Così lo guardavo - ma senza parere
mentre mi pettinavo i capelli
e la spazzola crepitava un poco
Lui stava appoggiato col capo chino -
inquadrato nello stipite della porta
e mi parlava
Ed intanto io pensavo
- si dice del dolore che si irradi
come ci fosse un nucleo duro
un grumo da cui si dipartano
tentacoli di sofferenza
Ma a me sembra un ottundimento
un rumor bianco onnipresente
onnipotente - perfettissimo
in cui tutti quotidie siamo immersi
- affratellati eppure soli
Solo a volte - un gesto
riesce a interromperne la pena
come quando nella nebbia
s'intravede un altro - simile a noi
Sicché lasciai perdere la spazzola
e gli sguardi obliqui
e m'avvicinai con una rapida carezza
Ma non era questo il gesto né il momento
ed egli - ahime - scomparve