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DEFINIZIONI (vedi GLOSSARIO, tra parentesi la pagina del testo Merlo G., Bordone G., 2025):
La programmazione logico formale indica un approccio metodologico rigoroso e strutturato per la costruzione e l'implementazione di interventi al fine di garantire coerenza, trasparenza, efficienza ed efficacia attraverso modelli che semplificano la realtà per renderla gestibile. (217).
Vediamone i singoli elementi.
La programmazione sociale si basa su alcuni Assunti di base: le premesse epistemologiche che guidano l’intero processo. Sono: Logica e Razionalità, Scientificità, Evidenza, Approccio sistemico, Causalità multifattoriale probabilistica, Ricorsività, Circolarità, Incrementalità. (180).
Nella programmazione logico formale gli Assunti interessati sono: Logica e Razionalità. La prima in quanto insieme di relazioni coerenti e consequenziali che strutturano un ragionamento collegando elementi diversi rendendolo comprensibile e verificabile (180); in questa accezione la programmazione sociale utilizza la logica per assicurare coerenza, trasparenza nella catena causale attesa conseguente alla Teoria del cambiamento. La seconda in quanto capacità di orientare decisioni e azioni nel miglior modo possibile rispetto a un fine, utilizzando al meglio le risorse disponibili sulla base di Evidenze. (180)
In particolare la Razionalità di una iniziativa è il ponte logico tra la visione strategica (Finalità, Obiettivo generale) e la Progettazione esecutiva (interventi concreti); chiarisce la ipotizzata catena causale per cui determinate azioni dovrebbero produrre i risultati attesi rendendo comprensibile il funzionamento ipotizzato dell'intervento; garantisce la coerenza interna connettendo rigorosamente l’analisi dei bisogni (es. Albero dei Problemi) alla definizione degli Obiettivi generali e specifici. (113 - 116); conseguentemente definisce la sequenza logica tra risorse, attività, prodotti (output) ed esiti.
Scientificità: approccio razionale, logico, rigoroso e sistematico alla conoscenza, basato su Evidenza empirica e verifica sperimentale. (183)
Project Cycle Management: disciplina che si occupa della pianificazione, organizzazione, gestione e controllo di progetti complessi, con una particolare attenzione alla gestione delle risorse, dei tempi, dei costi, della qualità, all’impiego delle risorse umane, al controllo dei rischi. (218)
Logical Framework Approach (LFA) e Quadro logico (Logframe Matrix): processo analitico per definire chiaramente gli Obiettivi, la logica dell’intervento (Teoria del cambiamento), le relazioni causa-effetto tra obiettivi, esiti e azioni. Per questo si utilizza una matrice operativa che sintetizza e collega sistematicamente obiettivi (Generali e Specifici, con indicatori SMART e di Struttura), Azioni, Esiti, fonti di verifica e Assunzioni; rende esplicita la catena causale e logica dell’iniziativa. (218-262)
Taylorismo sociale: applicazione della logica industriale di frammentazione e standardizzazione di compiti complessi. (36)
Work Breakdown Structure (WBS): strumento per la scomposizione analitica e gerarchica di un Progetto nei suoi deliverables, cioè nei risultati, prodotti concreti, verificabili e documentabili che devono essere realizzati per completarlo, a cui è possibile assegnare specifiche responsabilità, tempi, risorse e output specifici e misurabili (indicatori SMART). (108)
Il risultato di questo approccio è un quadro a forte coerenza interna, tuttavia occorre fare molta attenzione al possibile paradosso del Titanic: quando una iniziativa è pensata e realizzata perfettamente nelle sue singole parti, ma i cui esiti complessivi risultano disastrosi, spesso a causa di una debolezza nella teoria soggiacente (Teoria del cambiamento).
Quella che segue è una forma di mappa cognitiva.
Esempio:
Logica e razionalità
Razionalità dell'iniziativa (Teoria del cambiamento)
Scientificità
Logical Framework Approach (LFA)
Quadro logico
Taylorismo
Work Breakdown Structure (WBS)
Azioni, Attività
integrazione di migranti
Strutturazione di un percorso dove l'alfabetizzazione linguistica e l'orientamento legale sono propedeutici e necessari per il successivo inserimento lavorativo stabile.
L'integrazione è considerata un fattore di sviluppo (infrastruttura sociale) del territorio. Il funzionamento ipotizzato è: se riduciamo la vulnerabilità legale e linguistica, allora favoriamo l'autonomia economica e la coesione sociale.
L'intervento si basa sulla mappatura dei bisogni reali e sul monitoraggio degli esiti occupazionali certificati, distinguendo tra occupazione dovuta al progetto e dinamiche spontanee di mercato (effetto netto).
Scomposizione della Finalità di "inclusione" in Obiettivi Generali e Specifici, come "garanzia dell'iscrizione anagrafica per il 100% dei beneficiari entro un tempo definito".
Tabella di sintesi che collega gli Obiettivi specifici (es. 60% di partecipanti inseriti in formazione) alle condizioni esterne (es. quadro normativo sui permessi di soggiorno).
Il bisogno complesso del migrante viene "scomposto" in segmenti per permettere una gestione “razionale” delle diverse dimensioni di assistenza.
Ciascun segmento diventa una singola Azione (Work Package) con tempi e costi predefiniti (es. WP 1 "Accoglienza e legale"; WP 2 "Insegnamento italiano" e singole Attività (Task) concrete, (es. "Mappatura delle conoscenze pregresse"; "Ricognizione dei documenti in possesso", etc.).