Uno dei santuari più belli e più famosi dedicato alla Regina degli Angeli è quello di Santa Maria degli Angeli, in Assisi, chiamato «Porziuncola». La storia di questo Santuario risale al 352, quando quattro eremiti provenienti dalla Palestina vennero in Italia e chiesero al papa Liborio il permesso di stabilirsi presso Assisi, dove costruirono una chiesetta che dedicarono a Maria Santissima. Nel VI secolo questa chiesa fu affidata ai Padri Benedettini, i quali vicino ad essa costruirono un monastero. Fu san Benedetto stesso ad aggiungere un'altra porzione di terreno al terreno già esistente (da qui il nome di «Porziuncola», piccola parte). Poiché in tale chiesa ci furono molte apparizioni di Angeli, essa fu chiamata «Santa Maria degli Angeli» e, anche quando nell'XI secolo fu soppresso il monastero benedettino, continuò ad essere venerata e visitata.
Una pia tradizione vuole che la madre di san Francesco si recasse spesso presso la Porziuncola per pregare la Madonna di ottenerle la grazia di un figlio. Dopo molti anni di matrimonio infecondo, infatti, Monna Pica partorì colui che avrebbe fatto giungere il profumo della sua santità in tutto il mondo. E proprio in questa umile chiesetta che il 24 febbraio 1209 san Francesco decise di rinunciare ad ogni cosa per donarsi completamente al Signore, abbandonando il mondo e dandosi ad una vita di preghiera e di penitenza. Nel grembo della Regina degli Angeli nacque l'Ordine Francescano (anche le Clarisse e il Terz’Ordine) che avrebbe abbracciato con i suoi rami tutti i confini della terra.
È noto il privilegio che il Signore stesso concesse al Poverello di Assisi per questo santuario mariano: il cosiddetto Perdono d'Assisi. Nella Porziuncola san Francesco ebbe varie apparizioni. In una di esse il Santo chiese a Gesù la grazia dell'Indulgenza Plenaria per tutti coloro che, pentiti dei loro peccati, avrebbero visitato quella chiesa. La Madonna intercedette presso Nostro Signore, il quale concesse al suo serafico servitore la grande grazia, a patto che il Santo Padre avesse approvato ufficialmente tale privilegio. San Francesco si recò da papa Onorio III, gli raccontò la visione avuta ed egli confermò quel che il Signore aveva concesso tanto benevolmente. Ancora Gesù stesso e la Vergine Santa comunicarono al Santo quale giorno fissare per il grande perdono: il 2 agosto. Il papa Sisto IV, nel 1480, estese l'Indulgenza a tutte le chiese francescane, e san Pio X concesse questa Indulgenza a tutte le parrocchie e a tutte le chiese dei religiosi che ne avessero fatta richiesta alla Santa Sede.
Il significato di questa festa ci mostra le relazioni che passano tra la Vergine Maria e gli Angeli.
Maria è Regina degli Angeli per quattro ragioni:
1. Perché li supera in dignità.
Quantunque Maria abbia una natura inferiore a quella degli Angeli, tuttavia è incomparabilmente superiore a loro in dignità. Infatti nessun Angelo può vantare l'altissimo onore: di essere la Madre di Dio; di sedere alla destra della seconda persona della SS. Trinità; di essere incoronato Regina dell'universo. Tutti codesti onori e dignità Maria li possiede.
2. Perché li sorpassa in grazia.
La grazia è proporzionata alla dignità e alla missione alla quale uno è destinato da Dio.
Ora la dignità e la Missione di Maria sono incomparabilmente superiori a quelle degli Angeli. Dunque Maria li supera in grazia.
3. Perché li supera nella gloria.
La gloria è proporzionata ai meriti, i meriti alla grazia, la grazia alla dignità. Maria, superando tutti gli eletti del cielo in grazia, in meriti e in dignità, li supera anche nella gloria. Maria, come Madre di Dio, appartiene all'Ordine dell'Unione Ipostatica. Quest'Ordine è superiore all'Ordine della natura, della grazia e della gloria. Perciò giustamente la Chiesa canta nell'Ufficio dell'Assunta: "La Santa Madre di Dio è stata esaltata sopra i cori degli Angeli nel regno dei cieli"
4. Perché è la causa meritoria della loro grazia.
Maria, assieme a Gesù, ha meritato tutta la loro grazia e la loro gloria.
Perciò Ella è la loro « Creditrice » ed essi i suoi « Debitori » .
Perciò tutte le creature angeliche e umane, del cielo e della terra, devono servire Maria quale loro Madre, Mediatrice, Regina.
E' opinione probabile che la prova, alla quale furono sottoposti da Dio gli Angeli - prima di essere ammessi alla visione beatifica - sia stata quella di adorare il Verbo, che si sarebbe incarnato in Maria, e di riconoscere la superiorità, la regalità di Cristo e di Maria sopra di loro.
Dinanzi a questa prova: molti angeli accettarono, sottomettendosi all'ordinazione divina; molti altri si ribellarono, rifiutando quanto Dio, aveva disposto. I primi furono ammessi alla visione beatifica, e costituiscono il coro degli angeli del cielo; i secondi furono gettati nell'inferno, e costituiscono la schiera dei demoni.
Che cosa ci insegna le festa di S. M. d. Angeli?
Ci insegna quattro cose.
1) Guardarci dall'invidia.
2) Glorificare Maria, come gli angeli (pregarla, lodarla, amarla e servirla)
3) Guardare il Cielo, dopo la prova il Paradiso
4) Come S. Francesco amare le anime per la salvezza di tutti.
Affidiamoci alla Madonna, Regina degli Angeli, che continua ancor oggi a svolgere la sua materna missione di Mediatrice presso Dio: Ella invia i suoi messaggeri celesti, che circondano il suo trono e cantano incessantemente le sue lodi, a soccorrere, consolare, assistere le anime dei suoi figli bisognosi. Gli Angeli contemplano sempre il volto di Dio, infiammati d'amore per la loro Regina, che è tutta risplendente del divino Sole, Gesù. Dove è presente Lei, non può mancare la sua milizia celeste, composta di migliaia e migliaia di Angeli e dove sono gli Angeli non può non essere presente la loro Regina amatissima.
In questi nostri difficili tempi, in cui gli angeli ribelli non fanno altro che immergere nelle tenebre più fitte l'umanità, abbiamo bisogno della Regina, che sola può schiacciare la testa al serpente infernale e guidare gli eserciti angelici alla vittoria sicura.
S. Maria degli Angeli - Assisi