ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA AL CIELO
“Maria è assunta in cielo: gioiscono le schiere degli Angeli! Esulta la Chiesa!”. Così canta la Liturgia della Messa odierna. In questa solenne celebrazione, in cui ricordiamo la gloriosa Assunzione al cielo in anima e corpo della Vergine Maria, Padre Pio da Pietrelcina c’esorta a unire anche la nostra lode e la nostra gioia al coro degli Angeli e della Chiesa: “Non possiamo fare a meno – scrive il Santo - di esultare di gioia in questo giorno sacro alla memoria del suo maggior trionfo, voglio dire la sua assunzione al cielo” (Epistolario IV, p. 1123).
L’Assunzione in corpo e anima al cielo è un privilegio che Dio ha concesso alla Vergine Maria a coronamento di tutte altre le meraviglie compiute in Lei. La Madonna aveva avuto un corpo verginale e immacolato che non aveva conosciuto peccato. Da quel corpo verginale, il Verbo di Dio aveva assunto il suo Corpo divino per venire in mezzo a noi. “Era ben giusto e doveroso - scrive padre Pio in un breve ma interessante discorso sull’Assunzione - che pure la madre sua non solo con l’anima, ma anche con il corpo, si riuniva a lui e dividesse appieno la sua gloria. Quel corpo che neppure un istante era stato schiavo del demonio e del peccato, non lo doveva essere nemmeno nella corruzione” (ivi). Era un debito d'amore che Gesù aveva con sua Madre.
L’insigne privilegio concesso alla Vergine Santa trova pure un’altra motivazione nel vincolo indissolubile con cui Maria fu unita a Gesù suo Figlio, non solo alla sua nascita umana e terrena, ma, come Corredentrice, anche a tutta l’opera della Redenzione. Era conveniente, perciò, che la piena condivisione della Madre celeste ai misteri della vita terrena del Figlio culminasse con la glorificazione del suo corpo immacolato in cielo, senza dover conoscere, a somiglianza di Gesù, la decomposizione del sepolcro.
Nel mistero dell’Assunzione di Maria Vergine al cielo, possiamo con gioia contemplare, in anticipo, il mistero della risurrezione del nostro corpo, che avverrà alla fine dei tempi. Con un prodigio singolare Dio ha permesso al corpo glorioso di Maria di precederci nella Patria beata, perché risplendesse, dinanzi a nostri occhi, come modello della gloria futura che ci attende. Per questo la festa dell’Assunzione è un segno di speranza per tutti noi; è il segno grandioso di cui ci parla la seconda lettura della Messa: “Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1). La Santa Vergine Maria, seguendo l’itinerario del Figlio, c'indica, allo stesso tempo, il cammino e la meta finale, dove tutti siamo diretti: il santo Paradiso.
L’Assunzione della Vergine al cielo ci ricorda, in particolare, il rispetto che è dovuto al corpo. Leggiamo in S. Paolo queste espressive parole: “Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? … Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1Cor 6,19). Come è stato glorificato il Corpo verginale di Maria, così avverrà anche per il nostro: esso parteciperà alla gloria di tutto il nostro essere. Il corpo, però, già sulla terra, ha la sua nobile, funzione: essere tempio, abitazione abituale di Dio. Oggi, purtroppo, è diventato uno strumento di satana. Quanti peccati si commettono con il corpo! Esso è disonorato e profanato in tutti i modi, soprattutto con i peccati impuri. Le mode indecenti, la prostituzione, l’omosessualità, le violenze sessuali nelle forme più innominabili e aberranti non fanno altro che offendere, degradare e abbrutire la dimora di Dio nell’uomo.
La festa dell’Assunta, collocata nel mezzo delle vacanze estive, costituisce un invito a levare il nostro sguardo verso la Vergine Maria, modello insuperabile di vita cristiana. Guardando a Lei, ci sentiamo spinti ad esaminare la nostra condotta di vita. Maria, nostra Madre, anche se già risiede in cielo, tuttavia non si dimentica di noi. Lei sa di che cosa abbiamo bisogno. Invochiamola e mettiamoci in ascolto. Lei parlerà al nostro cuore e ci suggerirà le cose che ci mancano per essere buoni cristiani. Forse ci dirà di dare alla nostra vita un orientamento più spirituale, di dare più spazio alla preghiera, d'essere più raccolti e contemplativi nel nostro mondo interiore, di trovare sempre il tempo per la Messa festiva e per la confessione settimanale, soprattutto di astenerci da certi peccati che offendono il Signore.
Accogliamo senza esitazioni le buone e sante ispirazioni della nostra Madre celeste. Ella ci ripete con sollecitudine materna che è possibile raggiungere la Patria beata e che, se saremo fedeli, vi arriveremo. Terminiamo queste riflessioni con una frase d'augurio di San Pio da Pietrelcina: “Maria sia la stella, che vi rischiari il sentiero, vi mostri la via sicura per andare al celeste Padre; essa ne sia quale ancora, a cui voi dovete sempre più strettamente unirvi nel tempo della prova” (Epistolario II, p. 373).
Omelia di P. Gabriele M. Pellettieri tratto dal Settimanale di P. Pio
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(II Omelia)
Nella vita di san Bernardino Realino si narra di un'esperienza mistica molto bella. In un momento molto difficile della sua vita, quando tutto sembrava irrimediabilmente perduto, ed egli era immerso in una sofferenza desolante, all'improvviso gli apparve la Vergine Santissima. Ella gli sorrideva e tendeva verso di lui le mani come per accoglierlo, poi lo sollevò dalla sedia dove egli si trovava preso dai suoi tristi pensieri, e gli indicò il Cielo, dicendogli: «Ecco la tua patria!». La visione poi scomparve. La Vergine Maria era sparita al suo sguardo, ma nel cuore gli era rimasto un grande desiderio di consacrarsi a Dio e di compiere opere sante.
In questo piccolo episodio troviamo racchiuso il senso di questa odierna festività: contemplando la Vergine Immacolata assunta alla gloria del Cielo in anima e corpo noi veniamo sollevati dalla meschinità dei nostri pensieri, dalla tristezza delle nostre miserie, per guardare a quella che sarà la nostra sorte futura. Se anche noi incontreremo il sorriso di Maria e ci lasceremo da Lei sollevare, troveremo la forza per andare avanti generosamente nel nostro cammino, e per fare grandi cose per la gloria di Dio.
L'odierna festività ci insegna che la vita diventa molto bella, pur tra le sofferenze di ogni giorno, se terremo i nostri cuori costantemente rivolti al Cielo, dove è la nostra patria. Da un antico autore, la Vergine Santissima è stata definita come la potente calamita dei cuori. Dio si serve proprio di Lei per attirare a sé il cuore dei suoi figli. Egli, il Creatore del cielo e della terra, ha voluto rendere Maria incomparabilmente bella e buona, affinché i nostri occhi e i nostri cuori non possano mai staccarsi da Lei. Quando la preghiamo con fede e con amore, noi la contempliamo con gli occhi del nostro spirito e veniamo sollevati potentemente verso il Signore.
Quando si sale una montagna, sotto di noi tutto diventa più piccolo. Allo stesso modo, quando noi ci innalziamo con la preghiera, i problemi della nostra vita, che prima ci sembravano insormontabili, li vedremo più semplici di quanto sembrava, e ci sentiremo allora animati da una grande fiducia.
Ecco il primo messaggio che possiamo trarre da questa bella solennità dell'Assunzione: pregare sempre il Santo Rosario, con fiducia e amore. Così riusciremo a risolvere i più grandi problemi della nostra vita e, soprattutto, riusciremo ad eliminare il più grande intralcio che paralizza le nostre anime: il peccato.
Vi è un altro messaggio che dobbiamo cogliere quest'oggi. La Madonna è stata Assunta in Cielo in anima e corpo perché Ella è l'Immacolata, la Madre di Dio e la Sempre Vergine. Per essere piena e profonda, la Verginità della "Tutta Santa" non doveva conoscere il disfacimento del sepolcro. Il giglio candidissimo della purezza di Maria non ha mai cessato di esalare il suo profumo ed anche ora, in Paradiso, è la gioia degl'Angeli e dei Santi.
Ecco allora che l'Assunzione di Maria al Cielo ci insegna l'altissima dignità che ha il nostro corpo: anch'esso è chiamato alla gloria del Paradiso. Il nostro corpo risorgerà solamente alla fine dei tempi, quando ci sarà il Giudizio universale, e si unirà all'anima per condividerne la sorte eterna: se l'anima è dannata, il corpo seguirà quella condanna; se l'anima è beata, esso risorgerà glorioso.
Impariamo fin da adesso a rispettare il nostro corpo e a non degradarlo con il peccato. L'uomo d'oggi esalta il corpo e i piaceri della carne. In realtà egli rende il proprio corpo schiavo delle passioni che lo abbruttiscono sempre di più. Contemplando l'Immacolata Assunta in Cielo, noi possiamo vedere la grande dignità dell'uomo e della donna. Se vogliamo raggiungere la gloria che già da ora risplende in Maria, dobbiamo amare e praticare la bella virtù della purezza.
Questa virtù forse è "fuori moda" ma rimane l'unica via per giungere alla comunione eterna con Dio. Quando a san Domenico Savio, giovane discepolo di Don Bosco, dicevano che non occorreva essere così mortificati negli occhi e che poteva anche vedere i divertimenti delle giostre, egli rispondeva che voleva mantenere puri gli occhi per poter vedere Gesù e Maria in Paradiso.
Un tempo si arrossiva anche per la più piccola immodestia, ora l'indecenza imperversa e a molti sembra quasi una cosa normalissima. Si è perso il senso del pudore e i mezzi di comunicazione (televisione, stampa, internet) propongono molto spesso "immondizia a basso costo". Per recuperare il senso cristiano della vita, guardiamo con gli occhi del cuore la gloria della "Tutta Santa" Assunta in cielo. Chiediamo a Lei un grande amore alla virtù della purezza e la grazia di rimanere fedeli in mezzo alle tante insidie dell'odierna società.
Fonte: Il settimanale di Padre Pio