Il Cuore Immacolato di Maria: la via che ci conduce a Dio.
Dopo aver festeggiato il S. Cuore di Gesù, festeggiamo oggi il Cuore Immacolato di Maria. Nel calendario liturgico, infatti, questa festa è stata accostata a quella del Divin Figlio, perché Gesù e Maria sono indissolubili, formano una cosa sola, in vita e per l’eternità. Ed è bello oggi ricordare questa particolare unione, in riferimento all’organo più importante della creatura umana!
E’ dal Cuore Immacolato di Maria, mediante l’azione dello Spirito Santo, che è stato formato, nella carne, il Cuore divino di Gesù…due Cuori sempre uniti, soprattutto nei momenti dolorosi, specialmente sul Calvario dove la Madre e il Figlio offrivano a Dio lo stesso sacrificio, Lei col sangue del suo cuore, Lui col sangue del suo corpo.
Gesù disse una volta S. Brigida: “Il cuore di mia Madre era come il mio cuore; posso dire che mia Madre ed Io, con un sol cuore, abbiamo operato la Redenzione del genere umano”.
Ora in Cielo questi due cuori sono ancora più indissolubilmente uniti, e sono oggetto del nostro amore e della nostra devozione.
Origini della festa
La festa liturgica del Cuore Immacolato di Maria fu istituita nel 1944, a perenne ricordo della Consacrazione della Chiesa e del genere umano al Cuore Immacolato di Maria fatta da Pio XII nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui l'umanità ha sperimentato barbarie mai viste prima e dove la Chiesa, per mezzo del Romano Pontefice, faceva appello alla Madre di Dio e Madre nostra!
La devozione al Cuore ammirabile della Madre di Dio però è antichissima nella Chiesa.
Nel Vangelo di Luca si hanno i primi accenni ai segreti tesori del Cuore di Maria, «Sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore».
I Padri e i dottori celebrano spesso le lodi di questo Cuore.
Nel medioevo questa devozione fu rivelata a S. Matilde e a S. Gertrude e da loro coltivata con amore e diffusa dai loro scritti. Anche S. Bernardino da Siena ne fu entusiasta. Il vero padre, l'apostolo e il dottore di questa devozione, però, è S. Giovanni Battista Eudes. Egli fu il primo che «non senza una divina ispirazione» (come si espresse S. Pio X nel decreto di beatificazione) pensò di tributare il culto liturgico al Cuore purissimo di Maria, componendo egli stesso la Messa e l'Ufficio. E questa devozione lasciò in eredità alle sue due famiglie religiose: la Congregazione di Nostra Signore della Carità e quella di Gesù e Maria. Su questa devozione scrisse pure il prezioso trattato: Il Cuore ammirabile della SS. Madre di Dio.
La devozione poi andò crescendo insieme a quella del Sacro Cuore di Gesù, e dal secolo XVIII in poi, molte famiglie religiose si dedicarono in modo speciale a onorare il Cuore Immacolato di Maria. Nel secolo XIX, la devozione alla medaglia miracolosa, che porta sul retro i due Cuori di Gesù e di Maria, fu una potente spinta verso il carattere di riparazione che questa devozione doveva prendere, poi, specialmente con le rivelazioni della Madonna a Fatima, nel 1917. Difatti la Vergine SS., apparendo ai tre pastorelli disse: «Per la salvezza dei peccatori Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato, e se sarà fatto quanto io vi dirò, molte anime si salveranno». E chiedeva preghiere: rosario quotidiano, comunione riparatrice nei primi cinque sabati del mese, penitenze: quelle scaturite dal proprio dovere compiuto diligentemente e fedelmente, l'accettazione serena delle croci che il Signore ci manda, penitenze anche volontarie, come la rinuncia a qualche comodità e la mortificazione in qualche piacere anche lecito, e la consacrazione di se stessi e di tutto il mondo al suo Cuore Immacolato.
Spiritualità
Il Cuore Immacolato di Maria, come il Sacro Cuore di Gesù comprende tutto il mistero di Cristo, comprende tutto il mistero di Maria e cioè l’amore di Maria per il Dio vivente, per il Verbo Incarnato, suo Figlio Gesù, e suo e nostro Salvatore e l’amore di Maria per i membri del mistico Corpo di Cristo, sia pellegrini sulla terra, o che si stanno purificandosi in Purgatorio o stanno nella gloria del Paradiso. Sì, il mistero dell’Immacolato Cuore di Maria è il sommario di tutti i suoi misteri, consente di meditare e di contemplare tutto il mistero di Cristo e di contemplarlo per l’amore del Dio vivente, del Padre Celeste ne cuore degli uomini e dei Beati.
E siccome l’amore di Dio è sostanzialmente allo Spirito Santo Amore e il mistero di Maria è strettamente congiunto con quello dello Spirito Santo, si può dire che il Cuore di Maria è il candido raggio di questo Divino Amore. A Fatima il Cuore Immacolato di Maria, si presenta tutto fiamme di carità verso Dio, e tutto compassione e tenerezza verso la povera umanità peccatrice.
E appare coronato di spine. Davanti alle piaghe del Signore Crocifisso, santa Ludgarda si domandava: “Cosa significano queste piaghe?” E quando essa comprese che erano la conseguenza dei peccati degli uomini, vi penetrò dentro e vi si nascose per tutta la vita.
Davanti al Cuore Immacolato di Maria, coronato di spine, noi pure ci chiediamo: “Cosa significano queste spine?” “Se ci fermiamo un momento a considerarle, sentiremo senz'altro la sconvolgente risposta: “E' questa la corona che mi apprestarono i figli che infedeli alle promesse del Battesimo sono passati nel campo del nemico, essi, che dopo essere stati salvati, tradiscono il Signore, crocifiggendo per loro conto il Figlio di Dio e lo espongono alla infamia”. Così questo Cuore, delizia del Dio vivente, coronato di spine, invita i propri figli a tornare alla casa paterna, e ricorda che esso è il rifugio per le loro miserie e la via che riconduce al Padre.
Maria SS. Fatima rivelò proprio che il Signore vuole salvare tante anime attraverso la devozione al Cuore Immacolato di Maria.
Il 13 giugno dei 1917 - nella seconda Apparizione - la Madonna dicsse a Lucia: « Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare, Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato...Io non ti abbandonerò mai: il mio Immacolato Cuore sarà il tuo rifugio, e la via che ti condurrà fino a Dio... ». Il 13 luglio 1917 (terza Apparizione), dopo aver mostrato ai suoi piccoli beneamati veggenti la tremenda visione dell'Inferno, la Madonna disse loro: «Avete visto dove vanno le anime dei poveri peccatori; per salvarle Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato...Se faranno ciò che io vi dico, molti si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire: ma se gli uomini non cessano di offendere Dio, ne verrà un'altra ben peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che quello è il gran segno, che Dio vi dà prima di punire il mondo, per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame, della persecuzione contro la Chiesa e il Santo Padre. Per impedire ciò io tornerò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se si osserveranno le mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace; se no, essa spanderà i suoi errori per tutto il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa: i buoni saranno martoriati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate: in fine il mio Cuore Immacolato trionferà...»
A queste richieste la Madonna associò una «Grande Promessa»: «A tutti coloro che per cinque mesi al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il rosario, e mi faranno compagnia quindici minuti meditando i misteri con l'intenzione di offrirmi riparazione, io prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza». Questa grande promessa fu fatta dalla Vergine Immacolata a Suor Lucia di Fatima il 10 dicembre 1925. La Madonna era apparsa con Gesù Bambino che parlò per primo e disse: «Abbi compassione del cuore della tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli infliggono continuamente: non vi è chi faccia atti di riparazione per strappargliele. A sua volta l'Angelo del Portogallo, apparso ai pastorelli prima della Madonna, insegnò questa preghiera: «Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi sacrilegi, indifferenze con cui Egli è offeso. E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria Vi domando la conversione dei poveri peccatori».
Così la devozione al Cuore Immacolato è la via che porta a Dio: è la via luminosa, certa, dolce, pure essendo martirizzante, che conduce a Dio; è insomma la «via Matris», la via percorsa dalla Madre celeste e da Lei additata ai suoi figli. Alla «via Matris» corrisponde la «via filiorum », la via dei figli, il cammino cioè, che questi devono percorrere per andare al Padre, perché essa fu la via di san Giovanni, il discepolo benamato di Gesù e il Figlio prediletto di Maria.
Infine la devozione al Cuore Immacolato di Maria porta a riparare alle offese che si fanno a questo Cuore di Madre, accettando e offrendo al Signore tutti i sacrifici e le sofferenze della vita presente.
Ecco allora che si delinea per i cristiani, per i veri figli di Maria, un compito speciale: quello di immettere le proprie sofferenze, le proprie rinunce, i propri dolori nel grande calice delle sofferenze e dei patimenti di Cristo, per aiutare i fratelli a salvarsi e per offrire una riparazione alle offese fatte all'amore misericordioso di Dio e che feriscono il Cuore tenero della Madre Celeste.
Esempi.
Giacinata di Fatima
Giacinta diceva al fratello Francesco, pochi giorni prima della morte: «Saluta tanto a nome mio Gesù e la Madonna e di' loro che soffro tutto quello che vogliono per convertire i peccatori e per riparare i peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria.»
E Giacinta sapeva quello che doveva soffrire, perché la Madonna le aveva detto: «La tua mamma ti porterà all'ospedale e là rimarrai sola...». Morire sola, senza la presenza dei suoi genitori e della cugina Lucia!
«Mi manca poco per andare in cielo - diceva Giacinta a Lucia, recatasi a visitarla per l'ultima volta - e tu resti qui per dire al mondo che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando dovrai dir questo, non ti nascondere; dillo a tutta la gente che Dio concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, che dunque le chiedano a Lei... che il Cuore di Gesù vuole che assieme al suo, si veneri il Cuore Immacolato di Maria... Domandino la pace al Cuore Immacolato di Maria, perché Dio l'affidò a Lei...».
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B. Gabriele M. Allegra: amore ardente per il Cuore Immacolato
Il beato Gabriele M. Allegra (+1976), un francescano partito missionario per la Cina, nutriva per la Madono ha un amore tenero e ardente. Quando parlava di Lei, a sua voce assumeva un tono amabile e penetrante. si sentiva talmente affascinato dagli splendori della grandezza di Maria Santissima, soprattutto dal cul gore del suo Cuore Immacolato, che ne parlava con accenti infuocati, con espressioni di tenerezza e di profonda umiltà. Bramava amare la Madonna fino Alla follia, e chiedeva insistentemente questa grazia A Gesù. Tutti i misteri della vita della Madonna gli erano cari, ma si sentiva particolarmente attratto dal alto al Cuore Immacolato di Maria. Così confidò:
«Mi pare d'aver trovato nel Cuore Immacolato di Maria tutte le grandezze, le perfezioni, la missione, il mistero, anzi tutti i misteri mariani. Mi sento come preso per incantamento, come affascinato dalla Madre celeste, dal suo Cuore di Madre, di Vergine, di Regina».
«L'anima - diceva - comincia chiedendo di conoscere sempre meglio e sempre più Maria; continua chiedendole di partecipare alle virtù del suo Cuore Immacolato; e termina con la sublime supplica: abitare in quel Cuore e in esso unirsi al Cuore di Gesù a gloria del Padre».
Fu anche solerte promotore della costruzione di santuari mariani. Era suo desiderio farne erigere uno in Cina in onore del Cuore Immacolato. «Ho promesso alla Madonna - scrisse in una lettera - che se conserva la fede nella Cina perseguitata, e io sarò ancora in vita, farò quanto è in mio potere per erigere nel centro di quell'immenso paese un santuario in onore del suo Cuore Immacolato».
Non poté, purtroppo, vedere realizzato il suo sogno, perché fu chiamato a contemplare per l'eternità quel Cuore Immacolato che tanto amava. (Da ‘La mia Messa’, 2023 vol. 2, Casa Mariana Editrice, Frigento)
(P. Bernardino M. Abate 2004-2023)