(Gv 14, 23-31)
La solennità della Pentecoste, annunziata dal Martirologio Romano come « solennitas solennitatum », la solennità per antonomasia, non è non dev'essere nella intenzione della Chiesa e nello spirito della Liturgia - la nuda commemorazione di un avvenimento passato, sia pure di capitale importanza, ma è e dev'essere un mistero vivente, operante, fecondo...
Lo Spirito Santificatore.
E' famosa la bella equazione di S. Agostino: « Ciò che è l'anima per il corpo dell'uomo, lo è lo Spirito Santo per il corpo di Cristo che è la Chiesa ». Come l'anima da l'essere e il moto al corpo e ad ogni suo membro, così lo Spirito Santo dà l'essere soprannaturale e il movimento a tutta la Chiesa e ad ogni suo membro. E' ciò che professiamo nel Credo: « Credo... nello Spitito Santo vivificatore ».
La Chiesa, con tutti i suoi membri, non è altro che il prolungamento di Cristo nei secoli. Tutti - afferma S. Agostino - siamo in Cristo, siamo di Cristo, siamo Cristo: « Omnes in Christo, et Christi et Christus » (Enarr. in Ps.). Orbene, la venuta dello Spirito Santo e la sua azione vivificatrice, santificatrice si prolunga nelle generazioni cristiane, fino a che il mistico corpo di Cristo - la Chiesa - non abbia raggiunto le proporzioni stabilite dal Padre celeste. V'è dunque, nella Chiesa, una Pentecoste perenne, in forza della quale il mistico corpo di Cristo - e quindi anche ciascuno dei suoi membri - sotto il soffio animatore dello Spirito Santo, cresce sempre più - come un giovane organismo - e si espande. Lo sviluppo del corpo fisico non è riserbato ad una parte soltanto, ma comune a tutte e singole le parti dell'organismo; ed un membro il quale non cresce, e tenta di isolarsi dalla grande corrente dell'aumento, si atrofizza e si condanna alla morte. Altrettanto avviene nello sviluppo del corpo mistico: la Chiesa deve crescere soprannaturalmente in tutti i suoi membri, di modo che un membro della Chiesa il quale neutralizza l'azione vivificatrice e santificatrice dello Spirito Santo, è un membro soprannaturalmente atrofizzato, inutile.
L'efficacia dell'azione santificatrice dello Spirito Santo.
E' necessario quindi lasciarsi compenetrare dall'azione dello Spirito Santo.
Egli è il Santificatore per eccellenza. Al Padre il quale è « principio senza principio », è attribuita dai Padri la potenza; al Figlio, il quale procede dal Padre come Verbo, è attribuita la sapienza; e allo Spirito Santo, il quale procede dal Padre e dal Figlio come amore - l'amore spirato, sostanziale del Padre e del Figlio, il bacio eterno, perenne del Padre e del Figlio - è attribuita la santificazione delle anime.
Per comprendere fino alla evidenza l'efficacia dell'azione santificatrice dello Spirito Santo, basta rivolgere uno sguardo agli Apostoli, e vedere che cosa erano prima, e che cosa divennero dopo la venuta dello Spirito Santo.
Prima della venuta dello Spirito Santo gli Apostoli erano ignoranti: Egli li illuminò, e li rese veri luminari del mondo « vera mundi lumina ».
Prima della venuta dello Spirito Santo, gli Apostoli erano ambiziosi e terreni; Egli li purificò da questi difetti, e li rese umili e celesti, sollevando le loro menti e il loro cuore al ciel e alle cose celesti.
Prima della venuta dello Spirito Santo, gli Apostoli erano timidi ed ignavi: lo Spirito Santo li corroborò; li rese intrepidi e forti, fino a non temere più nulla, neppure i supplizi più atroci e la morte.
Lo Spirito Santo illumina, purifica, corrobora per mezzo dei suoi sette doni.
In che modo dobbiamo cooperare all'azione santificatrice dello Spirito Santo.
Abbandoniamoci dunque all'influsso dello Spirito Santo, cooperando alla sua azione santificatrice in tre modi: con la mondezza del cuore, col raccoglimento e con la preghiera.
Cooperiamo innanzitutto, all'azione santificatrice dello Spirito Santo con la mondezza del cuore: mondezza dal peccato grave, prima di tutto, poiché esso scaccia dall'anima nostra lo Spirito Santo, uccidendo in noi la vita soprannaturale della grazia divina; mondezza anche dalla colpa veniale pienamente deliberata, poichè essa contrista lo Spirito Santo, relegandolo in un cantuccio dell'anima nostra. Per questo ci esorta l'Apostolo: « Nolite contristare Spiritum Sanctum » (Ephes., 4, 30)
Cooperiamo alla sua azione santificatrice col raccoglimento abituale, evitando accuratamente la dissipazione, la quale non è altro che una partecipazione esagerata alla vita esteriore a scapito della vita interiore. E' la dissipazione, infatti, quella che fa penetrare nell'anima nostra lo spirito del mondo, così diametralmente opposto allo spirito di Cristo.
Cooperiamo infine alla sua azione santificatrice con la preghiera incessante affinchè diffonda largamente sulle anime nostre i suoi sette doni: « Da tuis fidelibus in te confidentibus sacrum septenarium! ». Preghiamolo affinchè ci illumini, ci purifichi, ci corrobori.
Interponiamovi la mediazione potente della Regina del Cielo, ai fianchi della quale gli Apostoli si prepararono alla discesa dello Spirito Santo: « Erant perseverantes unanimiter in oratione... cum Maria » (Atti 1, 14). La Vergine SS. infatti, come fu mediatrice, presso il Padre, per la venuta del Figlio, così fu anche mediatrice, presso il Figlio, della venuta dello Spirito Santo. Presentiamo a questo Spirito divino le nostre ardenti suppliche per le mani di Maria.
Gridiamogli dunque frequentemente con tutta l'anima:
Vieni!… « Veni creator Spiritus! ».
Vieni ed illuminaci: « Emitte celitus lucis tuae radium! ».
Vieni e purificaci! « Lava quod est sordidum! ».
Vieni, e corroboraci! « Flecte quod est rigidum, fove quod est frigidum, rege quod est devium! ».
Ripetiamogli col nostro grande Manzoni: « Discendi, amor, nelle anime - l'ire superbe attuta! - Dona i pensieri che il memore - ultimo di non muta... - Fempra dei baldi giovani - il confidente ingegno - reggi il viril proposito - ad infallibil segno. - adorna la canizie - di liete voglie sante, - brilla nel guardo errante - di chi sperando muor! » (La Pentecoste).
(P. Gabriele M. Roschini, Predicate il Vangelo, LICE Torino, 1943, pp. 87-89)
Pentecoste - Commento al Vangelo dai Padri della Chiesa
La discesa dello Spirito Santo a Pentecoste