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Merlo G., Bordone G., “Guida alla programmazione sociale. Teorie, pratiche, contesti”, Carocci faber 2025
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Gli altri hub:
PT 1 – Fondamenti e teorie → come pensiamo la realtà e il cambiamento.
PT 3 – Progettazione Operativa: framework e metodi → la Logica dell’intervento ed il Piano di lavoro
PT 4 – Valutazione, Indicatori e Esiti → misurare ciò che l’intervento produce
Come Fondamenti e teorie (Hub 1) si traducono in modelli: chi decide, come si coordina il processo, quali regole di ingaggio per Attori, Responsabilità e Negoziazione. È il livello che collega teoria e azione, definendo le condizioni entro cui si programma.
Il Governo descrive la modalità di esercizio del potere e dell’autorità, in particolare con riferimento alle funzioni pubbliche; si distingue tra:
government: governo in senso stretto, ovvero l’insieme delle istituzioni politiche che esercitano il potere formale in modo prevalentemente istituzionale, centralizzato, con una direzione del processo Top down;
governance: insieme di modalità di coordinamento di Decisioni, Responsabilità, Azioni esercitate in maniera plurale all’interno di un Sistema che include una varietà di Attori pubblici e privati impegnati nella soluzione di problemi comuni. (128).
Due approcci differenti che influenzano la Costruzione di un intervento.
Un Modello è la rappresentazione concettuale, astratta, semplificata del mondo reale, o di una sua parte (188). Nella programmazione sociale i modelli sono schemi concettuali, approcci e modalità operative per gestire la Complessità sociale, definire, comprendere, come si decide, come si programma, chi partecipa, come si coordina, se e come si negozia.
Molte sono le possibili dimensioni analitiche, gli assi lungo cui si collocano modelli diversi: approccio alla Razionalità (tra assoluta e limitata) e alla Causalità (tra lineare, deterministica e multifattoriale probabilistica), Direzione del processo (tra top down vs bottom up); livello di Formalità nella costruzione; modello di Governo, contesto operativo (Condizioni esterne) (201).
Le molteplici, diverse, combinazioni tra questi due cardini tuttavia generano ricorrenze operative riconoscibili:
modello sinottico, in cui un'unica entità, basandosi un principio di Razionalità assoluta, assume che sia possibile identificare precisi nessi di Causalità lineare tra le problematiche sociali attraverso una conoscenza completa delle tematiche e i Beneficiari sono visti come oggetti passivi degli interventi; pensato per garantire coerenza strategica e controllo è tendenzialmente Top down; (195 - 196)
modelli incrementali (se ne parla al plurale in quanto si declinano in una “famiglia” con caratteristiche operative differenti) che riconoscono i limiti della Razionalità assoluta e della conoscenza completa adottando un orientamento alla Causalità multifattoriale probabilistica; considerano la programmazione come un lavoro fatto poco alla volta attraverso continui aggiustamenti, dove l'Incertezza e il conflitto tra visioni differenti tra Attori sono variabili costanti per raggiungere il consenso sulle iniziative ed in cui Beneficiari sono visti come soggetti attivi degli interventi; tendenzialmente bottom up.(196 – 198)
Il Governo definisce il “come del potere"; i Modelli operativi sinottico e incrementali definiscono il “come della programmazione". In ogni contesto reale, Governo e Modelli si combinano generando configurazioni ibride. Tuttavia è possibile individuare:
approcci rigidi: (sinottico, top-down, government) orientati a controllo e uniformità;
approcci flessibili (incrementali, bottom-up, governance): fondati su partecipazione e adattamento alla complessità.
Schede collegate:
Dimensioni analitiche dei modelli di programmazione
Gli assi su cui si collocano i modelli. I principali modelli di razionalità applicati alla programmazione sociale (sinottico, incrementale, razionalità limitata), mostrando come ciascuno influenzi il modo di definire problemi, obiettivi e decisioni.
Modelli di funzionamento.
Mostra come il governo si distribuisce su più livelli (es. europeo, nazionale, regionale, locale) in cui competenze, responsabilità e decisioni sono distribuite e interdipendenti. Mostra come la programmazione sociale richieda coordinamento verticale e orizzontale, cooperazione tra istituzioni e allineamento tra piani diversi per garantire coerenza e integrazione delle politiche.
UE – Sistema di programmazione
Esempio concreto di governo multilivello. L’architettura multilivello della programmazione dell’Unione Europea, fondata su cicli pluriennali, regolamenti, fondi strutturali e strumenti di coordinamento tra Commissione, Stati membri e territori. Mostra come la governance europea richieda allineamento verticale, coerenza tra strategie (UE–nazionale–regionale) e un forte uso di modelli formali per obiettivi, risultati attesi e monitoraggio.
Processo decisionale che coinvolge attivamente cittadini, beneficiari e attori del territorio nella definizione di problemi, obiettivi e soluzioni, valorizzando conoscenze diffuse e punti di vista plurali. Rafforza la governance perché trasforma la programmazione in un’azione condivisa, negoziata e cooperativa, aumentando legittimità, qualità e sostenibilità degli interventi.
Processo fondato sul confronto strutturato tra istituzioni, attori sociali ed economici per costruire accordi condivisi su obiettivi, risorse e interventi. Opera tipicamente in logica di governance e si avvicina ai modelli incrementali, perché gestisce conflitti, interessi plurali e incertezza attraverso negoziazione, aggiustamenti successivi e ricerca di consenso operativo.
Modello di gestione dei beni comuni e dei servizi di interesse generale basato sulla collaborazione strutturata tra pubblica amministrazione e cittadini attivi. Realizza in forma operativa la sussidiarietà orizzontale, trasformando la governance in un processo cooperativo in cui responsabilità, decisioni e azioni vengono condivise per produrre valore pubblico.
Co‑programmazione e Co‑progettazione
Processi collaborativi in cui pubblica amministrazione e soggetti del terzo settore definiscono insieme obiettivi, attività e risorse per interventi di interesse generale. Rappresenta l’espressione più avanzata della governance cooperativa e dell’amministrazione condivisa, perché trasforma la programmazione in un lavoro congiunto basato su dialogo, corresponsabilità e costruzione condivisa del valore pubblico.
Soggetti istituzionali, sociali, economici e comunitari – che influenzano o sono influenzati da una politica o da un intervento. Nella programmazione sociale assumono un ruolo centrale perché la governance richiede il loro coinvolgimento attivo per definire problemi, obiettivi e soluzioni in modo condiviso, negoziato e sostenibile.
Insiemi di relazioni tra attori – istituzionali, organizzativi e comunitari – che cooperano per affrontare problemi complessi condividendo informazioni, risorse e responsabilità. Nella programmazione sociale costituiscono l’infrastruttura della governance, perché rendono possibile coordinamento, partecipazione e azione collettiva orientata al valore pubblico.
Giorgio Merlo maggio 2026
Come citare questa scheda: Merlo G. Percorsi tematici,. Governo e modelli. Pianificazione, programmazione sociale 2026
https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/percorsi-tematici/governo-e-modelli