Gesù, dopo aver trascorso circa trent’anni di vita nascosta, lascia la casa di Nazareth per dare inizio alla predicazione del Regno di Dio. Guidato dallo Spirito, va nel deserto sulle rive del Giordano, dove Giovanni Battista svolge la sua missione di precursore per preparare il popolo giudaico alla imminente venuta del Messia. Egli predica al popolo la conversione dai peccati e amministra un battesimo di penitenza. Da tutta la Palestina accorrono verso questa figura straordinaria di profeta. Colpiti dalle sue infuocate parole, si pentono e si fanno battezzare. Il precursore di Gesù è consapevole di non essere lui il Messia promesso: “Io vi battezzo con acqua – dichiara apertamente - ma viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,16). Il battesimo di san Giovanni è semplicemente un simbolo del vero battesimo che Gesù istituirà per tutti i seguaci del suo Vangelo.
Gesù si presenta dal Battista, mescolato tra la folla dei peccatori, come uno sconosciuto. Il Figlio di Dio fatto uomo non aveva bisogno di essere battezzato; pur tuttavia chiede il battesimo per compiere, anche in questo, la volontà del Padre. Mentre Giovanni lo battezza e Gesù è raccolto in preghiera, in intima comunione con il Padre “il cielo si aprì – narra il Vangelo della Messa - e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Lc 3,21-22). E’ un momento solenne, ricco di gravità e d’importanza. L’episodio segna un evento straordinario nella vita di Gesù, non tanto per il valore in se stesso del battesimo che riceve da san Giovanni, quanto per la grande rivelazione che il Padre e lo Spirito Santo fanno di Gesù, proclamandolo apertamente Figlio di Dio e Messia. Il battesimo di Gesù è come l’investitura ufficiale della sua missione di Salvatore. Lo Spirito Santo che scende visibilmente su di Lui, e la voce del Padre che si fa sentire dal cielo, garantiscono sulla sua identità di Figlio di Dio e lo presentano al mondo perché il mondo accolga il suo messaggio.
Anche nella vita del cristiano, il battesimo costituisce un momento importante. Lo Spirito Santo, rinnovando i prodigi compiuti nella vita terrena di Gesù, entra nell’anima del cristiano, lo rinnova in tutto il suo essere, lo fa nascere alla vita divina, formando in lui un figlio di Dio. Guardando al comportamento di tanti cristiani, dobbiamo purtroppo ammettere che molti sembrano perdere coscienza dell’importanza del battesimo nella loro vita. La decadenza del senso religioso e il fenomeno della secolarizzazione rendono sempre più difficile la comprensione della grande dignità e del valore inestimabile di questo sacramento.
Oggi, nella festa del battesimo di Gesù, la Chiesa ci invita a ricordarci del nostro battesimo e a riscoprirne la grandezza e le esigenze. Per gli uomini del nostro tempo è importante anzitutto conoscere a fondo le basi della nostra vocazione cristiana, con lo studio attento e continuo del Vangelo, del Catechismo, dei documenti della Chiesa, della dottrina dei Santi Padri e di ottimi testi di autori sacri che hanno illuminato la vita di tanti santi. Ma non basta conoscere gli impegni del battesimo, dobbiamo viverli profondamente, come afferma san Paolo nella seconda lettura del giorno. Il battezzato è chiamato a “rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo” (Tt 2,12). Queste, dunque, secondo l’apostolo, le esigenze fondamentali del nostro battesimo: rinnegare “l’empietà” della propria carne, disprezzare “i desideri mondani”, ossia onori, ricchezze, vanità, comodità, per vivere, poi, in noi la vita divina di Gesù.
Padre Pio da Pietrelcina, con brevi ma incisive parole, ribadisce il concetto di san Paolo riguardo agli impegni assunti dal cristiano nel battesimo: “All’opera, cristiano; rammentati che pel battesimo ti sei spogliato dell’uomo vecchio e vestito dell’uomo nuovo” (Epistolario II, p. 234). L’insegnamento del Santo è molto chiaro: egli ci incoraggia vivamente a spogliarci dell’uomo terreno, lottando contro il peccato e tutto il mondo delle nostre passioni e a rivestirci di Gesù, conformando la nostra vita alla sua. Il battesimo, in effetti, deve impegnare tutto della nostra persona: ogni attività interna ed esterna, della mente e del cuore, ogni professione e stato sociale. Essere cristiani significa pensare e agire come Gesù, significa acquistare un modo nuovo di vedere, di giudicare e di agire che rifletta pienamente quello del nostro Maestro.
Chiediamo oggi alla Madre di Gesù, che ci ha generato alla grazia nel suo grembo verginale, di aiutarci a essere fedeli alle nostre promesse battesimali, e a vivere da “figli prediletti” del Padre.
(dal Settimanale di P. Pio)