la stanchezza è un filo teso
dalla cervìce all'alluce
mentre i passi muovono la strada, cambiano
scenari come un film
nella mia Roma desolata abbandonata
ripercorsa dalle marce di lanzichenecchi e barbari
- nuovi li chiamano, ma sono sempre gli stessi
quelli che hanno in odio la bellezza
Avvolgo lo sguardo nel riccio d'una pietra
e so che non ci saranno più altre pietre, altre vestigia
ed è strano che con tanta paura della morte
abbiamo rinunciato all'immortalità
relativa della storia. La vita
ora ha un suo convulso svolgersi
senza futuro e senza storia, nel ripetersi
coatto delle forme
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