(Lc 2, 34-40)
II Vangelo di questa domenica che sussegue immediatamente al S. Natale, ci presenta due testimonianze straordinarie rese a Gesu' Bambino da due santi vecchi, Simeone ed Anna, in occasione della presentazione di Gesù al Tempio e della purificazione di Maria.
La testimonianza di Simeone.
In omaggio alla legge ebraica, la Vergine SS., 40 giorni dopo la nascita di Gesù, si portò al Tempio di Gerusalemme per il rito della purificazione legale e per l'offerta del primogenito a Dio. Orbene. proprio in quel giorno c'era la, nell'atrio del Tempio, un certo Simeone, « uomo giusto e timorato (il quale) aspettava la consolazione di Israele (ossia il Messia) e lo Spirito Santo era su di lui; e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima che avesse visto il Cristo del Signore » (Lc 11, 25-26). Costui posa lo sguardo su quel gruppetto di tre persone, all'apparenza simili a tutte le altre, e, illuminato dallo Spirito Santo, riconosce in quel Bambino il Messia, e in Maria la Madre di Lui. Lo prende tra le sue braccia e scioglie un inno di ringraziamento a Dio, chiedendogli di fargli ormai chiudere gli occhi in pace, poichè essi avevano potuto contemplare Colui che avrebbe operato la salvezza di tutte le genti, e avrebbe dissipato le tenebre dell'ignoranza.
Dinanzi a questa testimonianza, o meglio, nel constatare come Simeone avesse perfettamente conosciute la natura e la missione di Cristo, il padre suo putativo, S. Giuseppe, e la sua SS. Madre - come dice il Vangelo - restarono meravigliati. E Simeone li benedisse, cioè, si congratulò con loro chiamandoli beati. Rivolto poi a Maria soggiunse:« Ecco, costui è posto a caduta e resurrezione di molti in Israele e a bersaglio di contraddizione, e a te stessa trapasserà l'anima una spada, affinché siano rivelati i pensieri di molti cuori » (Lc.11, 34-35).
Che tremendo colpo di spada non furono per Maria quelle parole! Non senza ragione questo episodio costituisce il primo fra i sette classici dolori di Maria.
Simeone è il modello perfetto dell'uomo cattolico.
Ogni uomo cattolico infatti, come Simeone, deve essere giusto, timorato di Dio; e tutta la vita dev'essere un 'aspettazione continua di Cristo, uno slancio continuo verso di Lui. Ogni uomo cattolico, come Simeone, deve rendere testimonianza a Cristo con le parole e con le opere.
La testimonianza di Anna.
« Amante di quadretti abbinati, Luca soggiunge immediatamente all'episodio di Simeone quello di Anna ».
Era questa una vera donna di Dio, una profetessa la quale, rimasta vedova dopo soli sette anni di matrimonio, aveva raggiunto la bella età di 84 anni, trascorrendo quasi di continuo la sua vita negli atri del Tempio fra preghiere e digiuni. Sopraggiunta anch'essa (per impulso dello Spirito Santo) in quella stessa ora, rendeva a sua volta lode a Dio con Simeone. Finita poi la cerimonia, quella santa donna amava parlare di Gesù a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Israele, ossia il Messia: « loquebatur de illo omnibus » (Lc.11,38).
Anna è il modello perfetto della donna cattolica, in tutte le età della vita, come Simeone è il modello perfetto dell'uomo cattolico. Ogni donna cattolica infatti, come Anna, dovrebbe essere tutta intenta a servire il Signore, di giorno e di notte, con orazioni e mortificazioni. Ogni donna cattolica, come Anna, dovrebbe amare di parlare di Gesù a tutti, cogliendo tutte le occasioni per farlo conoscere ed amare, per condurre le anime del proprio padre, del proprio fratello, del proprio sposo, del proprio fidanzato a Gesù, al consolatore di tutti. Irradiare dovunque Gesù, con la parola e con l'esempio: ecco il compito sublime di una donna cristiana.
Il Bambino cresceva.
Il Vangelo termina dicendo che Maria e Giuseppe, soddisfatto che ebbero a tutto quello che ordinava la legge del Signore, se ne tornarono a Nazaret.
E il Bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza: e la grazia di Dio era in Lui.
Le parole: cresceva e fortificava, si riferiscono - secondo i migliori interpreti - allo sviluppo fisico del corpo di Cristo. Riguardo poi all'anima di Cristo, essa, fin dal principio, era piena di sapienza e di grazia. Era piena di sapienza, « poichè possedeva in grado conveniente alla sua dignità e quindi in modo più perfetto degli angeli e dei santi. la scienza beata e la scienza infusa, e possedeva inoltre una scienza esperimentale o acquisita proporzionata alla sua età ed all'acutezza delle sue facoltà naturali »
Era piena di grazia santificante: « la grazia di Dio era con Lui »: conseguentemente possedeva tutte le virtù infuse ed acquisite, tutti doni dello Spirito Santo, tutte le grazie gratuite o gratis date.
Che modello stupendo per i bambini, ed anche... per i non più bambini!
Non basta crescere ed irrobustirsi nel corpo. E' necessario crescere anche nell'anima, crescere continuamente in sapienza ed in grazia, onde piacere sempre più a Dio ed essere di esempio agli uomini.
(P. Gabriele M. Roschini, Predicate il Vangelo, LICE Torino, 1943, pp. 16-18)
Presentazione di Gesù al Tempio