La fine del mondo: aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà
(Mc 13,24-32)
L'Anno liturgico volge ormai al termine e le letture della Messa ci portano a riflettere sulle ultime realtà della vita, su quello che ci aspetta al termine della nostra esistenza e alla fine dei tempi. Infatti, tutti ci domandiamo: che cosa sarà del mondo? Che cosa sarà dell’umanità?
Il Signore risponde che “il cielo e la terra passeranno” e con essi la storia umana. Lo professiamo anche nel Credo: “Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”. Se verrà un altro mondo, vuol dire che quello attuale scomparirà.
Della fine del mondo l’afferma oggi anche la scienza: la vita sulla terra è legata al Sole, e il Sole, come ogni stella, è destinato ad esaurire la sua immensa riserva di energia e, secondo molti scienziati, ne avrebbe consumato circa la metà. Sappiamo, poi, che la vita sulla terra potrebbe cessare anche per altre cause naturali, ad es. la terra potrebbe essere colpita da qualche meteorita, o da cause dipendenti dall’uomo, ad esempio i micidiali mezzi a sua disposizione, potrebbe in breve tempo distruggere ogni forma di vita sulla terra.
Le letture bibliche di oggi
Della fine del mondo, abbiamo sentito il profeta Daniele, vissuto molti secoli prima di Cristo, che afferma “Sarà un tempo di angoscia, come non c'era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo” (Dn 12,1-2) e Gesù stesso, nel Vangelo: “In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte” (Mc 13,24).
Quindi il mondo avrà fine. Il sole e la luna perderanno il loro splendore, gli astri del cielo cadranno, le leggi della loro rotazione e gravitazione saranno sconvolte. Sarà la fine di questo universo materiale, che non finirà però nel nulla, ma sarà rinnovato. La parola di Dio ci parla di cieli nuovi e di terra nuova che usciranno dalla potenza creatrice di Dio.
Circa la data della fine mondo Gesù non la rivela, è nella mente del Padre. Attenzione quindi ai falsi profeti (ad esempio i Testimoni di Geova) che vengono per terrorizzare la gente annunciando prossima e con data precisa la venuta del mondo. E' certa la sua venuta; è incerta l'ora. La venuta del Signore questa avrà il carattere dell'imprevidibilità, come per la morte. Quello che sappiamo con certezza è che un giorno moriremo, e quella sarà la nostra fine. Gesù vuole ammonirci perché quello che conta di più non è il giorno e l'ora, ma il modo con cui giungeremo all'incontro con Dio mentre il denaro, il potere, il possesso dei vari beni si lasceranno al termine della vita e non possono garantire alcuna stabilità: questa convinzione ci deve portarci a non attaccarci ai beni terreni e orientare tutta la vostra vita verso l’alto, verso il Signore, a vivere santamente per andare incontro al Signore senza timore, per essere pronti al suo giudizio, «vegliate e pregate».
Il giudizio e la resurrezione finale
Con la fine del mondo ci sarà la seconda venuta di Cristo come Giudice e il GIUDIZIO E LA RISURREZIONE UNIVERSALE.
Infatti tutti noi avremo da Gesù due Giudizi: il Giudizio particolare, al quale saremo sottoposti con l’anima subito dopo la nostra morte, e il Giudizio universale che vi sarà alla fine dei tempi. Dopo il Giudizio particolare, l'anima riceverà subito la giusta retribuzione: o il Paradiso, molto spesso preceduto dalle sofferenze purificatrici del Purgatorio; oppure l'inferno, se al momento della morte l'anima si trova in peccato mortale.
Alla fine dei tempi anche il corpo avrà la sua ricompensa, con la risurrezione per la vita eterna (in Paradiso) o per l'infamia eterna (all'Inferno).
Abbiamo sentito il profeta Daniele annunziare: “In quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro. Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno», «i saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento, coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre” (Dan 12,1-3).
E Gesù nel Vangelo afferma: «Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria» (Mc 13,26) e in un altro passo, afferma che in quel giorno separerà i buoni dai cattivi.
Con questo Giudizio avremo la definitiva vittoria del bene sul male. Il male non potrà mai avere il definitivo sopravvento sul bene e solo Dio avrà il suo pieno trionfo. In ogni epoca sono sorti errori di ogni genere, eppure anche i più potenti nemici di Dio sono tramontati. Nulla rimane in eterno su questa terra e tutti dovranno rendere conto a Dio.
Il pensiero del GIUDIZIO e della RESURREZIONE FINALE deve spronarci a usare saggiamente dei beni di questo mondo per fare il bene e non per alimentare il nostro egoismo, a vivere secondo Dio, ad osservare i Comandamenti, a non peccare (un solo peccato mortale ci fa cadere all’inferno, es. una bestemmia, non andare alla S. Messa Domenicale, un atto impuro, l’adulterio) e a purificare le nostre anime nel sangue di Gesù.
Nella seconda lettura ci viene presentato Gesù sacerdote che ha offerto una sola volta se stesso, il suo sangue sull'altare della Croce, sul Calvario. Col suo sacrificio egli espia i nostri peccati: sta a noi accogliere la grazia del Sacrificio Redentivo con fede e amore, col ricevere i sacramenti, specialmente la confessione e comunione.
Affidiamoci alla Madonna e chiediamole la grazia di "di mostrarci dopo questa vita terrena d'esilio Gesù, il Frutto benedetto del suo grembo!"
Il Giudizio Universale (Michelangelo - Cappella Sistina)