Omelia della XVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A
Moltiplicazione dei pani e dei pesci (Mt 14,13- 21)
Oggi la Liturgia ci invita a meditare sull’amore compassionevole e provvido di Dio, sempre pronto a chinarsi sulle miserie dell’uomo, sovvenendo ai suoi bisogni materiali e spirituali. Questo tema è messo in evidenza già dalla prima lettura del giorno. Nel passo riportato, il profeta Isaia rivolge un pressante invito agli Ebrei esuli in Babilonia, perché non indugino a ritornare in patria: Dio provvederà alle loro necessità: “O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte” (Is 55,1). L’acqua, il vino, il latte promessi dal Signore agli esuli simboleggiano anche i beni spirituali che il Messia porterà con grande abbondanza a tutti gli uomini.
Infatti, il “mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti”, oltre a saziare ai bisogni del corpo, in cosa possono essere identificati? C’è un’indicazione molto chiara, fondamentale nelle letture di questa domenica, innanzitutto nel testo già citato di Isaia: «Ascoltatemi... Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete». Quindi la prima «cosa buona», «cibo succulento» è la Parola di Dio che ci viene comunicata, orientando tutta la nostra vita e, soprattutto, il cibo dell'Eucaristia, richiamato nel Vangelo di oggi dal miracolo della moltiplicazione dei pani, un cibo miracoloso che ci comunica lo stesso Signore Gesù nella Santa Messa.
La moltiplicazione dei pani e dei pesci, poi, è ricco di insegnamenti: prima di tutto, Gesù rivela nel suo Cuore divino, la sua premura e compassione verso l’umanità, sovvenendo ad una grande folla, che con tanti sacrifici lo aveva seguito senza curarsi né della fame né della stanchezza. Gesù ne resta commosso e premia la loro fede guarendo prima gli ammalati e poi sfamando le turbe.
Abbiamo così anche una grande conferma di quello che Gesù affermò in un altro passo del Vangelo: se mettiamo al primo posto Dio e il suo Regno, Egli provvederà a sfamare il nostro corpo e la nostra anima. Ecco la soluzione per risolvere la crisi economica che investe la nostra società!
Dio nella sua onnipotenza è capace di provvedere un’enorme quantità di pane, tanto con molti, quanto con pochi pani; e compie il miracolo quando l’uomo mette a disposizione tutto quello che ha, si serve dell’offerta di cinque pani e due pesci per operare il miracolo. Il miracolo della moltiplicazione dei pani si ripeterà anche nel nostro mondo evoluto, dove stranamente milioni di persone soffrono ancora la fame e la povertà, se l’uomo saprà mettere a disposizione di Dio e degli altri tutto ciò che ha, beni e mezzi!
Infine, la moltiplicazione dei pani richiama alla nostra mente soprattutto l’ineffabile mistero dell’Eucaristia. I particolari della narrazione,“presi i cinque pani e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli” (ivi, 19), sono espressi con gli stessi termini dell’istituzione dell’Eucarestia, della prima Santa Messa e che viene ogni giorno celebrata e rinnovata su gli altari di tutto il mondo (i 5 cinque pani dai quali Gesù compie il miracoli richiamano a 5 continenti, quindi all’universalità ove vengono presi e offerti i pani per la consacrazione!).
L’Eucaristia è il banchetto divino, il Pane vero che sazia la fame dell’uomo e appaga tutti i i nostri desideri infiniti. Se è grande il bisogno nel mondo del pane materiale, molto più grande è il bisogno di quello spirituale, di Dio. Tutti abbiamo bisogno di cibarci di questo pane divino. Per questo Gesù compie ogni giorno nell’Eucaristia un miracolo ancora più strepitoso di quello della moltiplicazione dei pani. Gesù ha compassione delle nostre miserie e ci invita ad accostarci alla mensa divina per cibarci di Lui. Accostiamo sempre, ogni giorno, in grazia di Dio (senza peccato mortale) alla Santa Comunione; Padre nostro … dacci oggi il nostro pane quotidiano!
Dimensione ecclesiologica del miracolo dei pani
Un’ultima considerazione meditando figura degli apostoli, che collaborano con Gesù e quindi anche alla nostra collaborazione, specialmente dei ministri di Dio. Gesù, per il miracolo e la distribuzione dei pani, chiede la collaborazione personale dei discepoli, così come affiderà loro la missione di celebrare e di perpetuare l'Eucaristia. I discepoli diventano subito non soltanto testimoni del miracolo, rafforzandosi nella fede, ma anche strumenti e datori del pane benedetto da Gesù: lo stesso pane moltiplicato passa dalle mani del Cristo - attraverso le loro mani - alla folla dei «circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini» (v. 21). “Voi stessi date loro da mangiare”
I dodici apostoli si trovano così in una posizione singolare: essi stanno tra Gesù e la folla sia nell'offrire al Cristo i loro pochi e insignificanti pani, sia nel ricevere da Gesù e nel distribuirlo alla folla il pane benedetto e moltiplicato. (missione) Quindi i discepoli svolgono la funzione di intermediari tra Gesù e la folla. Anche sant'Ilario di Poitiers (In Matth. 14, 11) si esprime in modo analogo: «I pani sono dati agli apostoli perché per mezzo loro dovevano essere elargiti i doni della grazia divina»
Questa posizione intermedia dei discepoli, tra il Cristo e il popolo, tra il Signore datore della vita e il mondo, è la condizione propria della Chiesa. Essa è comunità di salvezza unicamente perché riceve tutto dal Signore e lo trasmette al mondo, come germe di vita nuova. Questa presenza della Chiesa nel miracolo della moltiplicazione dei pani viene letta giustamente nelle «dodici ceste piene di pezzi avanzati» (Mt 14, 20) che furono portate via dopo che «tutti mangiarono e furono saziati». Il numero delle «dodici ceste» è un'allusione alle dodici tribù del popolo d'Israele, alla Chiesa, il popolo della nuova Alleanza, che porta al mondo l'Eucaristia, il pane vivo, il pane della vita. La stessa Chiesa è fondata sui dodici apostoli qui presenti attivamente al miracolo, quali «commensali» e distributori alla folla del pane prodigiosamente moltiplicato da Gesù e l’opera dei Ministri di Dio.
Ecco il compito dei sacerdoti e la necessità di questi ministri dell’Eucarestia. Se mancano o scarseggiano manca chi consacra e distribuisce l’Eucarestia! Purtroppo è tristissima realtà odierna nella Chiesa, la gravissima sciagura ove mancano sacerdoti in tanti paesi e parrocchie; conventi che si chiudono! Bisogna pregare per le vocazioni, per i sacerdoti! Senza lamentarci che mancano, ma solo pregare, fare sacrifici per ottenere questo dono!
«Mangiate il mio pane»
Noi oggi abbiamo la grazia di accostarci alla Sacra Mensa e ringraziamo il Signore per questo suo dono. Ringraziamo anche la Madonna perchPé Gesù Eucaristico viene da Lei. Infatti, alla base di uno degli antichi ostensori, raffiguranti Maria Santissima che porta l’Eucaristia sul petto, si trovano incise queste parole: «O cristiano che pieno di fede vieni a ricevere il Pane di vita, mangialo degnamente, e ricordati che esso è stato impastato con il purissimo sangue di Maria». In realtà, Maria può davvero chiamarci a sé e dirci con il Profeta ispirato: «Venite e mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato per voi» (Prv 9,5). San Massimiliano M. Kolbe voleva esprimere il contenuto di questo passo ispirato quando progettava che tutti gli altari del Santissimo Sacramento fossero sormontati da una statua dell’Immacolata con le braccia distese in avanti, a invitare tutti perché si accostassero a mangiare il Pane fatto da Lei stessa. E san Giovanni Bosco diceva che per fare bene la Santa Comunione «immaginatevi che non già il Sacerdote, ma la stessa Madonna Santissima venga a darvi l’Ostia Santa». A santa Bernardetta un giorno una consorella chiese: «Come fate a restare così a lungo nel ringraziamento dopo la Comunione?». La Santa rispose: «Io considero che è la Vergine Santa che mi dà il Bambino Gesù. Lo ricevo. Gli parlo e Lui mi parla».
L’Immacolata, quindi, ha portato Gesù nel suo purissimo grembo, formandone il corpo con la propria carne e con il proprio sangue. Per questo, ogni volta che ci accostiamo alla mensa dell’altare, ci sia soave ricordare che Gesù Eucaristico è il Pane di vita fatto da Maria con la farina della sua Carne immacolata, impastata del suo latte verginale. L’ha fatto per noi, suoi figli. E noi ci sentiremo davvero più fratelli, mangiando tutti questo delizioso e fragrante Pane di Mamma.
E preghiamo la Madonna affinché interceda per noi, per ottenerci numerosi e santi sacerdoti per la Chiesa!