Madre,
Avrei bisogno ora
del tuo sorriso luminoso,
delle tue carezze
fatte di gesti non finiti,
la mano levata a mezz’aria
che si ferma ed esita.
Avrei bisogno
delle tue mute domande
(solo il sopracciglio
che si inarca)
e della forza con cui
mi trattenevi alla realtà.
Avrei bisogno
di caracollare bambina
dietro ai passi lunghi
delle tue gambe
dalle caviglie sottili.
Appesa alla tua mano,
ti guardavo dal basso
e non sapevo dirti l’amore.
a mia madre, a Cesarina (8/2/1928 – 6/5/1997)