Metalliferi e fluorite in Friuli V. G.

La distribuzione dei siti a livello territoriale

In fig.1 è mostrata la distribuzione territoriale, articolata a livello comunale, dei 9 siti di minerali metalliferi e fluorite [1] nella Regione Friuli Venezia Giulia.

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[1] Alle concessioni di minerali metalliferi è stata aggiunta quella di Aupa destinata alla coltivazione di fluorite per le seguenti ragioni: storicamente nell’area sono state effettuate ricerche e coltivazioni di minerali metalliferi, anche se queste non hanno mai raggiunto dimensioni significative da essere state concessionate; blenda e galena sono presenti come minerari secondari nel giacimento; il giacimento si inserisce nel contesto più ampio della provincia metallogenica triassica carnica (Frangipani, 2013)

Fig. 1 - Distribuzione territoriale a livello comunale dei siti di minerali metalliferi e fluorite in Friuli Venezia Giulia

Geologia e giacimentologia

Il Friuli Venezia Giulia fa parte del Dominio Austroalpino e Pennidico delle Alpi Centro-Orientali, dove si estende la catena paleocarnica nei cui terreni del Paleozoico antico si localizzano due orizzonti metalliferi sedimentari:

  • il primo a ferro manganesifero oolitico nel Siluriano (445÷415 Ma, Monte Cocco), in una fascia potente e in parte continua che si estende, assottigliandosi, con direzione E-O dal Monte Osternig fino ai rilievi di Volaia.

La sedimentazione è avvenuta in ambiente di bassa profondità a circolazione ristretta, in cui l’attività batteriologica ha causato la precipitazione di ferro e manganese;

  • il secondo costituente un’unità litostratigrafica più o meno continua dal Passo di Montecroce Comelico alle Caravanche, con mineralizzazioni a piombo, zinco, rame, antimonio, mercurio e nichel, con presenza di barite e fluorite, concentrate nell’intervallo tra il Devoniano medio-superiore e il Carbonifero (380÷350 Ma, Monte Avanza).

Probabilmente il controllo ambientale e stratigrafico ha influenzato una prima concentrazione di ioni metallici nei sedimenti costituenti le piattaforme carbonatiche di mare basso. Successivamente, con l’instaurarsi di fenomeni di carsismo sulle formazioni emerse si formarono cavità, fratture e solchi successivamente riempiti dai sedimenti trasgressivi del Carbonifero, in cui si concentrano elementi metallici derivanti dall’alterazione dei calcari e da soluzioni ricche in ioni metallici originate lungo le dorsali oceaniche.

I corpi minerari assumono tre tipologie prevalenti:

  • stratiformi secondo l’andamento del paleo-rilievo devonico;

  • vene e filoni, normali o fortemente inclinati rispetto alla stratificazione;

  • riempimenti di cavità carsiche.


Sopra il Carbonifero e il basamento cristallino, invece, le mineralizzazioni metallifere sono concentrate essenzialmente nell’intervallo stratigrafico che va dal Permiano al Trias medio; di grande importanza economica, in particolare, sono state le mineralizzazioni piombo-zincifere, con presenza di fluorite e barite, del Trias medio, la cui genesi è da ricondurre a fasi di emersione della serie carbonatica e al contemporaneo verificarsi di intense fenomenologie sintettoniche e carsiche (245÷225 Ma, Raibl).

L’origine dei metalli è attribuita ad attività vulcanica, che ha arricchito in ioni metallici l’acqua marina, o, più probabilmente, a liscivazione da un continente a substrato vulcanico, mentre l’apporto di zolfo per la formazione di solfuri e solfati può derivare da sostanze presenti nei depositi bacinali, ricchi di sostanze organiche, bituminose e carboniose, o da dissoluzione di formazioni ricche in solfati. A seconda delle trappole metallogeniche, i corpi mineralizzati possono esse stratiformi o discordanti, come nel giacimento di Raibl dove le trappole sono state le faglie che hanno esercitato un effetto drenante sulle acque connate, sia in fase diagenetica sia post-diagenetica, comportando la deposizione di minerali.

Evoluzione temporale dell'attività estrattiva

In fig. 2 è riportato l'istogramma del numero di concessioni attive dal 1870 al 2019, che mostra un andamento a gradini in cui il massimo (5 concessioni attive) si raggiunge nei decenni a cavallo dei due secoli (1885-1920).

Successivamente, in seguito alle unificazioni [2] il numero si riduce a 3 concessioni per esaurirsi definitivamente con la chiusura della miniera di Raibl nel 1991.

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[2] Raibl I, II e III --> Raibl (Monte Rè) nel 1924; Monte Kock I e II --> Monte Cocco nel 1944

Fig. 2 - Evoluzione temporale del numero di concessioni vigenti di minerali metalliferi e/o fluorite in Friuli Venezia Giulia