(Nm 6,25)
Iniziare il nuovo anno con santi propositi e la benedizione di Dio
Con il primo giorno dell’Anno Nuovo il nostro cuore è spontaneamente colmo di speranza. Ci scambiamo auguri di pace, di gioia, di salute, dicendo: Buon Anno. Ma qual è, in senso assoluto, l’augurio più grande che possiamo fare a noi stessi e agli altri?
Senza dubbio questo: essere buoni e santi cristiani.
È l’augurio più bello perché riguarda il bene più grande dell’uomo: una vita vissuta secondo Dio. Non basta augurarsi molti anni di vita o beni terreni, perché il vero bene non consiste nel vivere a lungo, ma nel vivere bene il tempo che il Signore ci dona, santamente. Anche una vita breve può essere ricchissima di grazia e di santità: basti pensare ai Santi Francesco e Giacinta di Fatima, morti a nove e sette anni, o a santa Teresa di Gesù Bambino, che visse solo ventiquattro anni. Al contrario, una vita lunga ma vuota, segnata dalla superficialità o dal peccato, è una vita sprecata.
All’inizio dell’anno, inoltre, non basta guardare il calendario nuovo: occorre decidere come vivere il tempo. Non serve interrogare l’oroscopo o affidarsi alla superstizione – che è perdita di tempo e offesa a Dio – perché molto di ciò che accadrà dipende dalle nostre scelte. Possiamo già oggi orientare il nuovo anno: decidere di pregare di più, di recitare ogni giorno il Rosario, di non mancare mai alla Messa domenicale, di confessarci con regolarità, di lottare contro le nostre passioni, di riconciliarci con chi abbiamo nel cuore, di osservare i comandamenti, di vivere con più fede, umiltà e carità.
Se facciamo questo, è certo che il bene prodotto non sarà solo per la nostra anima, ma per le nostre famiglie e per l’umanità intera. A Fatima la Madonna disse che guerre e disastri potevano essere evitati se gli uomini avessero pregato. Il futuro del mondo dipende anche dal bene che ciascuno di noi decide di fare. Facciamo quindi santi propositi.
Per questo è fondamentale iniziare l’anno sotto la benedizione di Dio, come ci ricorda la prima lettura con l’antica formula:
«Ti benedica il Signore e ti custodisca… Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» (Nm 6,24-26).
La pace per mezzo di Maria, Madre di Dio, che ci dona Gesù il Principe della Pace
Oggi celebriamo anche la Giornata Mondiale della Pace: la pace, dono tanto invocato quanto fragile, nasce prima di tutto dalla preghiera e dalla conversione del cuore.
Questa benedizione ci viene donata per mezzo di Gesù Cristo, e ci raggiunge attraverso Maria, la benedetta fra tutte le donne. Non è casuale che l’ottava del Natale coincida con la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. La salvezza è entrata nella storia attraverso di Lei. Con il suo sì, Maria ha accolto il Verbo eterno nel suo grembo e lo ha donato al mondo. In Lei, Madre della Vita, incontriamo la sorgente stessa della vita.
Il Figlio di Dio, rimanendo vero Dio, si è fatto vero uomo: «nato da donna», come dice san Paolo. L’Eterno è entrato nel tempo.
La Chiesa, in Oriente e in Occidente, professa da sempre questa verità, solennemente definita nel Concilio di Efeso (431): Maria è veramente Madre di Dio, perché ha generato Gesù Cristo, unica Persona divina del Verbo incarnato. San Giovanni Damasceno lo afferma con chiarezza: Maria non ha generato un semplice uomo, ma il vero Dio fatto carne. E san Gregorio di Nazianzo giunge a dire: «Se uno non riconosce Maria come Madre di Dio, è fuori della fede». Negare la maternità divina di Maria significa infatti intaccare la verità della divinità di Cristo.
Figli adottivi di Dio e figli di Maria
San Paolo ci ricorda anche il fine dell’Incarnazione: il Figlio è nato da donna «per riscattare coloro che erano sotto la legge e renderci figli adottivi» (Gal 4,5). Il Figlio di Dio è disceso dal cielo perché l’uomo potesse salire al cielo. Come insegna sant’Atanasio: «Il Figlio di Dio si è fatto figlio dell’uomo perché i figli degli uomini diventassero figli di Dio».
Accogliendo nel suo seno verginale il Figlio eterno, Maria è diventata Madre di Dio e Madre nostra. Generando Cristo, ha generato anche noi, che siamo membra del suo Corpo. Per questo la maternità di Maria si estende a ciascuno di noi e suscita nei santi sentimenti di autentica tenerezza filiale. San Pio da Pietrelcina diceva semplicemente: «La Madonna è la nostra Mamma», e non riusciva a trattenere le lacrime.
Auspici per il nuovo Anno
Nel segno di questa grande solennità iniziamo il nuovo anno. Non poteva esserci modo migliore. Lo sguardo materno di Maria ci accompagni e ci renda fiduciosi: Ella ci sarà accanto, passo dopo passo.
A Lei consacriamo questo anno; a Lei ci affidiamo con cuore filiale, perché ci aiuti a vivere santamente ogni giorno. Impegniamoci a camminare con Lei: nella preghiera quotidiana, nella fedeltà alla Messa domenicale, nella frequenza ai sacramenti, nelle opere di carità.
Così il nuovo anno sarà davvero benedetto, e il Signore ci concederà la pace!
(Vers. 2025)
Audio Omelia
Maria SS. Madre di Dio