(Mt 21, 1-9)
Dopo lo strepitoso miracolo della resurrezione di Lazzaro, Gesù, pienamente conscio dell'avvicinarsi dell'ora sua, ossia della sua Passione e morte di croce, lascia Betania, si porta a Gerusalemme è giunto a Betfage, alle vicinanze della Città Santa la quale stava per diventare la città deicida, si prepara al suo ingresso solenne in Gerusalemme.
Consideriamo brevemente i motivi di un tale trionfo ed il modo con cui si svolse.
I motivi del trionfo di Gesù
Consideriamo innanzitutto i motivi. Quel Gesù che aveva sempre fuggito l’aura popolare; quel Gesù che imponeva costantemente il silenzio intorno ai suoi miracoli: quel Gesù che si ecclissava allorchè le turbe volevano proclamarlo re; quel Gesù così alieno da qualsiasi trionfo, ora l'accetta, anzi Egli stesso lo prepara. Perchè ?... Egli lo fece per diversi e grandi motivi.
Egli lo fece, innanzitutto, per manifestarsi ufficialmente, alla sua nazione, come Messia, come Colui che era venuto nel nome del Signore, prima di andare a patire e a morire per noi.
Egli lo fece, in secondo luogo, perché si adempissero le Scritture le quali avevano predetto un simile trionfo. Aveva profetato, infatti, Zaccaria: « Dite alla figlia di Sion (ossia a Gerusalemme): ecco il tuo Re viene a te mansueto, cavalcando un'asina e un asinello puledro d'una giumenta ». Inoltre, prescriveva la legge di Mosè che cinque giorni prima della Pasqua ogni giudeo si fosse provveduto di un agnello che doveva servire per la cena pasquale. Orbene, era costume dei Giudei festeggiare l'ingresso in città di questi agnelli destinati al sacrifizio: li adornavano di fiori e di mastri e li conducevano alle loro case fra le acclamazioni della folla. In quel giorno stesso Gesù, il vero Agnello di Dio il quale andava ad immolarsi pei peccati del mondo, volle entrare trionfalmente in Gerusalemme, fra le acclamazioni delle turbe festanti.
Volle anche, in terzo luogo, entrare trionfalmente in Gerusalemme, per farci comprendere che egli con vero trasporto di gioia e di amore andava ad immolarsi per noi.
Il modo con cui si svolse il trionfo.
Il modo con cui si svolse quell'ingresso trionfale viene narrato dettagliatamente dal Vangelo di oggi.
Giunto con gli Apostoli a Betfage, sul monte degli ulivi, a circa mezz'ora da Gerusalemme, Gesù manda due discepoli a prendere l'asino dicendo: « Andate nel castello che vi sta dirimpetto, e subito troverete un'asina e con essa un puledro: scioglietela, e conducetela a me: e se qualcuno vi dirà qualche cosa, dite che il Signore ne ha bisogno: e subito ve li rimetterà... I discepoli andarono, e fecero come aveva loro comandato Gesù ». Questo fatto prova evidentemente due cose, vale a dire, che Gesù sa tutto, e che a Gesù tutto è possibile. Egli si diporta da padrone degli uomini e delle cose.
Ritornati i due discepoli con l'asina ed il puledro, misero sopra di essi i loro vestiti e vi fecero salire Gesù. E moltissimi delle turbe distesero le loro vesti per la strada; altri poi tagliavano rami dagli alberi e li gettavano per via; e le turbe che precedevano e quelle che seguivano gridavano: « Osanna al figlio di David! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell'alto dei cieli! ».
Gesù entrava in Gerusalemme come un re entra nella sua capitale. La cavalcatura che Egli usava era quella usata dai re d'Israele.
In mezzo a tanto entusiasmo popolare, non mancò la nota stonata: quella degli scribi e dei principi del popolo.
Nessuna meraviglia: la lode del giusto è sempre un supplizio per l'empio, specialmente per l'invidioso. Tali erano gli scribi e i principi del popolo. Divorati dall'invidia, arsero di sdegno, e insolentemente gli dissero: « Non senti tu quel che dicono costoro? ». Ma Gesù rispose : « Si, certamente. Non avete mai letto. Dalla bocca dei fanciulli e dei bimbi di latte hai tratta perfetta laude?…Vi dico che se questi taceranno, grideranno le pietre! ».
O misteriosa instabilità del cuore umano! Passeranno appena quattro giorni e tutto quell'entusiasmo popolare si muterà in odio atroce. Quei gridi festosi si cambieranno in urli feroci. Quell'Osanna si muterà in Crucifige!...
Tale è la mutabilità dell'opinione pubblica: oggi ti esalta fino alle stelle e domani ti sprofonda fino all'inferno. Guai a colui che la segue, che si fida di lei e vi attacca il suo cuore... Cantava sapientemente divino Poeta: « Non è il mondan rumor altro che un fiato- di vento che or vien quinci ed or vien quindi - e muta nome perchè muta lato »
(Purg., 11, 100-2).
La Chiesa nella sua liturgia echeggia quest'oggi l'osanna trionfali del solenne ingresso di Cristo in Gerusalemme. Uniamoci anche noi alle turbe festanti, gridando con tutto l'entusiasmo del cuore: « Osanna al Figliuolo di Davidi Benedetto colui che viene nel nome del Signore! ». Ma badiamo bene che il nostro festoso Osanna non si tramuti mai come quello degli Ebrei in un sacrilego Crucifige!…
(P. Gabriele M. Roschini, Predicate il Vangelo, LICE Torino, 1943, pp. 63 -65)
Commento al Vangelo Mc 11,1-10
Film sull'ingresso di Gesù a Gerusalemme, la Passione e Risurrezione.
Domenica delle Palme - Ingresso di Gesù a Gerusalemme