

Per realizzare questi obiettivi si ritiene opportuno individuare alcune aree omogenee di intervento e, nel contempo, offrire indicazioni metodologiche utili a delineare una progettualità innovativa, funzionale alla tipologia dei bisogni prioritari da focalizzare. In particolare, i bisogni prioritari su cui elaborare le cure possono essere ricondotti all’area esordi (intervento precoce, all’area disturbi comuni, all’area disturbi gravi e persistenti e complessi, all’area disturbi dell’infanzia e adolescenza.

La metodologia suggerita si fonda sulla necessità di lavorare per progetti di intervento specifici e differenziati, sulla base di valutazioni dei bisogni delle persone e della implementazione di percorsi di cura che sappiano intercettare le attuali domande di salute e contribuiscano a rinnovare l’organizzazione dei servizi , le modalità di lavoro delle equipe, i programmi clinici aggiornati offerti agli utenti.

Tre i capisaldi del Piano.

A-Aree di bisogni prioritari:

- esordi-intervento precoce

- disturbi comuni, al alta incidenza e prevalenza (depressione, disturbi d’ansia)

- disturbi gravi e persistenti e complessi

- disturbi infanzia e adolescenza.

La metodologia proposta consiste in percorsi di cura/programmi innovativi che i Servizi di Salute Mentale, in particolare nei CSM e nei servizi territoriali, e i Servizi per i disturbi Neuropschici in infanzia e adolescenza si impegnino ad elaborare e a erogare sulla base della differenziazione dei bisogni e dei progetti specifici di intervento clinico proposti.

B- Altre aree di interesse

Ad integrazione del Piano si prevede l’opportunità di prevedere (con separati documenti) lo sviluppo di altre tematiche attraverso la definizione di strumenti differenziati. In particolare, i disturbi dell’umore, la prevenzione del suicidio, i disturbi della personalità ed i disturbi del comportamento alimentare, i disturbi dello spettro autistico, necessitano dell’adozione e dell’implementazione di specifiche linee guida/di indirizzo su diagnosi e percorsi di cura. Per quanto riguarda i l’importanza crescente assunta dai trattamenti psichiatrici residenziali su cui vi è una forte disomogeneità tra le diverse regioni, si rende necessaria la produzione di linee di indirizzo ad hoc.

Il Piano poi evidenzia la necessità di affrontare i problemi della salute mentale degli immigrati e si ritiene inoltre determinante sviluppare politiche formative innovative riguardanti le varie professionalità interessate.

C- Monitoraggio del Piano e valutazione dell’impatto economico

Sarà compito del Ministero della Salute e delle Regioni verificare periodicamente la realizzazione del Piano anche utilizzando sistemi informativi già esistenti.

Il Piano prevede che entro sei mesi dall’approvazione si debba implementare e sviluppare il sistema informativo per la Salute Mentale.

In ogni caso, è previsto che dall’attuazione del Piano non devono derivare maggiori oneri a carico dello Stato.




Approfondimenti:

Piano d'azione europeo per la salute mentale 2013-20

http://www.news-forumsalutementale.it/public/Piano_Azione_Europeo_SM_OMS.pdf
http://www.news-forumsalutementale.it/public/Piano_Azione_sal_ment_OMS.pdf

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Giorgio Merlo